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Sindacati in guerra contro Palazzo Vecchio Cronaca

Per i 5000 dipendenti del Comune di Firenze le indennità previste dalla contrattazione decentrata, pari al 30% della busta paga, saranno attribuite “a titolo di acconto, salvo conguaglio”. La decisone, presa in via unilaterale dalla Giunta con sua delibera e annunciata ieri con un secco comunicato di due righe, ha fatto infuriare i sindacati, che da mesi denunciano la totale assenza di relazioni con il “datore di lavoro” Renzi. Una sorta di “rimedio preventivo” stabilito dall’Amministrazione in attesa che la Corte dei Conti si pronunci sulla vicenda del presunto danno erariale contestato dal Ministero Economia e Finanza dopo l’ispezione a Palazzo Vecchio del 2008, 52 milioni di euro che sarebbero stati indebitamente erogati dal 2000 ad oggi sotto forma di progressioni economiche e premi a vario titolo.

Tutto iniziò con la segnalazione dell’on. del Pdl Gabriele Toccafondi al Mef circa presunte irregolarità nell’assegnazione in busta paga di un premio di produttività, mediamente 1000 euro lordi, distribuiti a tutti i dipendenti senza rispettare i criteri previsti dal contratto nazionale di lavoro. Dopo l’ispezione e 3 anni di indagini, a novembre il Mef ha inviato alla Corte la sua relazione conclusiva. «Da allora abbiamo appreso le notizie solo attraverso i titoli dei giornali – ha spiegato stamattina il coordinatore delle Rsu dei dipendenti comunali Mauro Comi – Fino alla comunicazione di ieri, che nel contesto di normali relazioni sindacali andrebbe data convocandoci a un tavolo».

Le Rsu non contestano solo la forma, ma anche il merito della decisione.  «Innanzitutto la Corte dei Conti non si è ancora espressa – ha aggiunto Stefano Cecchi (Rsu) – E poi la voce contributiva della contrattazione di secondo livello, prevista per legge, è frutto di un accordo. Non ci siamo appropriati di soldi non nostri, anche se questo è il messaggio che è passato, e non abbiamo intenzione di restituire nulla. Noi contrattiamo gli impieghi, non decidiamo le risorse che l’Amministrazione mette a disposizione». Si annuncia battaglia. «Dalla settimana prossima ci saranno una serie di assemblee e non escludiamo che si passi a iniziative di lotta». La questione delle indennità è la classica ciliegina sulla torta. I sindacati contestano anche altre scelte dell’amministrazione non concertate con i rappresentanti dei lavoratori. Scelte che portano a una progressiva esternalizzazione dei servizi incidendo sulla qualità degli stessi.

E’ il caso degli asili nido comunali che verranno in parte dati in gestione a cooperative esterne, ma per ora non si sa ne quali ne quanti. «L’appalto a cooperative esterne dei nidi è cominciata da qualche anno per rispondere alla crescente domanda senza sforare i vincoli del Patto di stabilità – spiega Francesca Garau – Il problema è che ora si stanno dando in appalto all’esterno anche i sevizi storici e l’assessore ha dichiarato che è necessario procedere ancora in questa direzione. Quindi a settembre alcuni asili, non si sa quanti (si parla di 3 o 4) saranno dati in appalto». Non meno preoccupante la questione delle multe. Il Comune ha emesso un bando per esternalizzare la completa gestione delle contravvenzioni  servizio finora gestito dalla Polizia Municipale. «Anche questo lo abbiamo appreso dal web – dichiara  Marta Bellini – Si tratta di proventi che ammontano a 52 milioni di euro, il 6% delle entrate comunali, risorse che vengono affidate a una ditta esterna che guadagnerà 14 euro a verbale, indipendentemente dalla riscossione».

Ciò significa che se, ad esempio, la multa viene contestata,  e quindi non riscossa, la ditta guadagna su quella multa ugualmente i suoi 14 euro, pagati dal Comune, quindi dai contribuenti, quindi anche da chi quella multa non l’ha presa. «Il vantaggio della scelta dovrebbe essere, è stato detto, quello di liberare 100 unità da rimettere in strada. In realtà si recuperano così solo 35 vigili, perché dei 100 che oggi svolgono il servizio di gestione dei verbali 42 sono profili amministrativi, e altri non possono svolgere servizio esterno per raggiunti limiti di età». C’è poi ancora la questione delle 20 sezioni di scuola materna a rischio per la mancanza di 40 insegnanti, passato allo Stato o andati in pensione.

E ancora, la vicenda della Palestra Stadio di Firenze, oggi gestita dalla Endas, che ha ridotto lo stipendio del 50% ai collaboratori e ne ha licenziato uno, adducendo di non riuscire a pagare il canone d’affitto. «Chiediamo il rifacimento della gara o l’assegnazione al precedente gestore,  che per 15 anni era riuscito ad incrementare l’attività e il numero dei soci pagando regolarmente il canone» dice Samuele Falossi della SLC/Cgil – Nel pomeriggio faremo un presidio davanti alla palestra di via Nervi». 

 

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