energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Pasolini e Bach, il misterioso legame fra poesia e musica Opinion leader

Nell’arte secolare e secolarizzata sono stati infiniti i legami tentati, sognati, riusciti e falliti tra arti diverse, tra diverse epoche e riferimenti culturali. Tutto funziona o non funziona in base all’energia che l’unione intellettuale può far scaturire. Ma è dall’intensità del processo che si ottiene il risultato. Dove risiede il legame tra la musica di Bach e la poetica tout court di Pasolini? E’ un legame forte o debole? Che dà quale risultato? Quando Pasolini conosce Bach il secondo è morto da quasi duecento anni, non si tratterà di un legame impossibile? Tutt’altro, ovviamente.
Nel settembre del 1943 Pasolini, da poco chiamato alle armi, giunge a Casarsa, in Friuli, dove trova rifugio dopo essere riuscito a sfuggire alla cattura da parte dell’esercito tedesco, da questo momento si stabilisce là per diversi anni, che risulteranno decisivi per la sua formazione idelogico-culturale. Là Pier Paolo conosce la violinista slovena Pina Kalc, anch’essa una rifugiata.
La musica di Bach sarebbe divenuta in futuro la prediletta di Pasolini, tanto da comporre gran parte delle colonne sonore dei suoi film da Accattore a Salò, ma qui siamo all’inizio della reazione chimica, siamo ad una ragazza che suona Bach ad un ragazzo che non può darle l’amore che lei vorrebbe, ma le darà ad ogni modo il suo cuore ed anche di più:
“Bach rappresentò per me in quei mesi la più forte e completa distrazione: rivedo […] Pina che dà la pece all’arco, e lo spartito delle “sei sonate”… […] avevo scritto degli “studi” […]. Era soprattutto il Siciliano che mi interessava, perché gli avevo dato un contenuto, e ogni volta che lo riudivo mi metteva, con la sua tenerezza e il suo strazio, davanti a quel contenuto: una lotta, cantata infinitamente, tra la Carne e il Cielo, tra alcune note basse, velate, calde e alcune note stridule, terse, astratte… come parteggiavo per la Carne! […] È evidente che soffrivo, anche lì, d’amore; ma il mio amore trasportato in quell’ordine intellettuale, e camuffato da Amore sacro, non era meno crudele”
Da queste parole di Pier Paolo Pasolini emerge un altro legame di difficile comprensione, eviscerazione, la carne, il cielo…
E’ la produzione dello “Studio” il più sorprendente dei risultati, ancora prima delle colonne sonore, uno scritto che parte da premesse poetiche, non musicali, ricco di emotività. Pasolini scopre se stesso e, attraverso Bach, interpreta la drammatica vicenda personale, rendendo questa musica la chiave per interpretare la vita stessa.
Da questi elementi non scontati, può cominciare la nuova ricerca che è stata operata dalla compagnia Murmuris Teatro, seguendo il ragionamento e la via dettati da Pier Paolo Pasolini, ragionamenti travolgenti prima che teoretici.
Da tutto questo nasce uno spettacolo, l’ennesimo legame, l’ennesima ricerca della potenza del risultato:“Studio sullo stile di Bach” vede il chitarrista Luigi Attademo e il performer e danzatore Jacopo Jenna, in scena l’uno con l’altro nell’idea di far rivivere l’esperienza di ascolto vissuta da Pasolini e trasferita nella sua poetica.
Studio sullo Stile di Bach
Teatro Everest
Sabato 12 Maggio 2012 ore 21.00

Leonardo Venturi

Print Friendly, PDF & Email

Translate »