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Panificio Toscano, l’Ispettorato del Lavoro di Prato dà ragione ai lavoratori Breaking news, Cronaca

Prato – Una vicenda tormentata, che aveva visto decine di lavoratori del Panificio Toscano srl, (trasformatosi in un secondo momento in PT- Holding srl e poi di nuovo in Panificio Toscano srl con partita Iva differente ), organizzati da SiCobas, scendere in sciopero per affermare i propri diritti, scioperi che erano costati anche cariche di polizia e contusi. Quella del Panificio Toscano ha visto, ad oggi, una parola di chiarezza grazie al verbale unico di accertamento e notificazione emesso dall’ITL (Ispettorato Territoriale del Lavoro di Prato)  a seguito dell’ispezione eseguita dal proprio Ispettore del Lavoro. E ciò che è emerso, dà in pieno ragione ai lavoratori.

La vicenda infatti prende inizio con le denunce di alcuni lavoratori della Giano Cooperativa, che lavoravano nello stabilimento di Panificio Toscano srl, in Prato, via Vannucchi, a cui il Panificio Toscano srl aveva appaltato, come si legge nel verbale, l’intera gestione della produzione della cooperativa, sia pure “per qualche tempo”. Il contratto di appalto, si legge nella “premessa” del verbale dell’ITL, che aveva efficacia dal 2 gennaio 2018 fino al 31 dicembre 2018, era denominato “Contratto di appalto di servizi di facchinaggio”, sebbene, come scrive l’ispettore del lavoro, “il contratto avesse ad oggetto lo svolgimento da parte della cooperativa di tutte le attività di panificazione che si svolgevano all’interno dello stabilimento”. Inoltre, risulta che tutti i lavoratori che erano stati impiegati da altre cooperative e /o dal Panificio Toscano, eran passati alle dipendenze della Giano. Insomma, sembra emergere con chiarezza che le denunce dei lavoratori, supportate da SiCobas, che proprio sul punto aveva organizzato una serie di scioperi.

Questa la premessa. L’accertamento, che, specifica il verbale, interessa solo il Panificio Toscano a partire dal primo di ottobre 2018,  data in cui il contratto di appalto con Giano cooperativa è stato risolto, fa emergere altri profili. Senza dimenticare che nella vicenda era intervnuto anche un accordo sindacale, firmato il 28 settembre 2018 fra Panificio Toscano srl, Cooperativa Giano , UILA UIL e FLAI CGIL, in cui si stabiliva che tutti i dipendenti della cooperativa Giano addetti allo stabilimento di via Vannucchi sarebbero passati alle dipendenze del Panificio Toscano srl; che a far data dal 1 ottobre 2018 il contratto di appalto fra Panificio Toscano srl e cooperativa Giano era da considerarsi risolto; l’applicazione di un unico contratto collettivo nazionale al personale da parte di Panificio Toscano srl; un percorso in varie tappe di verifica sul corretto inquadramento del personale.

Accordo tuttavia che non soddisfaceva un gruppo di lavoratori, per lo più facenti capo a SiCobas, che continuavano a chiedere risposte su due punti considerati dirimenti:  da un lato, ottenere l’applicazione da parte dell’azienda della parte produzione industriale anzichè di quella produzione artigianale del CCNL Panificatori Federpanificatori; dall’altra, il riconoscimento di più alti livelli di inquadramento contrttuale al personale.

Sul primo punto, l’ITL è preciso, pur nella dettagliata disanima del problema: “Al di là dell’inquadramento dal Panificio all’ “industria” da parte INPS […] la scelta commerciale, di mercato, operata da Panificio Toscano di mantenere un certo livello di artigianalità in alcune delle sue produzioni non può condizionare il giudizio complessivo sui processi produttivi che sono e rimangono industriali. In imprese di queste dimensioni, la considerazione dei ritmi produttivi, del volume (certamente rilevante) della produzione e dell’organizzazione del lavoro di tipo industriale, prevalgono sugli aspetti di “artigianalità” della lavorazione che pure in qualche fase e reparto sono riscontrabili”. Non solo.

“Inoltre secondo il CCNL Panificatori la produzione artigianale deve essere collegata ad un negozio di vendita diretta al pubblico dei prodotti del laboratori della stessa impresa circostanza che è molto lontana dalla realtà del Panificio Toscano”. E dunque, il sospetto che potrebbe profilarsi è proprio la minore onerosità dei contratti “artigianali” ripetto a quelli “industriali”, tant’è vero che l stesso Ispettorato parla di “espediente per riconoscere livelli retributivi inferiori ad imprese che sono classificate dall’INPS come “Industria”.”

Per il reinquadramento del personale le cose vanno ancora peggio. In sintesi, come scrive in una nota SiCobas, si può affermare, verbale alla mano, che “Oltre due terzi delle posizioni esaminate dall’Ispettorato sono risultate scorrette. Per loro è stato ordinato il reinquadramento in livelli superiori”. “Per circa l’85% delle posizioni esaminate sono state riconosciute ai lavoratori differenze retributive e contributive INPS”. Del resto, l’Ispettorate del Lavoro individua, con nome e cognome, i lavoratori che svolgono da svariati anni le mansioni di fornaio a tutti i livelli della produzione, capaci di lavorare senza la supervisione di qualcuno, in grado inoltre di formare e seguire i nuovi assunti. Così, l’Ispettorato prevede inquadramenti più alti per ciascun lavoratore preso in esame, anche se, ad ora, nel contratto collettivo nazionale artigianato.

E sempre parlando di irregolarità, un ultimo punto ma di non poca importanza emerge dal verbale dell’Ispettorato del Lavoro, che fa parlare SiCobas di “operazione opaca” e “scatole cinesi”. Il punto cui si riferisce il sindacato è quello sottolineato nel verbale, ossia “che Panificio Toscano Srl ha provveduto nel mese di Giugno a cambiare denominazione in P.T. Holding Srl. La P.T. Holding Srl sarebbe poi stata conferita ad una nuova società denominata anche essa Panificio Toscano Srl (ma con differente P.Iva)”. E’ sempre l’Ispettorato ad osservare come “Il personale, e presumibilmente neppure le rappresentanze sindacali, non sono stati informati del passaggio”[..]. Il conferimento, come si fosse verificata una cessione di azienda, avrebbe dovuto essere comunicato ai lavoratori ed essere oggetto di comunicazione Unilav di variazione del soggetto datore di lavoro al Centro per l’Impiego”. Dunque, scorretta anche la busta paga di Giugno, in cui si è omessa la fine del rapporto con il vecchio Panificio Toscano.

Un “giochino” inquietante, di cui non si capisce, ad ora, la finalità. In ogni caso, da parte di SiCobas, il commento sulla vicenda è lapidario: “Intanto vengono riconosciute appieno le ragioni di chi ha scioperato . Poi, ci si aspetterebbe le scuse da parte di chi in questi mesi non ha mai smesso di dire che i lavoratori scioperavano “senza alcun motivo”. Infine, già ieri abbiamo messo in atto una nuova mobilitazione per richiedere la convocazione urgente di un tavolo di trattativa per discutere tempi e modalità di applicazione del CCNL Panifici Industriali ed effettuare un revisione seria dei livelli di inquadramento del personale. Nè più nè meno che l’applicazione di quanto disposto dall’ITL”.

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