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Palazzo Vecchio fa quadrare i conti ma la parola d’ordine resta “Sobrietà” Politica

I conti di Palazzo Vecchio sono in ordine. Miracolosamente in ordine, si può dire, considerando tagli sui trasferimenti statali, parametri del patto di stabilità ed in generale quello che l’assessore al Bilancio, Claudio Fantoni, ha definito «un accanimento terapeutico che ha preso di mira gli enti locali, come se questi fossero la causa di tutti i mali del Paese». Il Consiglio comunale ha potuto così approvare stamattina senza difficoltà il rendiconto del bilancio consuntivo 2011, che precede di qualche settimana il bilancio di previsione per l’anno in corso. Hanno votato tutti i 38 consiglieri presenti, con 24 voti favorevoli, 11 contrari  e 3 astensioni. «I conti sono a posto – ha spiegato Fantoni – Nonostante le minori entrate questa Amministrazione ha rispettato gli impegni, mantenendo gli investimenti sul territorio e facendo significativi sforzi per non tagliare i servizi alle persone. Tutto questo – ha ribadito più volte – nonostante una serie di criticità dovute a fattori esterni, elementi di incertezza che esulano dal diretto controllo dei Comuni e che aumenteranno in maniera esponenziale nel 2012».  Il rendiconto chiude con “un’operazione di pulitura” attuata con la cancellazione dei residui attivi e passivi (rispettivamente 11 milioni e 8 milioni di euro) e con un avanzo di circa 9,8 milioni di euro. La tassa di soggiorno ha aiutato, i tagli ai trasferimenti statali no. In ogni caso la parola d’ordine resta “Sobrietà”, «senza la quale –  ha aggiunto l’assessore – rischiamo di farci del male». I conti presentati «hanno dimostrato una coerente capacità di gestione nella ripartizione delle entrate e degli impegni economici fra i vari capitoli del bilancio, da parte della Giunta Comunale –  ha commentato il capogruppo dell’Idv Scola –  e Firenze ancora una volta ha potuto dimostrare che il sociale è uno dei vanti della comunità e che vanno salvaguardati i servizi che si rivolgono ad anziani, disabili e persone che presentano disagio sociale o sanitario». «Erano oltre 160 i milioni di euro previsti in bilancio per investimenti, che si sono ridotti a 92 nell’ultimo assestamento e che in fase di consuntivo si riducono ancora fino a poco meno di 75 milioni – lamentano invece  i consiglieri di opposizione Ornella De Zordo e Tommaso Grassi – Non sono state realizzate busvie e piste ciclabili che erano state previste per più di 4,2 milioni di euro, oltre a interventi a tutela dell'ambiente, parchi e verde pubblico per 1.8, manutenzione straordinaria di sedi stradali per 6,2 milioni, e attrezzature per scuole, asili nido, biblioteche e uffici per 2,5. In tutto 31 milioni di euro di progetti previsti, messi in bilancio e mai realizzati».  «Il bilancio fa acqua ancora una volta sulla voce riguardante le alienazioni dalle quali si voleva incassare quasi 70 milioni ma che in realtà hanno portato nelle casse comunali poco più di 11 milioni, solo il 15% di quanto previsto –  sottolinea il Pdl  – Gli equilibri di bilancio sono stati garantiti ancora una volta, certo, ma con un bell’arrivederci alla tanto sbandierata “discontinuità col passato”: dalle multe che hanno fruttato altri 51 milioni di euro (8 in più rispetto all'ultimo triennio della giunta Domenici), dall’aumento della Cosap (dai 31 milioni del 2008 si è passati ai 36 di 2010 e 2011), e da tutti gli aumenti decisi dal sindaco ‘tartassatore’: dai cimiteri (oltre 1 milione in più), all’istruzione pubblica (oltre 2 milioni in più)». Più volte rimarcata l’assenza di Renzi che «preferisce andare a giro a presentare il suo libro piuttosto che venire in consiglio a discutere del bilancio», secondo la dichiarazione del capogruppo del Pdl Stella. Renzi, impegnato a Piacenza, ha comunque portato a casa un ordine del giorno proposto dal Pd che «impegna il Consiglio a sostenere l’iniziativa sua e degli altri sindaci finalizzata a rivedere le regole del patto di stabilità e ad attivarsi in tal senso presso l’Anci ed il Governo». «In realtà il sindaco si era spinto oltre proponendo lo sforamento del patto –  hanno però fatto notare Grassi e De Zordo dopo la bocciatura dell'ordine del giorno da loro presentato –  mentre il testo approvato si limita a chiedere al Governo tramite l'Anci la modifica di alcune regole del Patto di stabilità, smentendo la dichiarazione di Renzi che aveva attirato l’attenzione dei media nazionali. O i consiglieri del Pd non sono d'accordo con il sindaco  – si domandano –  o quest'ultimo ha utilizzato espressioni forti che non hanno di fatto la possibilità di essere attuate e servono come spot a livello nazionale».

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