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Passa la linea Bersani, Renzi sta zitto Politica

Sembra proprio che Renzi qualcosa abbia già mutuato dalla tattica M5S: più tace, infatti e più si parla di lui. Oggi direttivo nazionale del Pd, passa la linea di Bersani, unità del partito nonostante alcuni malumori che tuttavia non hanno minato la chance (l'ultima, probabilmente) del segretario in carica. E Renzi? Atteso con ansia, non interviene e dopo i primi interventi (esattamente dopo quello di Dario Franceschini) se ne va. Aprendo così il campo a commenti, illazioni, interpretazioni del suo silenzio. Come dire: meno si parla, più se ne parla. E oltre al silenzio tattico il "rottamatore" ha un'altra cosa in comune con Grillo e i suoi: basti pensare al dibattito molto seguito su twitter che ha accompagnato oggi la diretta streaming della direzione nazionale del Pd, dove sono stati moltissimi coloro che hanno mostrato la loro simpatia per il sindaco di Firenze.

Comunque, stasera, la conclusione è scritta: passa la linea di Bersani, chiedere al Capo dello Stato l'incarico sulla base del risultato elettorale, (la linea della responsabilità, "non abbiamo vinto ma siamo primi") , e presentarsi in parlamento con una piattaforma in otto punti su cui cercare una maggioranza rivolgendosi a Beppe Grillo, magari cercando di "inchiodarlo" alla responsabilità verso il Paese. Insomma, ora che sono "dentro la casa", secondo il Pd, Grillo e i suoi non possono esimersi dalla responsabilità che ciò comporta. Tutto stabilito, dunque, stando sempre all'occhio per quanto riguarda l'incognita Napolitano.

Sul silenzio di Renzi spende qualche parola Vannino Chiti, uno degli "storici" parlamentari toscani del Pd. ''Conoscendo Renzi, che certo non si può accusare di nascondere le posizioni, penso che se oggi non è intervenuto è perchè era d'accordo sull'impostazione di fondo e sulle linee fondamentali''. Il vicepresidente del Senato, oggi a Firenze, ha risposto così a chi gli chiedeva un commento sul silenzio di Renzi. E ha aggiunto:  ''Se fosse stato in disaccordo credo che sarebbe intervenuto. Di solito si fa così. Se uno è d'accordo almeno sui fondamentali decide se parlare o meno'' mentre si interviene "quando c'è disaccordo, una riserva". Insomma, secondo l'interpretazione di Chiti, il slienzio di Renzi sarebbe silenzio-assenso. Sì, ma che non soddisfa nessuno, fra quelli (tanti) che per un motivo o per l'altro attendevano la sua voce.
Uno di questi è sicuramente Gianni Cuperlo, che è stato l'unico a prendere la parola e a formulare una critica diretta al sindaco di Firenze: ""Ognuno fa ciò che crede e vuole, va dove crede che sia giusto collocare la sua autorevolezza, ma quello che non funziona sono le logiche dei percorsi paralleli. Buona parte del confronto tra di noi e su di noi ruota attorno al sindaco di Firenze, che forse è venuto a questa riunione ma non prende la parola".

Ma se il sindaco oggi ha taciuto, è pur vero che qualcosa aveva ben detto nell'intervista rilasciata a Ballarò. Per esempio, la sua lealtà al Pd, intesa come rispetto degli esiti delle primarie, del ruolo del segretario, degli esiti della direzione nazionale della discussione che ne sarebbe scaturita. Leale a pronto a aiutare, come si è sempre dichiarato (e di fatto ha messo in atto) da dopo le primarie. E forse, ciò che gli premeva di dire era già stato detto, proprio ieri sera a Ballarò. A partire dalla sfida a Grillo sul suo campo, ad esempio lanciando senza se e senza ma l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.

Un silenzio, quello di Renzi, che non è stato rotto neppure quando Roberto Reggi, suo ex coordinatore della campagna per le primarie, parlando a La Zanzara su Radio24, si era lanciato in alcune considerazioni: ''Al governo adesso? Io non glielo consiglio, la mediazione non è la sua dote fondamentale e poi non può mettersi in un casino atomico come questo. Ha bisogno di tempo ma non vuole diventare segretario del partito. Nel 2014 però non si ricandida a sindaco di Firenze''.
Non si ricandida a sindaco di Firenze? Una bella ipoteca sul futuro. Fredda e quasi immediata la smentita affidata
al portavoce Marco Agnoletti: ''Renzi ha già detto in più occasioni che intende ricandidarsi a sindaco di Firenze nel 2014. E lo farà''.
 

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