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Patrimonio edilizio rurale, nuovi incentivi per il recupero Ambiente, Breaking news, Cronaca

Firenze – Passa in Consiglio regionale la proposta di legge per il recupero del patrimonio edilizio esistente situato nel territorio rurale. La legge che dovrà divenire operativa prevede varie misure per incentivare il recupero dei casolari abbandonati o in stato di degrado.

Fra i profili più interessanti della proposta di legge che ha ottenuto semaforo verde in consiglio, quello del contenimento del consumo del suolo, che, come spiega la consigliera del Pd  Titta Meucci, “si pone assolutamente in linea con i principi della legge 65 e che riguarda anche il recupero del patrimonio edilizio esistente”. Inoltre, la legge interviene “con incentivi diretti al recupero di immobili in stato di totale degrado situati in un territorio, quello rurale, che rappresenta un patrimonio di immenso valore della nostra regione”. Non solo: la legge  “prevede che la riqualificazione di questi edifici sia improntata non soltanto all’efficientamento energetico ma anche al miglioramento e adeguamento sismico degli immobili, un tema questo  che , oggi, con responsabilità deve essere presidiato con azioni diversificate. Infine – conclude Meucci – un ulteriore importante elemento di questa legge deve essere individuato nel riconoscimento dell’autonomia dei Comuni  in una materia, quella della pianificazione territoriale, che anche in questo caso  consentirà loro di svolgere  un ruolo determinante nell’applicazione della legge in relazione alle specificità e alle esigenze dei vari territori”.

Dalla possibilità di accedere agli incentivi sono “correttamente escluse alcune fattispecie di immobili in particolare quelle che si trovano in territori a forte rischio idrogeologico o comunque in situazione di pericolosità alta dal punto di vista idraulico e geomorfologico, sono stati precisati, inoltre, gli elementi atti a  certificare lo stato di abbandono e di degrado”, ha spiegato, nella relazione tenuta in aula,  il presidente della Quarta Commissione Stefano Baccelli. 

Fra gli aspetti innovativi della nuova legge,  il meccanismo, che prevede da una parte la possibilità di parziali addizioni volumetriche, in particolare per l’adeguamento energetico e sismico dell’edifico, dall’altra la facoltà e non l’obbligo di abbattimento degli oneri di urbanizzazione da parte dei comuni per venire incontro agli enti locali.  Anche la previsione  di un censimento degli edifici abbandonati da parte dei comuni rappresenta “un altro aspetto innovativo della norma – ha sottolineato Baccelli – che ci servirà per monitorare la situazione su tutto il territorio regionale e la stessa efficacia della legge. Credo – ha poi  lanciato concludendo l’intervento il presidente della Quarta Commissione – ulteriormente opportuno prevedere in futuro ulteriori incentivi di natura economico finanziaria. Di certo la normativa odierna rappresenta un passo importante per non condannare al degrado e poter riutilizzare immobili altrimenti destinati ai un inevitabile degrado”.

 

 

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