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Paradossi: la santa che salva dalle epidemie si chiama Corona Cultura

Parigi – Mentre infuria anche in Germania l’epidemia del coronavirus, nella cattedrale di Aquisgrana dove è sepolto Carlo Magno e dove furono incoronati tanti imperatori, un prezioso reliquario è oggetto di mille cure in attesa di tempi migliori quando potrà essere esposto al pubblico.

L’oggetto di tante attenzioni è una teca in oro, argento e avorio che custodisce  resti di Santa Corona, una martire cristiana da invocare in aiuto proprio contro le epidemie.  Che  in questi tempi di coronavirus, che la santa patrona cui rivolgersi sia proprio lei ha del paradosso! Anche se si sa perfettamente che se si chiama così non certo per lei ma  perché al microscopio la forma del virus ricorda una corona.

L’idea di esibire il reliquario, che non esce dal tesoro della cattedrale da 25 anni,  precedeva l’arrivo dell’epidemia, hanno precisato fonti della chiesa. La teca doveva far parte di una più ampia mostra di oreficeria in programma per l’estate. La cattedrale si aspetta ora  che , grazie al virus, la mostra susciti maggiore interesse.

Le reliquie di santa Corona erano state portate ad Aquisgrana attorno al 1000 dall’imperatore Ottone III.  Erano state custodite sotto una lastra nella cattedrale fino all’inizio del 1900 quando erano state poste nel reliquiario. La preziosa custodia è alta  93 centimetri e pesa quasi un quintale.

Della martire si hanno però  reliquie anche in Italia, ad Anzù. Nella basilica di questa cittadina vicina a Feltre sono conservate dal X secolo i resti non solo di Santa Corona ma anche di san Vittore, il martire che avrebbe trovato la morte assieme a lei.

La maggior parte delle fonti ritiene che siano stati martirizzati in Siria, allora sotto il dominio romano , attorno al 170 dc, quando imperava Marco Aurelio. Ad ordinare le loro morte sarebbe stato un giudice di nome Sebastiano.

Vittore, secondo la leggenda, sarebbe stato un soldato romano fatto frustare a morte perché non voleva rinnegare la fede cristiana. Corona, moglie sedicenne di un altro soldato,  cercò di venirgli in aiuto, proclamandosi anche lei pubblicamente cristiana. Fu fatta morire in modo atroce:  fu legata in cima a due alberi di palma che erano stati piegati fino al suolo con delle corde. Tagliate le funi i gli alberi si raddrizzarono, facendo così a pezzi il suo corpo. La festa dei due martiri è il 14 maggio.

Foto: l’interno della cattedrale di Aquisgrana

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