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Papa: “Vorrei una Chiesa povera, tra i poveri” STAMP - Conclave

Papa Bergoglio nel suo primo sabato dopo la elezione ha incontrato – come fece Papa Benedetto XVI – tutti i giornalisti arrivati da 80 paesi del globo per seguire il Conclave, oltre ai giornalisti italiani presenti o arrivati appositamente a Roma da tutta Italia. Una udienza però terminata senza la rituale benedizione liturgica, in quanto Padre Sapienza, Reggente della Prefettura Pontificia, che cura ogni aspetto delle udienze del Papa, ha fatto togliere il microfono prima che il Papa recitasse ed impartisse la benedizione. E’ la prima volta che accade nella storia delle udienze papali. Una gaffe di non poco conto, visto che poi nessuno ha cercato di rimediare, nemmeno lo stesso Pontefice, che forse non si è accorto dell'accaduto, e che ha poi richiesto, prima di lasciare l’aula, di poter riprendere la parola per un ultimo saluto.

“Un ringraziamento speciale rivolgo a voi per il qualificato servizio dei giorni scorsi”,  ha detto il Papa, esclamando poi con un sorriso: “Avete lavorato, eh!”, salutato da un applauso degli operatori dei media. “Cari amici sono lieto di incontrare voi che avete lavorato in un periodo così intenso per la vita della Chiesa, cominciato con il sorprendente annuncio del mio predecessore. Avete lavorato in questo territorio che ha il fulcro nella Tomba di Pietro. E avete parlato in particolare del ruolo del Papa e del suo ministero. Voi – ha proseguito – raccogliete ed esprimete le esigenze del nostro tempo. Il vostro lavoro comporta una particolare attenzione nei confronti di verità, bontà e bellezza. E questo ci rende vicini”.

Poi dopo poco, lasciando il testo ufficiale preparato per l’occasione dai suoi collaboratori, e andando a braccio, ha rivelato alcuni momenti del momento dell'elezione durante il Conclave e soprattutto la scelta del nome. “Alcuni non sapevano che il Vescovo di Roma perché ha voluto chiamarsi Francesco. Alcuni pensavano a Francesco di Sales, anche a Francesco d'Assisi. Ora vi racconterà la storia. Avevo accanto a me l'Arcivescovo emerito di San Paolo e anche Prefetto Emerito della Congregazione per il Clero, Claudio Hummes, un grande amico. Quando la cosa è divenuta un po’ pericolosa – ha proseguito – lui mi confortava, e quando i voti sono saliti a due terzi, momento in cui viene l'applauso consueto perché è stato eletto il Papa, lui mi ha abbracciato, mi ha baciato, e mi ha detto: ‘non ti dimenticare dei poveri'. Quella parola è entrata qui – ha aggiunto il Pontefice toccandosi il capo – i poveri, i poveri. Alcuni non sapevano perché ho scelto il nome Francesco, e si chiedevano se fosse per Francesco Saverio, Francesco di Sales o Francesco d'Assisi. E' in relazione ai poveri che ho pensato a Francesco. Poi ho pensato alle guerre mentre lo scrutinio proseguiva e cosi é venuto l'uomo della pace, l'uomo che ama e custodisce il creato, con il quale oggi abbiamo una relazione non tanto buona. Molti mi hanno detto ti dovevi chiamare Adriano per essere un vero riformatore, oppure Clemente per vendicarsi di Clemente XIV che abolì la Compagnia di Gesù. Ma ho scelto Francesco, riferendomi al Santo d'Assisi per volere una Chiesa povera tra i poveri”.

Nel salutare “cordialmente” i giornalisti riuniti nell'Aula Paolo VI – che fin dalla mattina presto si sono messi ordinatamente in fila, assieme alle proprie famiglie per entrare per tempo nell’Aula dopo aver superato i controlli della sicurezza italiana – Papa Francesco ha sottolineato che “il ruolo dei mass media è andato sempre crescendo in questi ultimi tempi, tanto che è divenuto indispensabile – ha rilevato Papa Bergoglio – per narrare al mondo la realtà contemporanea e la vita e il messaggio della Chiesa e del Vangelo. La Chiesa – ha sottolineato – pur essendo certamente anche un'istituzione umana, storica, con tutto quello che comporta, non ha una natura politica, ma essenzialmente spirituale: è il Popolo di Dio. Il Santo Popolo di Dio, che cammina verso l'incontro con Gesù Cristo. Soltanto ponendosi in questa prospettiva si può rendere pienamente ragione di quanto la Chiesa Cattolica opera”.

Infine, salutando ha detto: “Vi voglio tanto bene, vi ringrazio per tutto quello che avete fatto. E penso al vostro lavoro: vi auguro di lavorare con serenità e con frutti, e di conoscere sempre meglio il Vangelo di Gesù Cristo e la realtà della Chiesa. Vi affido all'intercessione della Beata Vergine Maria, Stella dell'evangelizzazione. E auguro il meglio a voi e alle vostre famiglie, a ciascuno delle vostre famiglie. E imparto di cuore a tutti voi la benedizione”, benedizione perà che, come abbiamo detto di fatto non ha materialmente impartito, ma solo annunciato.

E come Francesco oggi c’è stato anche il primo contatto con gli animali. Tra i giornalisti ammessi al baciamano – assieme ai vertici e ai principali collaboratori di tutti i mass media vaticani, dalla sala stampa, alla radio, alla televisione, all’Osservatore Romano, e ai vertici Rai e dell’Ordine dei Giornalisti – anche un cane labrador che accompagnava un operatore dell'informazione non vedente, Alessandro Forlani del giornale radio. A differenza del lupo di Assisi, che San Francesco riuscì ad ammansire, il labrador è stato esemplare per il comportamento, paziente e disciplinato lungo tutta la fila, senza abbaiare mai.

Questa mattina inoltre la Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso i primi impegni del Papa per la prossima settimana:

17 marzo domenica
10.00 Parrocchia Sant’Anna in Vaticano: Santa Messa
12.00 Angelus dallo Studio privato

18 marzo lunedì
12.50 Incontro con il Presidente della Repubblica di Argentina, alla Domus Sanctae Marthae

19 marzo martedì
9.30 Piazza San Pietro: Celebrazione Eucaristica per l’Inizio del Ministero Petrino
(Apertura degli ingressi in Piazza san Pietro alle ore 06.30)
Al termine della celebrazione eucaristica, il Santo Padre depone i paramenti nella Cappella della Pietà
– davanti all’Altare della Confessione riceve il saluto dei Capi delle Delegazioni Ufficiali
– pranzo alla Domus Sanctae Marthae

20 marzo mercoledì
11.00 Sala Clementina: Udienza alle Delegazioni di Delegati Fraterni

22 marzo venerdì
11.00 Sala Regia: Udienza al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede

23 marzo sabato
12.00 Partenza in elicottero dall’eliporto vaticano
12.15 Castel Gandolfo: incontro con il Papa Benedetto XVI (e pranzo)
– al termine: rientro in Vaticano

24 marzo domenica
9.30 Piazza San Pietro: Celebrazione Eucaristica nella Domenica delle Palme
12.00 Angelus
 

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