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Parla Simone Faggi (Pd): “Primarie di coalizione per la Regione” Politica

Prato – A Prato il dopo elezioni ha visto l’ingresso di Simone Faggi come Capo di Gabinetto del Sindaco Matteo Biffoni. Pratese, laureato in legge, segretario del Circolo PD di Coiano dal 2007 al 2010 iscritto all’Anpi, già vice sindaco e assessore all’Immigrazione nella precedente amministrazione.

Un incarico delicato e  importante ottenuto con un concorso vinto per titoli, ma in che cosa consisteranno da ora in poi i suoi compiti? 

«Tutto rientra all’interno dell’art.90. Un ruolo o meglio un profilo fiduciario del Sindaco che prevede per candidarsi tempi, modi e curriculum ma alla fine sceglie il Sindaco. Dunque non proprio un concorso. La figura di Capo di Gabinetto politico è una che nell’amministrazione comunale di Prato non c’è mai stata. Vedo da alcune dichiarazioni sui media che su questo si fa confusione. Il Capo di Gabinetto amministrativo è altra cosa rispetto al Capo di Gabinetto politico che invece deve aiutare il Sindaco nella gestione della città e nelle deleghe che esso si è trattenuto; è il rapporto tra il Capo di Gabinetto del Sindaco con la città, le Istituzioni, il Consiglio Comunale. Un punto di riferimento che altre città anche più piccole della nostra hanno da diversi anni in pianta stabile e che Prato che è la 18esima città d’Italia non può non avere. Il momento storico politico che stiamo vivendo vede sempre meno assessori, consiglieri comunali; sono sparite le circoscrizioni, i riferimenti amministrativi e le province,dunque l’amministrazione comunale necessita di strumenti per affrontare le problematiche quotidiane della città.»

Ad oggi che Lei sappia ci sono nella sua agenda delle priorità cui dare la precedenza?

«Le priorità sono quelle indicate nel programma di governo del Sindaco e abbiamo avuto il merito di convincere la città del progetto politico amministrativo. Esso dovrà  essere concretizzato fino in fondo partendo dalle grandi opere, dalla messa a punto dei servizi pubblici, dall’edilizia sportiva e scolastica, già avviata in larga parte nella precedente amministrazione. Non intendiamo lasciare indietro nessuno per mantenere fede a  quel principio di uguaglianza sostanziale che caratterizza la nostra forza politica di centro sinistra. Spesa sociale, attenzione alle fasce deboli e la necessità di entrare nelle conflittualità della città per eliminarne gli effetti.»

Da amministratore a ruolo di tecnico. Non è che per caso ritiene tramontata  la sua esperienza di uomo politico? 

«Premetto che ho già in passato rivestito il ruolo di tecnico ma sono anche iscritto al partito democratico. Ritengo che il programma politico del partito al quale appartengo sia l’unico  credibile per la nostra città ma anche per il Paese. Non mi allontanerò dalla politica e continuerò a farla non dimenticando che Matteo Biffoni è il Sindaco di tutti. Così come gli assessori, i consiglieri e Capo di Gabinetto di maggioranza sono a disposizioni di tutti indipendentemente dal colore politico o da chi li ha votati. Resto per quanto mi riguarda a disposizione di un progetto di una classe dirigente della città che in questi anni ha fatto tanto e ha vinto una “battaglia” che tutti davano per persa qualche mese prima»

Prato è una città da un lato fortemente radicata al passato per la sua tradizione tessile ma dall’altro guarda al futuro scommettendo sul rilancio dei musei, sulla riscoperta delle piazze del centro storico ma anche sulla riqualificazione delle periferie e del cibo. Lei avrà un ruolo in tutto questo?

«Il mio obiettivo è quello di aiutare e coadiuvare il Sindaco perché Prato sia una realtà sempre più importante. La città ha i piedi ben saldi nella propria storia ma è guidata da un’amministrazione che è consapevole  che certi tempi non ritorneranno. Per questo e per un maggiore benessere della città non bisogna guardare al passato con idee irrealizzabili, ma inserire Prato in un ruolo di contemporaneità. Un compito difficile ma non ci sono altre strade.»

Tra le mansioni spettanti al Capo di Gabinetto anche quella di  raccordare le diverse politiche degli assessorati. Che non presenterebbe difficoltà per la riconferma di metà degli assessori uscenti. Ma come pensa di muoversi riguardo ai tre nuovi assessorati voluti dal Sindaco guidati da due personalità  attinte dal mondo del lavoro e da uno espressione di una nuova forza politica “Demos”, che si rifà al partito dei cattolici popolari?

«La forza principale della precedente amministrazione era l’unità d’intenti e la coesione. E questo sarà l’obiettivo che mi sono dato: fare in modo che tutti gli assessorati abbiano il polso della situazione della città, l’andamento cittadino quotidiano. I presupposti ci sono perché le persone che sono subentrate al posto di chi ha fatto un lavoro egregio, sono  di spessore in grado di dare delle risposte adeguate ai problemi che ci sono ma soprattutto fare squadra come in passato.»

Prato vive criticità più o meno evidenti che vanno dall’immigrazione all’ordine pubblico alle politiche sul lavoro. Situazioni che Lei da vicesindaco ha già affrontato in passato e che ora toccheranno al suo successore Biancalani. Che consiglio o suggerimento si sente di dargli ?

«Nessun consiglio anzi è lui la persona che mi ha dato in passato suggerimenti sul da farsi perché uomo di esperienza e competenza. Inoltre conosce bene la città e le sue problematiche e sa quali strumenti mettere in campo per alleviare le difficoltà e le sofferenze.»

Infine una domanda strettamente legata alle vicende politiche di casa nostra. Ad un anno  dalle elezioni regionali circolano diversi nomi (la Bonafè ha già declinato l’invito per Palazzo Strozzi), le chiedo chi vedrebbe bene e perché come successore in caso di vittoria del partito democratico al posto di Enrico Rossi.

«Le elezioni regionali sono un tassello importantissimo e la Regione Toscana è stata un valido interlocutore su tanti temi. E in alcuni casi cè anche  stato un estremo disaccordo dall’aeroporto al termovalorizzatore ma eravamo consapevoli di sapere con chi si aveva a che fare. Quindi l’elezione regionale sarà importante anche per la nostra città e il centro sinistra deve saper trovare quella stessa strada che in piccolo è stata percorsa a Prato. Senza divisioni e con l’indicazione di una figura che possa essere catalizzatrice di una discontinuità rispetto ai 10 anni che ci hanno preceduto. ma al tempo stesso che abbia le capacità di mettere insieme tutte le anime del centro sinistra. I nomi che ho letto sui giornali sono assolutamente adeguati perché fanno parte della nostra dirigenza.»

Si augura le primarie? 

«Credo che le primarie in questo momento sono uno strumento utile a dirimere delle conflittualità ma che non farebbero bene alla Regione e a Prato perché questa è l’ora della sintesi. Il mio pensiero che esternerò nelle future assemblee sarà quello di cercare di evitare che il confronto si inasprisca con la conseguenza che si verifichino situazioni insanabili  per la presidenza della Regione.  Quello che sembra emergere però è il ricorso alle primarie che mi auguro di coalizione perché da soli non siamo sufficienti e abbiamo bisogno di tutte le forze progressiste  in un momento storico in cui siamo chiamati a lottare contro un’idea di Paese  e di Regione che è a noi distante. In questo momento è necessario più che mai resistere al vento di destra che soffia forte.»

In foto Simone Faggi

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