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Papa Francesco per un ora in Toscana Notizie dalla toscana

Oggi per la prima volta, anche se virtualmente, Papa Francesco dalle 11,30 alle 12,30  ha effettuato la sua prima visita italiana, ricevendo 8 vescovi di 7 diocesi toscane,  Firenze, con l’Ausiliare Maniago, Fiesole,Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Lucca, Fiesole, Pistoia, Prato, San Miniato, Massa Carrara – Pontremoli – Monte Oliveto Maggiore. Grazie ai rispettivi Vescovi ha sentito il profumo della Toscana nel Palazzo Apostolico. Un incontro “tra fratelli Vescovi insieme preoccupati ma anche pieni di speranza per quelli che sono gli orizzonti di fronte a noi dell'impegno ecclesiale in particolare per la Toscana”, L’ha definito il Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze. “Il Papa – ha anche raccontato Betori – ci ha detto 'mettiamoci tutti insieme in cerchio, come gli scout intorno al fuoco…”, mettendo in crisi gli addetti al Cerimoniale della Prefettura della Casa Pontificia che avevano preparato due file di sedie, una per lato rispetto a quella del Pontefice.

I Vescovi toscani sono i primi Vescovi italiani che Papa Bergoglio incontra per la tradizionale Visita ad Limina a cui il Codice di Diritto Canonico obbliga, ogni 5 anni tutti i Vescovi, e che il Papa incontra per regioni. Iniziate lo scorso gennaio però sono state interrotte a fine febbraio a causa della Sede Vacante, e l’onore di essere i primi, dopo l’elezione del nuovo Vicario di Cristo, è toccato proprio ai Presuli della Toscana.  LIl Cardinale Betori ha raccontato ai giornalisti che la prima parte dell'incontro “è stata dedicata a una panoramica della situazione toscana sia dal punto di vista sociale che religioso e poi da interventi dei singoli vescovi che hanno potuto puntualizzare aspetti singoli delle rispettive diocesi. Abbiamo trovato tanta accoglienza e attenzione da parte del Papa”, ha sottolineato Betori.

La seconda parte dell'incontro è stata dedicata invece a un dialogo in cui il Papa "ha chiarito il suo pensiero e ci ha illuminato, soprattutto per quanto riguarda l'attenzione e la formazione del laicato e alla sua missionarietà nel mondo. Un secondo aspetto ha riguardato la famiglia nelle sue problematiche ma anche nel suo riconoscimento come risorsa fondamentale della vita sociale e pastorale. Un terzo punto è stato dedicato al clero e al problema delle vocazioni, alla fiducia che occorre avere nel proporre la prospettiva vocazionale ai nostri giovani”.

“Certamente – ha sottolineato Betori, che dei Vescovi Toscani è il Presidente – la nostra è una Chiesa viva sul piano della Carità e della Solidarietà, nello stile e nell'ottica del Vangelo. In questi tempi di forte crisi economica, inoltre, il ruolo di realtà come le Misericordie – che per noi hanno radici plurisecolari – appare ancora più determinante, e dice molto della capacità, in generale, di vicinanza ai problemi concreti delle famiglie”.

Quanto alle indicazioni fornite dal Papa nell'incontro, il Cardinale Betori ha anche spiegato che “la richiesta e l'indicazione più interessante, a mio avviso, è stata quella di mettersi in ascolto della gente, a camminare con la gente, a stare vicino alla gente così com'è, senza creare situazioni specifiche. La pastorale si fa stando accanto alla gente così com'è, l'invito del Papa, che tutti noi Vescovi abbiamo ringraziato proprio per come si sta proponendo a tutto il popolo di Dio, attraverso un magistero che è fatto di parole e di gesti e verso il quale, oltre alla nostra ammirazione personale, abbiamo visto salire dalla nostra gente un sentimento di grande vicinanza. Per questo il nostro è un atteggiamento di gratitudine, che si affianca a quello di altrettanta gratitudine per ciò che Benedetto XVI ha saputo seminare durante il suo pontificato”.

Poi Betori ha rinnovavo al Papa un invito già fatto al momento della sua elezione quando ha prestato il cosiddetto rito dell’obbedienza nella Cappella Sistina: “Abbiamo ricordato a Papa Francesco il grande appuntamento della Chiesa italiana in programma a Firenze nel 2015, per il Convegno ecclesiale nazionale di metà decennio, all'interno del quale è prevista di norma la presenza del Santo Padre. Non era questo, però, il luogo e il momento di un invito ufficiale, che tra l'altro non potevo fare io, perchè spetta alla Conferenza Episcopale Italiana rinnovare a Papa Francesco l'invito prima fatto a Benedetto XVI.  Per quanto mi riguarda, – ha affermato ancora Betori – ho dato idealmente al Papa un appuntamento lì, senza però formulargli un invito formale, perchè ciò avrebbe significato scavalcare chi ha l'esclusiva titolarità per farlo”. Il Papa è il Primate d’Italia.

I Vescovi Toscani che oggi hanno incontrato Papa Bergoglio sono: il Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze con il Vescovo Ausiliare, Monsignor Claudio Maniago, Vescovo di Satafi; Monsignor Riccardo Fontana, Arcivescovo di Arezzo-Cortona-San Sepolcro; Monsignor Benvenuto Italo Castellani, Arcivescovo di Lucca; Monsignor Mario Maini, Vescovo di Fiesole; Monsignor Mansueto Bianchi, Vescovo di Pistoia; Monsignor Franco Agostinelli, Vescovo di Prato; Monsignor Fausto Tardelli, Vescovo di San Miniato; Monsignor Giovanni Santucci, Vescovo di Massa Carrara-Pontremoli e Diego Gualtiero Santucci, Abate di Monte Oliveto Maggiore.

Anche i Vescovi di Prato e Pistoia hanno raccontato le loro impressioni. “Il Papa uno di noi”, ha detto il Vescovo di Prato, Mons. Franco Agostinelli. Il Vescovo ha apprezzato “l’estrema cordialità e l’atteggiamento dialogante di Francesco. Ho riassaporato il clima del periodo post conciliare, un clima proiettato al futuro. Chi ha la mia età – dice mons. Agostinelli – può capire benissimo cosa intendo, ho rivissuto le stesse sensazioni. Gli  ho parlato di Prato e dell’integrazione, del fatto che la nostra città è ormai caratterizzata da una società multietnica e multirazziale che può davvero diventare laboratorio di una società futura”.

Il Vescovo di Pistoia, Mansueto Bianchi ha detto invece che “C’è stato anche modo per un cenno ai timori di abbandono della gente della nostra montagna, territorio così vasto nella diocesi di Pistoia, davanti al calo dei servizi pubblici. E non potevo certo dimenticare  che una grande parte della nostra diocesi è in territorio montano. Abbiamo trovato Papa Francesco molto sensibile, iniziando proprio dalla centralità nel riconoscere, sempre, alla dignità dell’essere umano. “Un clima di splendida intensità – ha proseguito Bianchi – con un pastore che è esattamente come appare”.

A Pistoia tra tre settimane si ritroveranno i rappresentanti di tutte le diocesi toscane in occasione di una tre giorni dedicata alla speranza in base alla dottrina sociale della Chiesa.

Foto da:www.toscanaoggi.it

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