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Parla Maggiulli: per il suo teatro ha sfidato Hollande Spettacoli

Parigi – “Caro Arlecchino,  non mollare, tieni duro”. Sono messaggi come questi a dare il coraggio ad Attilio Maggiulli di continuare la battaglia per  la sopravvivenza del suo teatro, la “Comédie Italienne”. A invitare il regista italiano a non demordere è un bambino che ha rotto il suo salvadanaio per contribuire con 5 euro alla colletta on line lanciata per evitare la chiusura del teatro. “Sono messaggi come questo a darmi la forza di andare avanti” ci dice Maggiulli alla disperata ricerca di fondi dopo che le sovvenzioni pubbliche francesi si sono pericolosamente assottigliate (quelle della madre patria non ci sono mai state nonostante sia l’unico teatro italiano all’estero).

A nulla dunque è valso il suo gesto disperato compiuto a Natale scorso quando aveva lanciato la sua piccola utilitaria contro una cancellata dell’Eliseo per sensibilizzare i poteri pubblici sulle difficoltà finanziarie di un teatro che da 40 anni sta facendo conoscere ai francesi il teatro italiano e in particolare la commedia dell’arte barocca. Prosciolto dalle accuse di attentato contro la sicurezza dello stato, Maggiulli deve però continuare a pagare il suo gesto con cure e controlli psichiatrici.  E non solo. “Tra gennaio e giugno, quando ero in ospedale,  hanno eliminato dalla lista delle sovvenzioni comunali la Comédie Italienne. Mi hanno anche fatto capire che se non stavo buono rischiavo che il ritiro della licenza di impresario teatrale. Nel frattempo mi hanno mandato in teatro la polizia anti-frode a spulciare i conti.  Segnali al limite della persecuzione. Ma non mi hanno fatto perdere in buon umore, perché ho ricevuto tanti segni di stima e di affetto”.

E’  proprio grazie all’amicizia e l’affetto che Maggiulli ha potuto mettere in scena il suo ultimo spettacolo, ora in cartellone.  ‘”Gli attori, il costumista , il mascheraio, tutti si sono offerti di cominciare a lavorare gratis  e di essere pagati quando sarà possibile.  Insomma un allestimento a credito. Ho cominciato le prove di  “Il buono e il cattivo genio” tratto da “Le jardin des amours enchantés”  ( un canovaccio di Goldoni) con un debito in banca di 23 mila euro. Per questo ho lanciato la sovvenzione. E’ cosi`che spero di poter tappare il buco e finanziare il quarantesimo anno di vita del teatro”. “40 anni di mendicità” , precisa sorridendo Maggiulli che da sempre ha dovuto fare salti mortali per tenere in vita la sua creatura.

Nonostante  appoggi e sostegni più che illustri – da Calvino a Beckett, da Cartier Bresson a Roland Barthes , da Arpino a Sciascia–  un pubblico affezionato e ottime critiche, il piccolo teatro di rue de la Gaité ha sempre dovuto giostrare più o meno gioiosamente, con le cifre. Ora poi che restano le sole sovvenzioni regionali, scese però da 80.000 a 25.000, la situazione è diventata drammatica. Tanto drammatica da spingere  abitanti del quartiere di rue de la Gaité ad andare  al municipio del XIV arrondissement per sollecitare un rapido intervento in favore di Maggiulli. “Sono andati a dire, fate qualcosa. Cos’è Rue de la Gaité senza la Comédie?  E a noi vengono a dire, rimanete, abbiamo bisogno di voi”,  racconta l’ex allievo di Strehler e di Mnouchkine che assieme alla moglie, la magica attrice Helène Lestrade,  questo tempietto del teatro italiano.

“Maggiulli è un uomo generoso e avventuroso che ha sempre sfidato i limiti delle cose, ma chi fa teatro non può ripetere riti, deve avere il coraggio di sorprendere. Non a caso un giorno l’ho definito un pirata, perché , al contrario dei pirati, non si muove agli ordini di re o presidenti anche se poi gli può capitare di rompere cristalli”  dice Siro Ferrone, professore di storia del teatro e dello spettacolo dell’Università di Firenze, che da anni segue la Comédie .

Per il prof. Ferrone il gesto di Maggiulli  compiuto alla fine del dicembre scorso è stata una sciocchezza che alla fine gli ha fatto più danni che bene. “E’ come se si fosse dato la zappa sui piedi, un gesto che non ho approvato perché non voglio fare apologia di reato ma va anche capito…” aggiunge sottolineando come faccia parte di quei personaggi “border line” che “cercano di realizzare un sogno”.  Attilio, dice, ha imparato molto dalla Francia  e ora è il più  europeo di tutti. E’ un patrimonio per l’Europa”.

“La coppia Maggiulli – Lestrade ha inventato un teatro italiano che parla francese classico, divertendo ininterrottamente tra il 1974 e il 2014 un pubblico sofisticato.. che si rinnova e gli tributa applausi nel passare degli anni” scrive ora Guido Ceronetti che si dice grato di essere annoverato tra i fondatori del teatro anche se, in realtà, aggiunge, “Attilio ha fatto tutto da solo assieme a Goldoni, Gozzi e Pirandello”.  “Non è un tipo facile, è un despota e un creatore geloso”, dice sempre di Maggiulli lo scrittore che continua a seguire le sorti del teatro tanto da definire “una curiosa forma drammatica’ la sua ‘Caccia alle sovvenzioni” messa in scena con accanimento di pulce decisa nel voler vivere a ogni costo”.  Un accanimento “eroico” che merita gesti di solidarietà. Come quello di collegarsi con il sito  “Ulule” per inviare (entro l’8 novembre) anche soli 5 euro. Un gesto già compiuto da decine di francesi che hanno consentito di raggiungere il 60% dell’obiettivo.

 

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