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Palazzo Vecchio battuto, il Tour de France del 2014 partirà da Leeds Sport

I soldi degli inglesi hanno battuto i valori e la storia di Firenze. Così la partenza del Tour de France 2014 avverrà da Leeds e non dal capoluogo toscano che ne aveva fatto richiesta per onorare il centenario della nascita di Gino Bartali.
  Sarebbe stato bello. Il Giro di Francia che Gino Bartali ha vinto due volte, 1938 e 1948, che prendeva il via dalla città di questo grande indimenticabile campione. Tra l’altro, sarebbe stata la prima partenza in assoluto dall’Italia.
  La città ci aveva provato con insistenza. Dario Nardella, vice sindaco di Firenze, aveva incontrato più volte Christian Prudhomme, patron della corsa francese.  Alcune in Palazzo Vecchio, altre a Parigi. L’ostacolo maggiore per Firenze era mettere insieme i tanti soldi richiesti, circa 4 milioni di euro, dagli organizzatori della corsa francese.
  Tanti i difensori della “causa” fiorentina. C’erano anche il sindaco di Parigi, le comunità ebraiche italiana e francese, ed in Italia personaggi dello sport, della cultura, della politica. Ma non è valso a niente. Ha vinto il denaro.
Amarezza in Dario Nardella che già qualche giorno fa aveva detto che Firenze non avrebbe partecipato ad una possibile asta. “Noi offriamo meno soldi di altre città straniere – aveva sottolineato – ma certamente più storia, più valori, più cultura. Il nome di Gino Bartali non ha prezzo”.
  Davanti a questa definitiva scelta il vice sindaco di Firenze è tornato stamani sull’argomento. “Firenze ha fatto il massimo per ottenere la partenza del Tour 2014, centenario della nascita di Gino Bartali. Per il prestigio della nostra città, per il rispetto della memoria di questo campione e di tutta la tradizione ciclistica italiana, abbiamo detto ai francesi che non siamo disposti a gareggiare a suon di milioni di euro. Lo sport non è solo mercato. In un periodo così difficile per la nostra economia sarebbe perfino immorale. Ringraziamo, comunque, gli organizzatori del Tour per la loro attenzione. Li invito fin da ora ai mondiali del prossimo anno che vedranno i campioni di tutte le nazioni sfrecciare all’ombra della cupola del Brunelleschi”.
   Giusto l’atteggiamento di Nardella. Comprensibile la sua amarezza che è quella di tutti gli amanti del ciclismo. Se gli organizzatori del Giro di Francia avessero accettato l’offerta di Firenze non avrebbero reso onore solo al centenario di Gino Bartali, ma anche a Magni, Nencini, che il Tour lo ha vinto nel 1960, ed a Gimondi vincitore della corsa transalpina nel 1965. Ma avrebbero riconosciuto che quei campioni italiani hanno contribuito alla popolarità della corsa francese.

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