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Emergenza Casa, cercasi 24mila alloggi Società

Primo step dell'Osservatorio Sociale Regionale, e l'emergenza casa appare in tutta la sua drammaticità. E se molti dati si conoscevano (l'aumento degli sfratti per morosità, l'allargarsi inesorabile della cosidetta fascia "grigia" con nuove acquisizioni di nuclei famigliari mentre quelli già da tempo segnalati precipitano nel baratro "rosso" dello sfratto, la continua crexcita di sfratti con la forza pubblica), ciò che emerge chiaro dal Rapporto redatto dallOsservstorio è una netta fotografia del panorma casa toscano.

Dunque, il primo dato è che in Toscana ci sono 1,3 case per ogni famiglia ed il valore medio di ciascuna abitazione è di 265 mila euro. Perchè 1,3? Perchè il calcolo è fatto comprendendo anche le circa 423mila abitazioni seconde case sfitte o comunque vuote. Dunque, una buna fetta che lì giace e non entra nel circuito delle abitazioin, a fronte di una fame crescente di alloggi. E, se, per riprendere una provocatoria proposta dell'assessore Salvatore Allocca, la Regione Toscana potesse istituire una tassa di scopo, magari minuscola, magari di 10 euro al mese, su queste case, avrebbe una dotazione di circa 50milioni che le consentirebbe di dichiarare scongiurata l'emergenza casa. Ma così non è, la Regione non può legiferare in materia, e, in assenza di politiche abitative nazionali e in presenza della fine di qualsiasi cassa o provente,  cerca di trovare altre vie, per tamponare il problema. Che, solo per quanto riguarda l'edilizia residenziale popolare, consta di almeno 24mila famiglie in tutto il territorio regionale in lista d'attesa per l'alloggio.  

Quanto costa invece a ogni toscano acquistare casa?  Occorrono in media oltre 8 anni di reddito e per mantenerla, 362 euro al mese. I dati sono contenuti nel volume ‘Abitare in Toscana. Primo rapporto sulla condizione abitativa’, curato da Andrea Francalanci e Andrea Valzania e realizzato dalla Regione attraverso l’Osservatorio Sociale regionale.

Il rapporto presentato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati offre una fotografia non solo sul mondo della casa in Toscana, ma anche sulle iniziative della Regione per dare risposte a quella che, specialmente negli ultimi anni, ha assunto i contorni di vera e propria emergenza sociale. L’ultima parte è dedicata alla realtà di Prato, con un focus sulla situazione degli sfratti.

Il patrimonio abitativo della Toscana fotografato al 31 dicembre 2010 supera i 2 milioni di abitazioni, pari al 6,2% del totale nazionale, una dotazione che dovrebbe essere sufficiente rispetto alla popolazione residente che si attesta sui 3,8 milioni di unità: ci sono infatti a disposizione 544 abitazioni per ogni 1.000 abitanti, vale a dire 1,3 case per ogni famiglia, dato in linea con il resto del paese.

Il valore complessivo delle abitazioni toscane, calcolato in base alle quotazioni di mercato, ammonta a 560 miliardi di euro, l’8,9% del valore nazionale, 5,4 volte il Pil regionale (il rapporto nazionale è invece di 4,2 volte). Un’abitazione in Toscana vale in media circa 265 mila euro, il valore medio italiano si ferma a 180 mila euro. Per comprare una casa occorre un somma pari a 8,2 annualità di reddito (il dato medio nazionale scende a 6,1). Se per la casa ogni toscano spende in media 362 euro al mese, quasi il 15% del reddito medio, le famiglie in locazione vedono innalzare  questa percentuale, fino a sfiorare il 30%. A livello nazionale la somma è inferiore: 329 euro (13,7% del reddito).

