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Palio Siena: Contrade litigiose 15 le dispute aperte sui loro confini. Notizie dalla toscana

A Siena già tutto è pronto per il prossimo Palio del 16 agosto, quella dell’Assunta. Lo scorso 10 agosto è stato presentato il Palio destinata alla Contrada vincente, dipinto da Francesco Clemente, artista napoletano, accolto da un lungo brusio della platea  radunatosi nel cortile del Podestà, dove si è svolta la presentazione del palio. Qualcuno ha applaudito, qualcun altro ha fischiato. Un palio semplice,  con la Madonna che appare vestita di rosa e con un manto celeste che raccoglie nel suo grembo le contrade, i cui simboli sono posti in verticale. Accontentare tutti a Siena è sempre stato molto difficile. Lo dimostrano più  di 15 dispute territoriali, alcune risolte e altre ancora aperte, per rivendicare la giurisdizione su uno dei quartieri sorti al di fuori delle mura o per estenderla dentro la città, magari contando su un’ambiguità del Bando di Beatrice Violante di Baviera, dal nome della governatrice di Siena che nel 1729 “congelò” i confini delle contrade, ponendo – soltanto in linea teorica – fine a contese e lotte per estendere la propria supremazia.


E’ una delle tante facce nascoste del Palio e delle Contrade di Siena, sconosciute ai più e “giocate” lontano da piazza del Campo e dalle sue dirette televisive, anche se con toni  più calmi, anche se in un passato recente non sono mancati episodi “forti” . Queste vicende sono state ricostruite nel libro “Siena, lo spazio delle Contrade. I confini urbani del Palio, delimitazioni settecentesche e nuove dispute territoriali” scritto dal giornalista ed esperto di comunicazione Francesco Ceccarelli, che viene adesso riproposto in libreria dopo aver provocato non poche discussioni e riflessioni sui siti specializzati e aver addirittura provocato, a suo tempo, una discussione in Consiglio Comunale, il cui verbale è ancora disponibile su Internet.

Il volume, edito da Pacini, e inserito nella collana di Ecostoria diretta da Piero Pierotti, già docente di Storia dell’Urbanistica a Pisa, presenta un interesse che va oltre i singoli episodi delle dispute contradaiole e propone un insolito viaggio nel tempo e nello spazio, permettendo al lettore di prendere confidenza con una Siena insolita.

La città, per un attimo, mette da parte le vicende che l’hanno portata al centro delle cronache nel 2012 e che, agli occhi dei non senesi, regala itinerari e percorsi di grande suggestione e interesse, spesso fuori dagli itinerari classici del turismo “mordi e fuggi”.

Il volume di Ceccarelli, soprattutto per il taglio giornalistico e per il suo essere “super partes”, si presenta come un episodio particolare, nel vastissimo repertorio dell’editoria paliesca.

Per i contradaioli è innegabile l’interesse, ma per tutti gli altri lettori la ricostruzione storica delle dispute, descritte facendo riferimento a un’ampia documentazione che ha portato l’autore ad accedere a numerosi archivi contradaioli, diventa il pretesto per accennare al futuro di Siena e per rinfocolarne il dibattito.

Accanto a un’introduzione storica, dedicata alla genesi della città e delle contrade, un’ampia sezione si concentra sul Bando, grazie alla pubblicazione di numerosi documenti, molti dei quali inediti, e pone tutta una serie di domande, del tipo: “I nuovi quartieri devono essere suddivisi fra le diciassette contrade? Il Bando deve essere modificato perché non risponde per intero alle esigenze di una città che è cambiata? Come conciliare la vita rionale con il fatto che molti contradaioli non abitano più nel centro storico?”.

Tutte questioni aperte a cui Francesco Ceccarelli non dà risposte, ma presenta elementi di riflessione, dietro ai quali sembra nascondersi un dibattito più ampio sul futuro della città. L’interesse che ha riportato in libreria il libro è così forte e “mutevole”, ovviamente, è la conformazione della città al punto che Ceccarelli annuncia per il 2013 una nuova edizione aggiornata.

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