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Pandemia, Gravina (presidente Figc): tutto lo sport in sofferenza Dibattito politico, Sport

Firenze – Il presidente della Federazione Gioco Calcio Gabriele Gravina è intervenuto nella Commissione cultura e sport del Comune di Firenze, presieduta da Fabio Giorgetti, per affrontare tanti temi legati alla situazione che sta vivendo il Paese a seguito della pandemia.

“Lo sport – ha detto il presidente Giorgetti – ha bisogno di una dignità diversa, ha bisogno di un riconoscimento come diritto costituzionale per stare all’interno del dibattito politico. Lo sport ha una importanza sociale, per i ragazzi, indubitabile e alla base di tutto questo ci sono le società sportive dilettantistiche che dopo un anno, sono allo stremo delle forze”.

“Tutte hanno l’esigenza di riaprire i propri impianti al pubblico ed allungare le concessioni comunali, pandemia permettendo. A livello regionale si è parlato, negli ultimi giorni, di far ripartire il campionato di Eccellenza ma nelle società sportive minori abbiamo registrato un disagio incredibile tra i nostri giovani. Gli impianti vuoti hanno danneggiato enormemente le società., il calcio dilettantistico non è a porte chiuse, questo non è il nostro calcio” chiosa Giorgetti.

“Se la cultura deve essere un settore trainante per l’Italia, altrettanto lo deve essere lo sport. La Figc e la Lega Nazionale Dilettanti devono lavorare per riaprire, in sicurezza, gli impianti per mostrare quel calcio dilettantistico che ha fatto la fortuna dell’Italia.

Auspichiamo che il CONI lavori ad un coordinamento tra le federazioni perché esistono delle disuguaglianze tra gli sport, il calcio continua con allenamenti individuali, il basket a livello collettivo, la pallavolo è ripartita. È aumentato – ha proseguito il presidente Giorgetti – il divario tra le società professionistiche ed i dilettanti. Queste ultime non hanno strumenti per reagire e tenersi a galla, in più questa riforma Spadafora parte da un principio giusto che è la stabilizzazione dei collaboratori sportivi ma non considera l’individuazione delle risorse per le società sportive, abolendo il vincolo sportivo e non fornendo nessuna alternativa.

Altro tema è l’impiantistica: il 95% dell’impiantistica sportiva in Toscana è di proprietà comunale. La nuova riforma degli appalti non consente alle società sportive di intervenire in autonomia per opere di manutenzione straordinaria, abbiamo bisogno di modalità di finanziamento anche per le società più piccole insieme a protocolli sanitari sostenibili per i dilettanti. A Firenze tiene banco anche la ristrutturazione dello stadio Artemio Franchi, il progetto annunciato dal sindaco Nardella che vorrebbe anche ospitare anche il Museo del Calcio della Nazionale italiana e del calcio italiano, il Presidente Gravina si è incontrato col sindaco per questo argomento”.

Il presidente Gabriele Gravina, nel suo intervento, ha ricordato il momento di grande difficoltà.

“Il calcio di base, ma tutto lo sport di base è in sofferenza. C’è la volontà di far capire quanto sia importante la pratica dello sport per tutti i giovani che vivono così uno di quei beni primari che in anno è stato perso. Perché si gioisce stando insieme e facendo sport tutelando la salute. La Figc – ha aggiunto il presidente Gravina – si è battuta per la ripartenza dei campionati non abbandonando mai la tutela della salute. I calciatori devono rispettare il protocollo che è stato deciso dal CTS (Comitato Tecnico Scientifico) e la Figc ha preteso il rispetto del protocollo. Il settore giovanile scolastico contava tra i 650 ed i 700 mila iscritti. Nell’ultimo anno sono stati persi 200 mila iscritti. Mentre il mondo del calcio professionistico continua a mantenere numeri alti il mondo del calcio dilettantistico ha cominciato a perdere pezzi. Ed il calcio dilettantistico è alla basa della piramide del calcio italiano. Anche la chiusura degli stadi non ha giovato alla situazione”.

Il presidente Gravina ha ricordato, inoltre, che “la Figc era riuscita a far passare il principio di una minima partecipazione negli impianti ma questo non ha avuto continuità dopo una breve parentesi. La cultura sta lavorando per cercare di far riaprire teatri e cinema. Lo sport è cultura quindi cerchiamo di lavorare per far riprendere le attività sportive all’interno di palasport, di palestre e di piscine ma, a maggior ragione, occorre lavorare per riaprire gli stadi. Si tratta di impianti all’aperto dove 500/1000 spettatori possono trovare spazio negli impianti più piccoli, mentre in stadi da 60.000 posti se ne possono fare entrare 10.000 di persone. Non credo – ha detto ancora il presidente Gravina – che ci possa essere un grave pericolo per la salute degli spettatori con il rispetto dei protocolli che abbiamo provato sul campo di saper applicare e di saper comunque portare avanti con grande senso di responsabilità, in uno sport, il calcio, che, lo ripeto, si svolge all’aperto. La riforma dello sport è stata troppo penalizzante per le società da alcuni punti di vista, sicuramente non puoi fare politica di settore giovanile se non hai delle infrastrutture a disposizione. Gravina ha ricordato di aver scritto sia al presidente Draghi che al presidente Conte, accettando quelle urla che sono giunte a Roma, da Firenze, da Joe Barone e da Commisso, che si sono sentiti penalizzati nel non poter realizzare quella casa, quell’agorà, che dovrebbe mettere insieme, rendere fruibile l’evento sportivo quotidianamente, ovvero il nuovo centro sportivo della Fiorentina a Bagno a Ripoli”.

Ricordando il recente incontro che il presidente della Federcalcio ha avuto col Sindaco Dario Nardella Gabriele Gravina si è infine detto “favorevole alla realizzazione di un Museo della nazionale italiana, del calcio fiorentino e della Fiorentina all’interno del nuovo stadio Artemio Franchi. Dare spazio alla storia della nostra Nazionale sarebbe un veicolo importante per la cultura sportiva. Ne ho parlato col Sindaco – ha concluso Gravina – col quale abbiamo convenuto che occorrerà promuovere il museo affinché possa essere conosciuto dai milioni di turisti che vengono a Firenze. Sarebbe bello che i turisti – ha concluso il presidente della Figc – passassero dalla visita alla Galleria degli Uffizi al Museo del calcio italiano nel nuovo Franchi”.

Foto: Gabriele Gravina

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