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Palazzo Vecchio, Usb sollecita “equità” per i premi di risultato Cronaca

Firenze – Premi di risultato: a Palazzo Vecchio, da alcuni anni, mentre si assiste alla continua erosione del fondo che assicura il premio di produttività ai dipendenti, lo stesso non accade con quello dei dirigenti. A dirlo, sono i numeri, che Stefano Cecchi, Usb, mette in fila davanti a Stamp: “Nel 2012 i dipendenti non hanno preso un centesimo, per il 2014 ci sarebbero in media 20 euro a testa, per il2015 si parla di una media di 200/ 250 euro pro capite. Non è la stessa cosa per i dirigenti del Comune di Firenze, che invece non solo hanno percepito il premio di risultato per il 2012, per il 2013 e si apprestano a percepirlo per gli anni successivi, ma si tratta di somme a tre e qualche volta anche a quattro zeri”. E allora? La proposta è: trasferire una quota parte del fondo della dirigenza al fondo del personale del comparto. Proposta impossibile o semplice provocazione, dirà qualcuno, ma non è così, tant’è vero che la Regione Emilia Romagna lo ha fatto, con CCDI (contratto decentrato integrativo) del 2013.

Ma perché la dirigenza dovrebbe togliersi soldi per contribuire ad alleviare un poco le note ristrettezze in cui si dibattono i dipendenti “semplici” del Comune? Intanto, è bene ricordare la ratio del “premio di risultato”, che “viene erogato sulla base del raggiungimento degli obbiettivi programmati”, come spiega Cecchi. Ma, ed è qui la svolta, chi raggiunge quei risultati, lo fa in solitudine? Vale a dire, chi permette al Dirigente di raggiungere gli obiettivi prefissati? “Facciamo alcuni esempi – dice Cecchi – sarebbe come dire che i Dirigenti dell’Istruzione ogni mattina “da soli” aprono gli asili nido e le scuole dell’infanzia e ne curano il buon andamento, oppure che i Dirigenti dei Servizi Sociali ogni giorno curano i rapporti con gli utenti nei centri sociali e curano l’assistenza domiciliare, oppure che i Dirigenti della Polizia Municipale ogni giorno curano la viabilità cittadina…..e potremmo continuare all’infinito con le varie direzioni in cui è diviso l’Ente”.

Paradossale, certo. Eppure, dal risultato economico finale sembrerebbe davvero che le cose funzionino così: “Potrebbe sembrare che tutti gli altri, cioè i circa 4.000 uomini e donne che ogni giorno garantiscono il buon andamento dei servizi e quel po’ di welfare che rimane in questa città, siano lì per caso”, dice ancora Cecchi. .

Populismo? “Pronti a respingere l’obiezione – dicono dall’Usb – e anche l’altra “classica” che di solito viene avanzata in questi casi, vale a dire che il Comune di Firenze è stato oggetto di una ispezione da parte del MEF e che la Corte dei Conti ha in corso una procedura contro l’Ente. Rispondiamo in anticipo, è dal 2010 che questa storia va avanti, e nel frattempo coloro che vengono retribuiti con il premio di risultato perché hanno raggiunto gli obbiettivi cosa hanno fatto? Hanno tergiversato addossando le responsabilità ai loro predecessori. Ed oggi eccoci qua, con i dipendenti che mandano avanti i servizi con qualche spicciolo e coloro che li dirigono con migliaia di euro di indennità di risultato! Pur ribadendo come abbiamo sempre sostenuto la validità e la correttezza dei contratti sottoscritti nel tempo, vogliamo ricordare che il Fondo non lo costituiscono né i dipendenti né le Organizzazioni Sindacali bensì la Delegazione di parte pubblica……”.

A conti fatti dunque, la richiesta, rivolta al Sindaco e alla Delegazione Trattante, che formalizza “quanto già verbalmente comunicato in sede di trattativa”, è quella di “procedere a trasferire una quota parte del fondo della Dirigenza al fondo del personale del Comparto, operazione che non impoverirà certo la Dirigenza, darà un po’ di risorse al resto del personale e forse anche se non si tratta di “equità” contribuirà un poco a ristabilire un clima di convivenza migliore all’interno dell’Ente”. Ricordando magari, “prima di dire che non è possibile farlo”, che, da qualche parte, è già avvenuto.

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