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Passante Av, ancora incertezze sulle terre di scavo Cronaca

Terre di scavo del passante Av fiorentino, ancora non risolte le incertezze sulla destinazione. Le numerose interrogazioni poste nei giorni scorsi da alcuni consiglieri regionali della stessa maggioranza circa il destino delle terre di scavo del Passante AV di Firenze all’Assessore regionale ai Trasporti, hanno ricevuto dall'assessore Luca Ceccobao queste risposte: all'ex Cava di lignite di Santa Barbara in Valdarno andranno mediante trasporto su rotaia,1.350.000 mc. di terra proveniente dallo scavo della stazione Foster. Il materiale classificato come rifiuto,  pari a 1.500.000 mc prodotto dallo scavo dei due tunnel per il quale si impiegano additivi chimici, verrà, invece, trasportato su camion, trattato e recuperato in discariche per il momento fuori della Toscana.
“La classificazione definitiva dei materiali di risulta dallo scavo di galleria non può che essere di competenza del ministero dell’Ambiente”, ha aggiunto l'assessore.

E, in consiglio comunale, le stesse interrogazioni riguardanti lo stato dei lavori nei cantieri Av, presentate da consiglieri dell'opposizione, hanno avuto risposte giudicate "non soddisfacenti" dai Comitati cittadini  da parte dell’Assessore alle Infrastrutture Massimo Mattei.
In buona sostanza l'unica cosa che sembra chiara in tutta questa vicenda è che permane una sostanziale incertezza sulla destinazione delle terre di scavo.
"Un elemento, questo, che dimostra tutta l’approssimazione di questo progetto – commentano i Comitati in una nota – e in particolare del Piano di Gestione delle Terre del Passante e della Stazione AV definito nell’ambito della VIA e nel progetto riguardante la ex Cava di lignite di Santa Barbara approvato nella Conferenza dei Servizi del marzo 1999, che a questo punto dovrebbe essere invalidata".

Inoltre i comitati cittadini avanzano una serie di considerazioni sullo status giuridico dei lavori: "Se è vero che da quando è scaduta la clausola di recesso per Scavalco, Passante di Firenze e Nuova Stazione AV (luglio 2008) i lavori per il nodo fiorentino sono diventati giuridicamente irreversibili – ricordano –  si deve però considerare che: l’entrata in funzione della fresa a Campo di Marte prevista per il settembre 2011 è al momento rimandata di più di un anno, i lavori per la stazione Foster iniziati nell’ottobre 2010 procedono con molta lentezza anche se la loro conclusione è fissata a settembre 2016, non si sa dove mettere più di metà delle terre di scavo, una quantità enorme che dovrebbe circolare su camion in città e per mezza Italia". I risvolti economici in termini di costo per la collettività vengono sollevati dai comitati: "Basandosi sui numerosi accordi stipulati tra Tav spa, Ferrovie dello Stato, Comune di Firenze e altri Enti locali e Ministeri in un periodo compreso tra il 1995e il 2011, i danni economici del ritardo maturato – per non parlare della eventuale cancellazione dell’opera – potrebbero essere pesanti per la collettività. Una valutazione sarà possibile – concludono i comitati – quando si disporrà del piano di recupero e di rientro temporale dell'impresa esecutrice vincitrice dell’appalto nel 2007". Il vero problema, sostengono i comitati, è dato dal rischio che si proceda, viste le incongruenze, le indeterminatezze, le incertezze della mastodontica opera, a una sospensione sine die dei lavori. Un punto di non ritorno che, secondo i comitati cittadini, dovrebbe fare intervenire la Corte dei Conti, per giudicare "le conseguenze della catena di insufficienze progettuali e di insipienza amministrativa" che hanno condotto a sostenere  "un'opera così chiaramente insostenibile".

 

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