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“Passata è la tempesta”, florilegio di racconti gialli e noir a Firenze Breaking news, Cultura

Firenze – Sono tante, le catastrofi naturali e innaturali, che si sono abbattute su Firenze, in particolare sul suo cuore antico e ribelle. Alluvioni, malapolitica, peste, carestie.

Fra tutte, l’alluvione del 1966, cui è dedicata questa antologia. Un’alluvione che spazzò la città e che, se da un lato non fu che una delle tante fra quelle che l’Arno aveva regalato a Firenze, dall’altro divenne la più “famosa” visti i tempi, la mobilitazione, le perdite, il ruolo della stampa. Divenne, come sa ogni fiorentino, un’alluvione “mitica” di quelle che assurgono a ruolo di archetipo della sciagura. Quasi quanto, o forse di più anche se meno sofferta, di quella catastrofe innaturale (fra le tante) che si innestò nel cuore della città antica verso la fine dell’800, quando si pensò che la nuova capitale d’Italia non poteva tollerare angusti vicoli, antiche torri, chiesette medioevali, e soprattutto un’umanità misera, popolana e piena di orgoglio come quella del vecchio ghetto e di quei quasi 70.000 metri quadri del centro storico  (sfollati circa 6.000 abitanti).

Non solo. Il libro, che raccoglie storie di catastrofi, se ha come punto principale quella “naturale” dovuta all’Arno, quella terribile ondata di fango e acqua che travolse Firenze come un maglio disperdendone tesori, vite e famiglie, è anche l’occasione per una straordinaria serie di racconti che narrano, allargando lo sguardo, di varia umanità di gialli risolti e non, ma soprattutto dà la stura a una serie di schegge dal colore sulfureo del giallo a quello cupo del noir, che diventano via via sempre più stringenti, mettendo in luce la comune tinta di dolore e perdita che l’umanità soffre quando viene travolto ogni ordine, ogni memoria, ogni legame.

Ebbene, per un’intuizione di un grande giallista fiorentino come Alberto Eva, sulla scorta della memoria di un altro grande cittadino e autore poliedrico come Graziano Braschi, quella immane catastrofe diventa un’operazione straordinaria, che vede riunite le penne di un gruppo di scrittori cittadini e non (Loriano Macchiavelli fra questi) intenti a recuperare per la nostra città e per la curiosità dei lettori, schegge di quei tempi, di quella temperie, di quelle vite. Operazione non solo riuscita con successo per la qualità dei racconti, ma anche straordinaria per l’interpretazione del periodo, storica e sociale. Una “chicca”, di cui si parlerà diffusamente nell’incontro che si terrà sabato 21 ottobre, alle 17, all’Ibs in via de’ Cerretani, con la giornalista Stefania Valbonesi e un grande fiorentino contemporaneo, scrittore e giallista, Alberto Eva, che ha curato l’antologia. Gli autori: Sergio Calamandrei, Daniele Cambiaso e Rino Casazza, Alberto Eva, Leonardo Gori, Loriano Macchiavelli, Daniele Nepi, Maurizio Pagnini, Riccardo Parigi e Massimo Sozzi, Enrico Solito, Enrico Tozzi, Federigo Vinci.

“Passata è la tempesta”, Carmignani Editrice, collana Profondo Giallo. 

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