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Panico e delusione: l’ossessione da social Internet, Opinion leader

Pistoia – Parliamo dei social, in particolare del più famoso,  oggi quotato in Borsa, Facebook. O Faccia di libro in italianese ironico. Un Social di cui si tiene molto conto, al punto da divenire strumento di verifica puntuale degli indici di gradimento di un politico, di un professionista, e di un pensiero sociale, in generale. Un luogo, questo, dove si incontrano e si scontrano opinioni, idee, progetti, amori, tradimenti, relazioni sociali e professionali , anche importanti.

Quindi un’area, forse meglio dire un’arena, dove la maggior parte della popolazione passa il suo miglior tempo. Un tempo sottratto, magari, agli affetti, agli interessi, al lavoro. Tutto bene, non entro nel merito di ciò, se davvero ci può aiutare a renderci migliori ed utili alla società. Ma alcuni studi hanno dimostrato che ore ed ore sui social allontanano dalla realtà per costruirne una diversa e distorta. Di recente, ascoltando, non volendo,  un dialogo tra due persone, mi sono resa conto di quanto prevalga l’immagine personale ” postata” ( così si dice ) sul social che quella effettiva. Di quanto sia importante il numero dei” Like” e dei commenti ricevuti, tanto da recare panico immediato se ciò non avviene nell’ottica di previsione.

Panico e delusione, “ossessione da social”, io dico. Chi usa questo strumento come pagina professional, di pura promozione lavorativa, sa bene come muoversi e a chi far gestire il lavoro di comunicazione e marketing per non cadere  nel banale e , sopratutto, non cadere nei tranelli che si presentano. Chi la usa, invero, come pagina personale per scambio di opinioni e pensieri sui più svariati ambiti, spesso, non si rende conto della pericolosità e dell’ inganno a cui viene sottoposto, suo malgrado.

Oltre all’aspetto, da non sottovalutare, di pubblicare costantemente dati personali, periodi di ferie, luoghi di lavoro, situazioni sentimentali, nomi di figli, amici e via discorrendo, che offrono sicuramente al pubblico lettore, la nostra vita e la nostra storia, c’è un aspetto alquanto distorto che andrebbe riveduto e velocemente corretto. E qui veniamo al punto.

Forse il caro Mark Zuckerberg non ha pensato molto attentamente che l’inserimento della possibilità di modifica di un “post” possa avere una sua logica perversa ed una pericolosità dal punto di vista di distorsione della propria opinione in merito ai like e commenti pubblicati e visibili a tutti. Un esempio: si crea una pagina per un gruppo con uno specifico obbiettivo, quello di creare fans o sostenitori di quel dato pensiero politico (tanto per andare al concreto)oppure si pubblica una pensiero, una riflessione ed in breve si ricevono diversi consensi. Ciò che può accadere, e lo dico per esperienza diretta, è il mutamento di “quella” pagina o di “quel” post con una stravolgente trasformazione o aggiunta di contenuti non proprio in linea con quanto approvato e sostenuto precedentemente.

Una esposizione personale alla critica o approvazione che, a questo punto, non è veritiera ed è ingannevole. Pericolosamente ingannevole. Quando si legge un commento e si sostiene quel commento, deve rimanere tale, od almeno deve essere data la possibilità di correzione da pochissimi minuti dalla pubblicazione, magari, meglio, con avviso agli amici di verificare se sempre in accordo con quanto prima sostenuto.

Non si può rendere possibile la modifica di pagine , magari di gruppi a sostegno di politici che cambiano la Mission ed anche il politico, che si vedrebbe attribuire il sostegno di quello precedente ! Questo si chiama scorrettezza verso chi ha partecipato. Questo si chiama garantire l’opinione. Non cambiare questa metodologia si chiama inganno, e può diventare strumento pericoloso per veicolare l’opinione pubblica verso qualcosa di non esatto. Le statistiche sui gradimenti si basano anche dai contenuti e dai sostegni ad essi espressi sul social: pensate per un attimo cosa significa sostenere qualcosa che all’improvviso cambia e riporta la vostra firma.

Una riflessione, questa, che vuole stimolare maggiore attenzione a questo che è da considerare sì un bellissimo strumento di comunicazione e condivisione ma tenendo sempre occhi aperti ed essendo  ben consapevoli di ciò che può arrivare a fare, al posto nostro, questa avveneristica modalità di interconnessione sociale.

Un appello, quindi, all’ideatore di Facebook :  rivedere e corregge questa modalità per garantire maggiormente la tutela di opinione personale, libera come deve essere ma che sia quella vera, quella in cui davvero crediamo. Non quella, strumentale, di altri. Grazie.

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