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Paolo Staccioli. Cavalli e cavalieri nell’antico palazzo Cultura, Foto del giorno

Firenze – Nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, simbolo fiorentino per eccellenza, si stagliano, in modo suggestivo, intrisi della stessa lontana atmosfera che si respira nella parte più antica dell’edificio pubblico, cavalli, cavalieri e figure vestite di vestiti lucenti. Si intitola “Nel ventre antico del Palazzo. Esercizi di guerra e giochi di bimbi” la personale di Paolo Staccioli, scultore di Scandicci.

Fino al 5 agosto 2021, questa sorprendente schiera di sculture bronzee risiederanno in questo grande spazio, presenze armoniose, appartenenti alla storia e, contemporaneamente, alle delicate fantasie di una saga. I cavalli e i personaggi che ruotano intorno agli animali sembrano preparati all’attesa di un avvenimento, immobili per un momento, ma sono solo colti nel fatidico attimo che precede la corsa, l’inizio del movimento.

Nelle creazioni di Staccioli l’antico e la tradizione seguitano a proporsi come modelli; – scrive Antonio Natali, storico dell’arte, già Direttore della Galleria degli Uffizi, – non già per via di sentimenti nostalgici, bensì in virtù della convinzione che il passato, quando è lirico e cólto, pur sempre resta esemplare; indispensabile a vivere consapevolmente la stagione che c’è toccata”.

Immagini di memoria e di leggenda, collocati nella sala che li accoglie come se il tempo li avesse uniti idealmente, come in un sogno. Eppure avvicinando un cavallo oppure un eroe medioevale appena dopo il rigido cerimoniale della sacra investitura feudale, con la cotta di maglia scintillante in ceramica, il senso del passato ci abbandona per restituirci raffinate sculture avvolte nei tratti essenziali e legate al nostro presente. La ceramica, attraversa alcune bronzee figure, le veste simbolicamente.

Afferma Antonio Paolucci, storico dell’arte italiano, ex ministro per i beni culturali e ambientali sotto il governo Dini: “La leggerezza, la grazia, l’ironia. Ecco tre stelle fisse per orientarsi nell’opera di Paolo Staccioli ceramografo. La leggerezza prima di tutto perché la materia è pesante, pesanti e complicate sono le tecniche. Non ci vuol niente a farsi trascinare in basso verso la irrimediabile opacità del mestiere saccente e compiaciuto. Staccioli lo sa. Non glielo ha mai detto nessuno. Lo sa d’istinto e gioca come sollevato a mezz’aria…”.

Paolo Staccioli, si avvicina al mondo dell’arte negli anni ’70 quando a inizia ad esporre le sue opere pittoriche. Successivamente, l’artista segue un percorso formativo a Faenza decretando la sua passione per la scultura in ceramica. Nella ceramica Staccioli si sente libero di creare. La sua natura e il suo talento lo portano a tentare una particolare sintesi fra quanto ha sempre riconosciuto suo patrimonio culturale e la contemporaneità in cui vive. Negli ultimi anni Staccioli, nella ricerca tridimensionale esplora le proprietà del bronzo e unisce il materiale tradizionale alla sua amata ceramica.

Ecco che in questa fase si definisce il segno e il linguaggio personale di Staccioli, l’impronta originale che ha affascinato e continua ad affascinare tanti spettatori e collezionisti da tutto il mondo.

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