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Pallone e cattedra, Carolina Pini e la nuova vita da mediano Calcio, Sport

Monaco – Verona andata e ritorno su due binari:  1 vincere uno scudetto; 2 avanzare nella carriera universitaria.  Carolina Pini, fiorentina e nazionale azzurra, dopo anni al Bayern e nel calcio femminile più  forte del mondo, si sorbirà ore e ore di treno per giocare in una delle maggiori squadre del campionato italiano portandovi il valore aggiunto di un ricco patrimonio di esperienza e, come se non bastasse, farà avanti e dietro per dare lezioni da dietro una cattedra.  Una cattedra vera.
Una scelta non indifferente per una calciatrice che dopo 4 campionati al Bayern  e una Champions nel 2010, che dopo avere sfiorato lo scorso anno lo scudetto proprio con il Verona, tiene i piedi per terra e si radica in  Baviera, nella sua università, in  una delle più importanti d´Europa, nonché la 42esima a livello mondiale. Una scelta coraggiosa, in una stagione resa ancora più importante dall’appuntamento con i prossimi Europei di calcio ma Pini va a diritto:. “Mi sono appena laureata nella triennale di lettere e lingue straniere alla Ludwig-Maximilians-Universität München con il voto 1,3 alla discussione del lavoro di laurea, pari ad un 30 in Italia – annuncia giustamente soddisfatta  Carolina – La tesi era così intitolata “Sandro Penna e l’estetica della povertà” e tentava di rivalutare uno dei più grandi poeti del Novecento italiano ed europeo. Poi a settembre inizierò la specialistica. Il mio obiettivo  è quello di poter rimanere come ricercatrice poi all’ interno dell’università e di insegnare un giorno la letteratura italiana agli studenti”.
Però giocare in Italia, soprattutto a caccia dello scudetto, è stata una tentazione troppo forte e per la trequartista ora c’è una vita da mediano “Lì, sempre li, lì nel mezzo”…..  “Sto per firmare per il Verona e potrei fare come lo scorso anno: il giovedì o il venerdì scendere a Verona, farmi 5 ore e mezza di treno per allenarmi con le compagne prima della partita del sabato. Il giorno stesso della partita oppure il giorno dopo (domenica) ritornare su a Monaco per essere sui banchi dell'università il lunedì. In effetti – ammette Carolina – tempo per gli hobby o per le distrazioni ne rimane veramente poco. Ma cerco di tirar fuori il maggior divertimento possibile dalle attività che svolgo: il calcio mi dà la giusta libertà, così come spaziare da un poeta all'altro stimola la mia allegria”.
Però giocare a quei livelli non deve essere proprio rilassante. Carolina Pini, la ragazzina che a 18 anni lasciò l'Agliana, dopo 6 stagioni nella Floriagafir e 2 nell'Acf Firenze per poi sbarcare nell'under 19 azzurra ed essere notata e presa dal Bayern, è ora una centrocampista centrale/laterale tra le più brave in Europa. “Poter giocare nel campionato più bello del mondo è stato sempre molto stimolante. Sia per questo sia per lo studio ho sempre pensato di rimanere a Monaco. A livello di organizzazione il calcio femminile in Germania è molto più avanti rispetto all’Italia: pagamenti puntuali, strutture adeguate, staff tecnico e medico ampio, mister preparati. Poi al Bayern il tutto è molto più sviluppato grazie al fatto che la squadra femminile fa parte di quella che è l´organizzazione del maschile, quindi si hanno gli stessi campi, le stesse strutture, gli stessi bus, lo stesso materiale e via dicendo. L´anno scorso ho preso la decisione di cambiare. Penso che arriva sempre un momento in cui un´atleta ha bisogno di altri stimoli e io avevo bisogno di nuove motivazioni. Io voglio sempre e comunque dare il meglio”.
Magari anche con la maglia azzurra?
“Ai mondiali non ci siamo andate, siamo state buttate fuori nell' ultima partita di playoff dagli Stati Uniti, arrivati poi in finale. Con la Nazionale abbiamo raggiunto anticipatamente il passaggio diretto all'Europeo che si terrà il prossimo anno in Svezia. Abbiamo ancora due partite di qualificazioni dove il nuovo mister Cabrini potrà vederci e valutarci. Avremo poi alcune partite amichevoli e dei tornei in cui cercheremo di trovare il giusto assetto tattico per l´estate prossima. Insomma il posto in squadra non me lo assicura nessuno e io alla maglia azzurra ci tengo”. “Poter giocare nel campionato più bello del mondo è stato sempre molto stimolante. Sia per questo sia per lo studio ho sempre pensato di rimanere a Monaco. A livello di organizzazione il calcio femminile in Germania è molto più avanti rispetto all’Italia: pagamenti puntuali, strutture adeguate, staff tecnico e medico ampio, mister preparati. Poi al Bayern il tutto è molto più sviluppato grazie al fatto che la squadra femminile fa parte di quella che è l´organizzazione del maschile, quindi si hanno gli stessi campi, le stesse strutture, gli stessi bus, lo stesso materiale e via dicendo. L´anno scorso ho preso la decisione di cambiare. Penso che arriva sempre un momento in cui un´atleta ha bisogno di altri stimoli e io avevo bisogno di nuove motivazioni. Io voglio sempre e comunque dare il meglio". (mf)

Foto gentilmente fornita da Carolina Pini

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