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Palazzo Vecchio e il ciclone a luci rosse Opinion leader

Firenze e gli incontri proibiti. Firenze che vive la vita bella che solitamente spetta sempre agli altri. Firenze presuntuosa che se per una volta le capita di far la figura della bella e dannata non si fa scappare l'occasione ed accende il riflettore più grande sullo scandalo delle escort che accompagnano i vip: un sito internet dedicato, un cellulare, un messaggino, un albergo ad ore… stavolta però si arriva a Palazzo Vecchio e tanto basta per attirare l'attenzione.
Una piccola elite che fa tendenza e forse pure invidia. Una start up abusata, ma per logiche perverse di mercato sempre degna di essere finanziata. Ci sono nomi importanti.
Credevate forse che per divertirsi così bastasse la pensione minima o lo stipendio da dipendente? Le intercettazioni tirano in ballo un dirigente della Mobilità fiorentina, un collaboratore di Massimo Mattei, forse l'ultimo degli storici amici di Matteo Renzi rimasto al suo fianco dopo che nel corso di questi quattro anni la Giunta è cambiata più volte e molti hanno abbandonato per vario motivo la loro poltrona. L'assessore che accusa problemi di salute da parecchio tempo, decide che non ce la fa più a stringere i denti ed abdica con una lettera con la quale dichiara di mettere la salute davanti a tutto. Scelta saggia, obbligata, necessaria. Buon recupero. A presto.

Ma le chiacchiere aumentano, tirano Mattei dentro al fosso con tutta la fune: non solo il collaboratore è un amico degno di stima da parte dell'assessore, ma anche Adriana la ragazza rumena attorno alla quale ruota l'inchiesta è stata più volte vista in compagnia di Mattei ed ha abitato all'interno di un appartamento messole a disposizione gratuitamente dalla cooperativa sociale. Ci sono appartamenti liberi da regalare? Quante cose si scoprono con una telefonata. La proprietà transitiva logora più del potere e quindi.. Brutta tegola per Renzi, proprio ora che il mancato premier si gioca il ruolo di segretario/leader del centrosinistra. Qualcuno, i soliti maligni, pensa che quella tegola sia scivolata un po' per caso e un po' per desiderio dal tetto di Arnolfo di Cambio. Ma il primo cittadino svicola, gira l'angolo e l'ultima freccia scagliata sull'Agorà mediatica è per il Consiglio comunale fiorentino: inutile forse perché riunirsi tutti i lunedì fa tanto scuola di decoupage ed invece è meglio il calcetto il giovedì. Lo sanno tutti.
Un vero e proprio ciclone estivo a luci rosse, tanto che lo stesso Assessore dal letto della clinica ospedaliera è costretto a scrivere una lettera/memoriale nella quale ammette di conoscere la escort, "Una amica da dieci anni, ha lavorato per le cooperative che ho diretto da presidente, mai avrei pensato che svolgesse un simile lavoro, altrimenti l'uso
dell'appartamento le sarebbe stato negato". Averlo saputo prima.
Ogni giorno una puntata, gli alberghi controllati da tempo, così come i telefoni degli indagati offrono adesso al pubblico una rappresentazione degna delle serate mondane che Firenze non ha mai vissuto o finge di non vivere visto che non è nuova a simili popolarità e l'Arno che sornione l'attraversa ad ogni controllo biologico risulta avere un residuo fisso di polverine stupefacenti da far invidia al gruppo cinofilo di Fiumicino.
La scena madre della docu-fiction resta quella in cui l'inserviente comunale scopre Adriana e un dipendente pubblico all'interno di una sala conferenze e davanti al consumato amplesso lascia cadere la brocca dell'acqua. Titoli di coda, anzi di testa.
Sì perché è da qui che inizia a montare la curiosità ed assieme il timore che porta le mogli degli impiegati e dei mariti della Firenze bene a telefonare ai giornalisti per conoscere i nomi degli indagati. Matrimonialisti sul piede di partenza. Averlo saputo prima. Prevenire è meglio che curare.

La politica si indigna in linea con il momento storico, e per larga intesa coinvolge tutti da destra a sinistra e chi resta fuori.. già, chi resta fuori. Averlo saputo prima. Ma la gente importante è anche nota, certe operazioni le fa chi sa trattare con il pubblico, chi sa stringere le mani, chi ti saluta anche se ti vede tre volte all'interno dello stesso Bar tra una pasta e un cappuccino.
La città è piccola, come diceva Marchionne prima di diventare renziano, si frequentano tutti. Inutile adesso negare anche l'evidenza, meglio confondersi tra la folla di chi non poteva non sapere tanto che sembra di vederlo il procuratore "Chi non sapeva alzi la mano" si fa prima.

Firenze diventata politicamente rosé torna vermiglia e si vergogna quanto basta, come si addice a chi è pieno di sé tanto da campare per anni sulle spalle altrui con la convinzione di essere al centro del mondo. Veniteci a trovare, noi siamo qui. Siamo qui anche per soddisfare certe umane esigenze che non tramontano mai e che non risentono della crisi, che sono beni di lusso, ma popolari. E il ciclone presto passerà portandosi via tutto. Bastava un sms, come per il biglietto dell'autobus. Averlo saputo prima.

Antonio Lenoci

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