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Parcheggia l’auto e blocca linea di bus, 20 giorni di carcere Cronaca

Un'auto che blocca una linea di bus non è solo un noioso contrattempo per persone che magari fanno tardi al lavoro o per gente che va di fretta, ma è anche interruzione di pubblico servizio. E' proprio questa, l'opinione del Tribunale di Firenze, che ha condannato con rito abbreviato un albanese di 35 anni abitante a Coverciano a 20 giorni di carcere. Per quel posteggio in sosta vietata, sul retro del Duomo, a un incrocio che bloccava il passaggio dei bus.

L'accusa, dunque, è di interruzione di pubblico servizio, e l'indagine della procura di Firenze sull'episodio partì dopo che l'Ataf sporse denuncia. L'episodio accadde il 3 ottobre del 2010 quando, pur avvisato dal titolare del bar all'angolo tra via dell'Oriuolo e via del Proconsolo che quel punto era particolarmente difficoltoso per i bus cittadini, il proprietario della lunga Mercedes fece finta di niente e parcheggiò comunque l'auto in quel punto.

Puntuali, gli autobus arrivarono, fra le 11,40 e le 12, 15 e rimasero bloccati. A testimoniare che il titolare del bar aveva informato il trentacinquenne albanese della concreta eventualità che rimanesse bloccata la linea, gli stessi autisti Ataf, che non potevno procedere e rimasero lì, bloccati sull'incrocio dietro la Cattedrale. Il perseverare dell'albanese nella volontà di posteggiare comuque l'auto, ha evidenziato, secondo il Tribunale, la sua  altrettanto evidente volontà di bloccare l'incrocio. Da qui la sentenza. 

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