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Passa all’unanimità in Consiglio Regionale mozione contro licenziamenti Gkn Breaking news, Cronaca

Firenze – Passa all’unanimità in Consiglio Regionale la mozione contro il licenziamento dei lavoratori Gkn di Campi Bisenzio. “Non è una battaglia dei soli lavoratori – ha esordito il presidente Antonio Mazzeo – ma di tutte le istituzioni. Non basta dare loro vicinanza e sostegno. Questa vertenza deve essere risolta. È davvero inaccettabile scappare la notte senza guardare negli occhi quei lavoratori e quelle lavoratrici che chiedono solo dignità. Un’azienda che non aveva perdite, in grado di stare sul mercato, che decide dalla sera alla mattina di lasciare per strada cinquecento lavoratori con le proprie famiglie, compie un gesto ignobile”. Al centro del documento c’è la richiesta del ritiro immediato del licenziamento collettivo e l’attivazione degli ammortizzatori sociali. Un obbiettivo da raggiungere in collaborazione con il Ministero dello sviluppo economico, gli enti locali, le rappresentanze economiche e sociali. Accanto a questo c’è un impegno ad attivarsi con il Parlamento e con il Governo per porre limiti più stringenti alla disciplina delle delocalizzazioni per le imprese che beneficiano di aiuti pubblici, valutando tutti gli spazi possibili per un intervento regionale. Sempre insieme a Parlamento e Governo si cercherà nell’Unione Europea di promuovere una cultura del lavoro come base della dignità umana, con tutto ciò che questo comporta. In prospettiva, alla luce del nuovo codice delle crisi d’impresa, potrà essere previsto l’obbligo di comunicazione in caso di crisi aziendale.

Intanto ogni giorno per quattro ore (mattina e pomeriggio) e fino alla fine del mese di luglio i lavoratori della Gkn potranno rivolgersi se lo vorranno al sostegno psicologico della Asl Centro . Il servizio è gratuito ed è attivo dal 14 luglio: due psicologi offriranno un supporto telefonico di ascolto e assistenza con l’obiettivo di sostenere le reazioni emotive allo stress causato dalla perdita del lavoro. L’assistenza potrà essere data anche inviando una mail. Ieri fra le migliaia di persone, forse diecimila, che hanno voluto esprimere solidarietà e vicinanza alle maestranze campigiane c’era anche l’assessore regionale al lavoro Alessandra Nardini. “Dalla piazza – commenta – è arrivato un messaggio forte che grida indignazione per il comportamento senza scrupoli di un fondo finanziario, chiede giustizia e rispetto per il lavoro, richiama alle proprie responsabilità politica e istituzioni. Quanto sta accadendo a Campi Bisenzio desta grande preoccupazione. La Toscana, come tutto il resto del paese, non può permettersi ondate di licenziamenti collettivi e non deve restare vittima della crudele logica del profitto. Continueremo a chiedere all’azienda il ritiro dei licenziamenti e al governo nazionale l’impegno a seguire la vertenza. Ora serve più che mai l’unità delle lavoratrici e dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali, della cittadinanza tutta”. Matteo Biffoni, sindaco di Prato e presidente di Anci Toscana, aggiunge: “La botta è pesante, quello che è accaduto è inaccettabile, non era mai successo. Penso che una mano possa darcela il Governo, per non aprire un meccanismo che può diventare pericoloso e può costituire un precedente. Quando hai un interlocutore così evanescente diventa complicato inchiodarlo ad una discussione. E’ bene che ci sia una reazione di piazza, delle istituzioni, dei sindacati, diamo subito l’impressione che c’è attenzione e interesse, anche a livello nazionale. Senza la proprietà la discussione non inizia nemmeno”.

E il precedente in verità c’era già stato. A Ceriano Laghetto, in provincia di Monza, la Gianetti Fad Wheel leader nella lavorazione metalli, lo scorso 4 luglio aveva annunciato la chiusura dello stabilimento con il conseguente licenziamento dei 152 lavoratori occupati: anche qui attraverso una mail. Avevano finito il turno di notte e si erano salutati dandosi appuntamento per il giorno dopo. Una volta a casa però nella posta elettronica hanno trovato un messaggio che annunciava il collocamento in ferie per poi andare in permesso retribuito fino a quando lo stabilimento non verrà definitivamente chiuso. L’azienda con oltre 100 anni di storia ha tra i clienti anche nomi importanti come Harley-Davidson e guarda caso appartiene anch’essa a un fondo d’investimento straniero.

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