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Palazzo Vecchio: passa per 16 voti il bilancio della discordia Politica

Via libera al bilancio di Palazzo Vecchio. Il consiglio comunale ha approvato in tarda mattinata la manovra di assestamento del bilancio 2012 ed il Piano degli investimenti 2012-2014. Una manovra di revisione per un ammontare complessivo di 12 milioni di euro resa necessaria da un lato dal dettato legislativo della Spending Review, dall’altro dalle minori entrate nelle casse comunali, dovute a mancate alienazioni. Dopo un dibattito animato, come c’era da aspettarsi intriso di polemiche sui rilevi avanzati l’altro ieri dalla Corte dei Conti, si è arrivati ad un’approvazione sul filo, con 16 voti a favore (pochi, per il Pdl, per tenere in piedi “una maggioranza allo sbando”), 6 astenuti (5 consiglieri del Pd più Valdo Spini) e i 10 voti contrari dell’opposizione e dei consiglieri Grassi e De Zordo.
I rilievi della Corte dei Conti. Nella sentenza indirizzata all’amministrazione fiorentina si parla di “gravi irregolarità contabili” relative alle spese per il personale, con il superamento del 50% dell'importo massimo di spesa sostenuta per le stesse finalità nell'anno precedente al mandato del sindaco. Complessivamente la spesa del personale sfora del 120%. I giudici hanno rilevato anche il mancato rispetto del patto di stabilità” ed il permanere di una situazione di “precarietà finanziaria”. Per la Corte “è necessaria l'assunzione immediata di idonei atti di correzione e l'eventuale rideterminazione delle previsioni di bilancio”.
Il dibattito sulla sentenza. La seduta consiliare di oggi non poteva prescindere dalla sentenza della Corte dei Conti. E l’approvazione della manovra di assestamento è giunta al termine di un lungo ed animato dibattito tra chi ha voluto sminuirne la portata e chi invece, dall’opposizione, ha voluto sottolinearne tutta la gravità. Il tutto condito a continui riferimenti alle imminenti primarie ed alla figura del Sindaco-candidato. Per Roselli del Pdl «mentre il Sindaco Renzi continua a presentarsi agli elettori come persona affidabile che mantiene gli impegni, ecco che con questo bilancio si certifica invece il fallimento di una amministrazione incapace di programmare un percorso per la città». Per l’assessore al Bilancio si tratta invece di «un’abituale attività di monitoraggio collaborativo svolta dalle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti e finalizzata ad avvisare l’Ente circa eventuali sintomi di situazioni di difficoltà gestionale o di criticità finanziaria». I consiglieri Grassi e De Zordo hanno poi duramente contestato le dichiarazioni di Roberto Reggi, responsabile della campagna elettorale di Renzi, che aveva parlato ieri di “amici di Bersani tra i giudici della Corte dei Conti”. «Un'affermazione inaccettabile – fanno sapere –  che ha molto del sapore berlusconiano, che vorrebbe screditare un organo previsto dalla Costituzione e che è super partes, e antidemocratico, mirando esclusivamente a far passare il Sindaco-candidato alle primarie, vittima di una congiura».
Il Bilancio 2012. Tagli, tagli e ancora tagli. A questo doveva servire appunto la manovra di assestamento. Ma il presidente della commissione Bilancio, Massimo Fratini, ha definito miracolosa una manovra che, raggiungendo il  pareggio di bilancio, è riuscita a risparmiare, almeno per ora, il welfare cittadino. «Abbiamo dovuto trovare risorse in pochissimo tempo, dovendo fare i conti con un taglio di trasferimenti statali passato in poco tempo dai 3,5 milioni previsti a 6,7 milioni –  ha spiegato – L’operazione che è stata fatta sul bilancio di parte corrente è stata esemplare. Da un lato si sono tolti piccoli interventi nelle varie direzioni dell’importo di 30/40/50.000 euro ciascuno e poi si sono differiti alcuni importi di spesa pari a un milione di euro all’anno successivo. Il pareggio è stato poi raggiunto grazie a minori spese per le polizze assicurative e per il personale dell’ITI passato allo stato».
Il Piano degli investimenti. Altra, secondo Fratini, è la valutazione che si deve fare per il piano degli investimenti. «Nonostante l’importante piano di alienazioni predisposto dal Comune – ha aggiunto – gli immobili non si riescono a vendere. Risultato: sono stati tolti 56 milioni di investimenti che erano previsti per i prossimi anni. Non vi è la certezza della vendita degli immobili, dei trasferimenti dello stato e della regione per gli investimenti. Dovendo tagliare una cifra così cospicua, si sono dovute fare delle scelte. Si è deciso di privilegiare nell’ordine: la manutenzione delle scuole, gli investimenti per i mondiali di ciclismo, gli interventi di manutenzione per la sicurezza del lavoro e gli investimenti per gli asili nido. Il resto è stato rimandato all’anno prossimo». 

 

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