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Parroco accusato di spaccio: un intero quartiere sotto choc Cronaca

Prato – La notizia dell’arresto per spaccio di stupefacenti e altri reati di don Francesco Spagnesi il parroco della Chiesa dell’Annunciazione nel quartiere pratese della Castellina ha lasciato l’intera comunità attonita. E c’è chi nel leggerla dai giornali ha pianto. Perché quel giovane prete, quando arrivò diversi anni fa a dire messa, si fece immediatamente ben volere da tutti.

I suoi modi gentili e garbati, la disponibilità all’ascolto di chi era sofferente e affranto – dice la gente – lo avevano reso agli occhi dei fedeli una persona buona e caritatevole. Grazie al suo spirito comunicativo rafforzato da una fede che traspariva negli appuntamenti domenicali delle funzioni, ma anche negli incontri dedicati agli anziani, ai giovani e ai bambini, la parrocchia aveva ricominciato ad essere un luogo di iniziative sociali e di attenzione verso il prossimo.

Ecco perché i fedeli non capiscono che cosa sia potuto succedergli e come sia possibile che proprio don Francesco sia quella stessa persona su cui gravano accuse gravissime. Girano nel quartiere le voci secondo le quali “don Francesco non era più lui dalla grave malattia della mamma e che da allora non stava più bene; altri raccontano di una sua non ben precisata malattia dalla quale non riusciva a riprendersi; e che si è smarrito in un momento di fragilità”.

Così gli abitanti del quartiere si sentono come indifesi di fronte ai riflettori che improvvisamente si sono accesi tra le strade e le piazzette della zona (così come i microfoni), alla ricerca di una testimonianza o di uno scoop sul parroco indagato. Si tratta di un quartiere, invece, i cui residenti e commercianti non amano questo tipo di visibilità mediatica che qualcuno ha già definito “accanimento”.

Forse  perché nonostante tutto don Francesco è stato fino a pochi giorni fa il parroco della loro chiesa in cui celebrava le funzioni religiose ed in tanti ancora ricordano che lui proprio in questa Chiesa officiò il matrimonio della sorella condividendo con i suoi fedeli la  gioia di una festa familiare.

“Che la magistratura faccia il suo corso”, dicono da più parti. Sui soldi sottratti alle elemosine, tra chi ne richiede la restituzione c’è anche, chiarendo in Questura la sua posizione, chi non sporgerà denuncia. E dalla mattina gira voce, poi confermata, che il Vescovo di Prato monsignor Giovanni Nerbini dirà la messa festiva delle 11.15 domenica 19 settembre nella chiesa dell’Annunciazione.

Una sua espressa volontà per incontrare la comunità parrocchiale in segno di vicinanza e di condivisione della sofferenza per quanto accaduto. Ma non solo, il Vescovo ha anche scritto anche una lettera indirizzata a tutti i fedeli e ai sacerdoti della diocesi di Prato perché ne sia data lettura durante le celebrazioni che si terranno domenica nelle chiese pratesi.

«In questo momento difficilissimo della vita diocesana» per «capire cosa ci viene chiesto in questa difficile ora». L’invito è alla preghiera in casa e in famiglia. «Abbiamo assoluta necessità di vivere il Vangelo – ha  scritto il Vescovo – tutto, sempre, ovunque, nelle piccole cose come nelle grandi circostanze». Infine ha chiesto di avere «un cuore pieno di misericordia, di amore e di perdono per tutti», perché «gli errori di qualcuno non possono e non debbono nascondere la verità oggettiva».

Il testo integrale della lettera scritta dal Vescovo di Prato

http://www.diocesiprato.it/wp-content/uploads/2021/09/21_09_15_LETTERA_alla-chiesa-pratese_SV-2021-0609.pdf

 

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