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Palazzo Vecchio, si inasprisce il braccio di ferro fra vertici e lavoratori Cronaca

"Noi abbiamo già dato,  i soldi che mancano li tolgano dal fondo della dirigenza, che non se ne accorgono nemmeno". C'è da scommettere che la posizione dell'Usb su Palazzo Vecchio, spending review, stipendi e premi di risultato ai dirigenti e ore non pagate ai dipendenti, oltre a riduzioni (sempre per i dipendenti) sui buoni pasto, è condivisa da buona parte dei lavoratori del comune di Firenze. E prospetta per l'autunno che avanza nonostante il caldo, una burrascosa riapertura dei rapporti fra dipendenti comunali e vertici dell'amministrazione. Anche perchè, come spiegano dall'Usb, "questo sarà il refrain di ogni incontro con i vertici, sindaco in testa: se mancano i soldi vadano a  cercarli da qualche altra parte. Noi abbiamo già dato".

A onor del vero, la vicenda dei dirigenti dagli stipendi d'oro del Comune di Firenze cui corrispondono dipendenti con stipendi … di vil lega non è esattamente cosa nuova. Esplosa negli ultimi giorni con particolare virulenza, essa non è che l'ultimo atto di una "guerra" sorda che vede in campo i lavoratori da diversi mesi. Passiamo alle cifre rese note nuovamente in questi giorni, dopo la denuncia circostanziata di Stamptoscana a inizio estate: tabelle del comune alla mano, per la stragrande maggioranza i dirigenti di Palazzo Vecchio prenderanno dagli 80 ai 90mila euro nel 2012, i capoarea sui 123mila euro, partendo da una base di 43mila euro circa più la retribuzione di posizione dai 32mila al tetto massimo di 80mila euro per i dirigenti responsabili delle aree di coordinamento, come spiega in modo circostanziato e chiaro Michela Gargiulo nel Fatto. A queste somme poi si aggiunge la "retribuzione di risultato", che per alcuni arriva a 21mila euro. Mentre, nonostante gli accordi di maggio scorso, somme dovute ai dipendenti per ore già "lavorate" (vale dire che i dipendenti hanno già svolto il lavoro richiesto) per progetti o premi di produzione alle posizioni organizzative, non sono ancora state pagate. A giugno infatti il nuovo assessore al personale, la "fedelissima" renziana Titta Meucci sollevò un cumulo di polemiche annunciando che l'operazione dei pagamenti, su cui si era impegnato il sindaco in prima persona a fronte della minaccia di sciopero generale dei dipendenti di Palazzo Vecchio, era stato bocciato dalla Corte dei Conti. Lo sciopero del 2 settembre, organizzato dall'intera Rsu senza distinzione di sigle o distinguo, legato a queste richieste, rischia dunque di essere solo un altro atto di una lunga e crudele guerra.
Intanto, oggi incontro "cruciale" fra sindacati dei lavoratori (Rsu intera, senza distinguo) e i vertici di Palazzo.

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