In calo la costruzione di nuove abitazioni: tra il 2005 e il 2009 la diminuzione media è stata del 15%, con il picco tra il 2008 e il 2009, -25%. Un trend opposto rispetto al numero delle famiglie residenti il cui incremento è imputabile soprattutto alla componente straniera. Netto anche il calo delle compravendite immobiliari nel periodo 2006-2010, causato in primo luogo dalla riduzione del potere d’acquisto delle famiglie e dalle sempre maggiori difficoltà di accesso al credito. La punta massima è stata toccata nel 2006, quasi 56 mila transazioni. Poi una rapida discesa fino alle quasi 40 mila nel 2009. Nel 2010 si è registrata una lieve ripresa, tornando a superare di poco quota 40 mila.

La peculiarità della situazione toscana è rappresentato dall’elevato numero di famiglie proprietarie. Nel 2010 l’84,2% delle abitazioni toscane sono di proprietà (in Italia la percentuale scende all’81,6). A fronte di questo, le circa 255 mila famiglie che invece pagano un affitto sono sempre più in difficoltà, come testimonia la dinamica degli sfratti nel periodo 2001-2010. Dai 3.287 siamo passati a 4.906, con un aumento di circa il 49%. La quota di quelli per morosità dal 61% circa è passata all’89%. Le richieste di esecuzione sono passate da 3.399 a 10.965 (+228%). Quelli eseguiti da 880 hanno raggiunto 2.652 (+201%). Se facciamo un rapporto tra provvedimenti emessi e famiglie residenti osserviamo, nel periodo 2006-2010, un aumento della tensione abitativa in Toscana: in particolare, nel 2009, è stato registrato un provvedimento di sfratto ogni 250 famiglie residenti. Riguardo invece agli sfratti eseguiti, sempre mettendoli in rapporto con il numero di nuclei familiari residenti, nel 2010 si evidenzia uno sfratto ogni 844 famiglie con un aumento continuo dal 2007. Se invece limitiamo lo sguardo alle sole famiglie in affitto otteniamo un’esecuzione di sfratto ogni 96 famiglie.

I principali interventi della Regione nel settore negli ultimi anni. Nell’ambito dell’edilizia residenziale sono stati attivati vari finanziamenti per lo sviluppo e la riqualificazione del patrimonio Erp e per la realizzazione di alloggi a canone sostenibile. Dal 2008 al 2012 sono stati realizzati 1.743 nuovi alloggi a canone sociale e 556 a canone sostenibile grazie ad un investimento di 190 milioni di euro (tolti i cofinanziamenti dei Comuni coinvolti) ai quali ne vanno aggiunti altri 90 messi a disposizione nel 2011 per interventi di recupero e incremento del patrimonio. Rispetto invece al mercato privato degli affitti la Regione ha provveduto ad integrare le risorse stanziate dallo Stato attraverso il fondo sociale per l’affitto (legge 431/98) con 15,5 milioni di euro tra il 2008 e il 2010 (a fronte di circa 36 milioni di euro statali), ha reso disponibili 45 milioni di euro per il periodo 2010-2013, nell’ambito del progetto Giovanisì, per dare contributi economici di sostegno al pagamento dell’affitto ai giovani che decidono di lasciare la famiglia di orgine, e ha costituito nel 2012 un fondo di 4 milioni di euro per supportare le famiglie a rischio di sfratto per morosità causato da temporanee situazioni di difficoltà economica (licenziamenti, mobilità, cassa integrazione, ecc.).

"Prima la povertà era legata essenzialmente all’assenza di lavoro – ricorda l'assessore regionale Salvatore Allocca – oggi magari si trova lavoro ma non si riesce comunque a far fronte ai propri bisogni, primo fra tutti quello ad un’abitazione. La mancanza o il venir meno di un’abitazione ha una forte e rovinosa ricaduta sociale: si è costretti a tornare a casa dai propri genitori, si spezzano legami e matrimoni. Insomma la casa è un bene fondamentale, irrinunciabile, la base della solidità sociale”.

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