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Nuovo decentramento: partecipazione e risparmio Politica

L’assessore ai Rapporti istituzionali ed al Bilancio della Regione Toscana, Riccardo Nencini, ha esposto ieri, 26 ottobre, al Consiglio regionale la bozza della proposta di legge sul sostegno alle nuove forme di decentramento partecipativo negli enti locali. «Bisogna evitare – ha dichiarato Nencini durante la seduta d’aula – che la diminuzione dei costi della politica comporti una contrazione di democrazia. Bisogna creare organismi diversi, flessibili, che non costino, ma che al tempo stesso possano garantire il collegamento fra cittadini ed istituzioni consentendo, a quei comuni che non possono più istituire le circoscrizioni perché non arrivano a 250 mila abitanti, di dar vita a nuove tipologie di decentramento partecipativo». La Regione Toscana, ha ricordato l’assessore, sosterrà con contributi economici le forme di decentramento partecipativo, ma il vero obiettivo rimane quello di permettere la partecipazione, per la definizione delle forme da adottare per tali organi, anche ai cittadini non maggiorenni ma di età superiore ai 16 anni. L’informativa di Nencini ha soddisfatto la maggioranza, mentre ha suscitato duri commenti dalle opposizioni. Eugenio Giani (Pd) ha dichiarato di aver apprezzato l’intervento dell’assessore, anche se ha ricordato che dalla proposta di legge rimarrebbe esclusa la città di Firenze, l’unico centro abitato toscano che può contare su oltre 250.000 unità e che non riceverebbe, perciò, i finanziamenti previsti dalla legge regionale sul decentramento amministrativo. Soddisfatta dell’esposizione di Nencini anche la consigliera Monica Sgherri (Fds-Verdi), che ha ricordato, però, come l’abbattimento dei costi della politica non debba combaciare con un peggioramento dei servizi ai cittadini. Lucia Matergi (Pd) si è detta, invece, del tutto soddisfatta da una proposta normativa che va nella direzione della democrazia partecipativa, ed anche Daniela Lastri (Pd) e Mauro Romanelli (Fds-Verdi) hanno affermato che quello proposto da Nencini è un buon sistema per rimettere in moto il meccanismo della partecipazione. Di tutt’altro tenore, invece, gli interventi in aula dei consiglieri dell’opposizione. Alessandro Antichi (Pdl) ha affermato che l’esposizione dell’assessore non presenta alcuna significativa novità capace di avvicinare i cittadini ad una reale partecipazione politica. Stefania Fuscagni (Pdl) ha poi sostenuto che la questione della partecipazione non potrà essere risolta introducendo nuove forme di decentramento, ma solo mediante il coinvolgimento attivo dei cittadini nella politica reale. Dario Locci (Gruppo Misto) si è detto soprattutto contrario alla proposta di Nencini di permettere la partecipazione al voto decentrato ai sedicenni, mentre Giovanni Donzelli (Pdl) ha definito questo punto del discorso dell’assessore un «errore anche di approccio culturale».

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