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Parco della Piana: perché i comitati si sono mobilitati Opinion leader

Firenze – A Firenze il parco della Piana è di fatto inesistente, rispetto alle scelte amministrative.  Una assemblea dei  Comitati riunita a Campi ha definito la pista aeroportuale (parallela all’autostrada) e l’inceneritore di Case Passerini,  incompatibili rispetto al parco. Il piano del territorio, che dovrebbe essere il fattore ordinatore del Parco, nei fatti non esiste. E’ importante, invece, battersi per contrastare le inadempienze. Il polo scientifico dell’Università è a 300 metri dall’aeroporto. Viene, poi, sottolineato che gli aeroporti devono essere distanti  200km l’uno dall’altro. L’aeroporto di Firenze si trova a circa 70 km da quello di Pisa ed altrettanto da quello di Bologna.

I comitati riuniti a Campi Bisenzio hanno pianificato una manifestazione, per il prossimo 11 aprile, contro tutte le nocività che si stanno provocando nella Piana, per “partecipare” i temi all’opinione pubblica e quindi alle forze politiche. La piana di Firenze dovrà essere tutelata in modo ragionevole per il problema dell’acqua come per il problema del suolo.

Viene affrontato poi il problema del tunnel T.A.V. previsto per Firenze, cui si sommano due tunnel, di alcune centinaia di metri, pianificati sotto la Fortezza dal Basso,  legati ai parcheggi.  In chiusura Alberto Asor Rosa ha ricordato le attività ed i temi affrontati negli ultimi anni: geotermia del Monte Amiata, sfruttamento distruttivo delle Apuane, sotto-attraversamento ferroviario di Firenze. L’impegno è stato forte, ma i risultati insufficienti. Questo è stato determinato da un insufficiente rapporto con la politica. Ne deriva la necessità di rapportarsi alla politica in modo più efficace.

Nel corso del dibattito sono stati precisati gli argomenti sui quali si basa la protesta dei Comitati.

La “Piana” tra Firenze e Pistoia è compresa tra il perimetro urbano di Firenze est ed il perimetro urbano di Pistoia ovest, estesa principalmente nella destra idrografica dell’Arno. In questo territorio permane una articolazione di piante ed animali. In particolare la ricchezza di specie di uccelli presenti, raggiunge un livello d’importanza, oltre che regionale, comunitaria perché si tratta di specie in diminuzione in Europa.

Gran parte degli stagni artificiali e delle aree agricole e prative della Piana fiorentina, è inclusa nella rete europea Natura 2000, sia ai sensi della direttiva “Habitat”, che come zona di protezione speciale (ZPS) ai sensi della Direttiva “Uccelli”. Inoltre la Piana tra Firenze e Pistoia è compresa tra le zone censite annualmente per il censimento invernale dell’avifauna acquatica. Questi luoghi rappresentano un raro ecosistema che ospita cicogne, aironi ed altri uccelli migratori, oltre ad uccelli acquatici, rettili, anfibi ed insetti.

Nell’area della Piana c’è inoltre un consistente patrimonio di grande valore storico e culturale: reperti preistorici, rinvenuti nel territorio di Sesto Fiorentino che risalgono al Mesolitico, all’età del Bronzo ed all’età del Ferro. Si hanno poi le tracce lasciate dalla civiltà etrusca nei territori dei comuni di Sesto e Prato. Altrettanto interessanti sono i reperti archeologici dell’età romana tra il primo ed il quinto secolo d.c. Si hanno inoltre le testimonianze delle diverse famiglie nobili che, a partire dal XIV secolo decisero di costruire le loro residenze di campagna nella Piana (Medici,Lorena, Tornaquinci, etc.).

Le considerazioni cui si è appena accennato, hanno fatto maturare la volontà della costituzione “dell’area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia” con delibera del Consiglio regionale del marzo 1990. Poi con la legge regionale 49/1995, la Provincia di Firenze ha definito le proprie “aree naturali protette d’interesse locale” mediante la formazione di un piano particolareggiato d’iniziativa pubblica. Tale strumento contiene le specifiche per la fattibilità degli interventi e la gestione delle funzioni e delle attrezzature, dei relativi requisiti e riferimenti, per la progettazione architettonica e progressiva costruzione dei grandi spazi apernper conservare i valori del paesaggio toscano.  Questo allo scopo (G. Barbieri) della salvaguardia di un capitale che, “una volta degradato, non potrà più costituire fonte stabile di reddito, di lavoro, di sviluppo”

Nel 1992 si riteneva che il 70% dell’area del parco dovesse essere destinata alla struttura portante dello stesso e la restante superficie alle attrezzature da collocare in esso -come negli ultimi decenni aveva avuto luogo- per lo svago, lo sport, lo spettacolo ed i relativi impianti e servizi: Cascine medicee di Tavola, Parco dell’Ombrone, stagni di Focognano, Parco di Villa Montalvo, etc.

La trasformazione dell’aeroporto Vespucci, l’inceneritore di case Passerini, la terza corsia dell’autostrada A11 hanno avviato una prassi del tutto diversa. La pista dell’aeroporto rischia d’essere portata a 2.400 m. L’inceneritore di case Passerini sarà destinato a smaltire annualmente 200.000 tonnellate di materiale. Ambedue le strutture sono incompatibili con il parco della Piana: l’inceneritore per ragioni sanitarie, la pista aeroportuale perché occupa tutto il territorio ad ovest a sud di Sesto e per altre controindicazioni.

Il parco agricolo della Piana adottato nel luglio del 2013/manifesta una “schizofrenia” tra prescrizioni e direttive che riguardano l’aeroporto e gli indirizzi e direttive che riguardano il parco. Il parco agricolo è l’elemento ordinatore di tutte le politiche territoriali ed infrastrutturali, ma-in realtgrelemento subordinato. I documenti si limitano a dire che quello che non sarà occupato dall’aeroporto sarà utilizzato come parco

Foto www.comune.sestofiorentino.fi.it

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