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Pazienza viola: la squadra può trovare identità e carattere Sport

Firenze – Bisogna stare calmi; niente disfattismo e eccessivo allarme. Prandelli ha creduto di poter rigirare la squadra a piacimento basandosi su quello che ritiene, e non gli si può dar torto, il valore intrinseco dei singoli giocatori a disposizione. Io stesso avevo suggerito un 4-2-3-1, spericolato e mai provato dai tempi di Sousa, che potesse valorizzare al massimo le potenzialità di Amrabat e Castrovilli, i nostri due “gioielli” sui quali è doveroso basare la ricostruzione di un gioco.

E pensare che, l’ho detto più volte, io sono “ideologicamente” contrario ai centrocampi a due, soprattutto per una squadra come la Viola che abbonda di buoni mediani e di buone mezzali! Purtroppo l’operazione si è fatta troppo presto. Ne ha sofferto la difesa e non ne ha tratto alcun vantaggio un attacco asfittico e impaurito, dove il peggiore è riuscito ad essere Ribery.

Ma quello che salvo è il tentativo da parte di Prandelli di provare a dare un gioco sensato alla squadra. È andata male? E allora si torni indietro. Si torni pure al 3-5-2 più collaudato, e si pensi soltanto a far giocare la squadra più compatta e più avanti di venti metri. Quello che mancava al (non)gioco di Iachini era la manovra. I centrocampisti giocavano ognuno per conto suo, molto schiacciati sulla difesa e dediti a ripartenze solitarie o a lanci a perdere e posizionati troppo larghi (Castro e Bonaventura sono stati spesso ali aggiunte).

Ora bisogna riportarli a fare densità e possesso palla a centrocampo, cosa che a Prandelli è sempre riuscita. A questo scopo, la nostra rosa dovrebbe bastare. Certo, Duncan tornerà riserva, e magari andranno responsabilizzati di più Borja Valero e Bonaventura. Ma i giocatori per un centrocampo di manovra ci sono; la difesa Milenkovic (non lo voglio rivedere più terzino), Pezzella e Caceres (o Igor, finalmente) c’è; i laterali Lirola e Biraghi ci sono. Temo che per l’attacco paghino lo scotto Callejon e Ribery, che attaccanti non sono e non sono neanche esterni che possono fare le due fasi.

Ma qui mi viene un’idea (non mia, ma di Ancelotti). Perché non provare Callejon regista centrale? Ancelotti lo provò con successo a Napoli, e finalmente potremmo ricavare un impiego sicuro per un giocatore che io ritengo altrimenti inutile. Sissignori, inutile; perché non vorrei che qualcuno si illudesse che lui possa risolvere i problemi dell’attacco, anche se certamente terrebbe la posizione di seconda punta, che non è, meglio di Kouamé, o possa sostituire nei movimenti e nella quantità di gioco Chiesa.

E poi cominciare a pensare al mercato di gennaio. Credo che qualcuno continui a ritenere di “rinforzare” l’attacco con un centravanti di provata esperienza e prolificità sotto porta. Sento parlare di Piatek. Ma si crede davvero che un Piatek al posto di Vlahovic, con questo gioco, possa risolvere qualcosa? Io no. E poi un’altra considerazione: oltre a Amrabat, Castrovilli, Dragowski e Milenkovic, il “tesoro” da preservare a Firenze è Vlahovic.

Già lamentavo l’averlo messo in concorrenza con un quasi coetaneo come Cutrone (che ci costerà 15 milioni per l’obbligo di riscatto!), cosa che non è certo né politica né psicologia avveduta. Ora ci mancherebbe che diventasse il terzo centravanti dopo Piatek! Io invece punterei su un simil-Chiesa (è il Chiesa nei suoi cenci che manca alla Viola, visibilmente), un attaccante seconda punta che salta l’uomo, mette le palle in area e vede la porta. Un Boga, per intenderci, o un Berardi. In futuro potrebbe essere Sottil, se non lo abbiamo già perduto. Credo che Pradé sia in grado di trovarlo sul mercato estero, senza eccessiva spesa.

Poi azzarderei uno scambio. Schoene del Genoa, l’ex-Ajax, ora fuori rosa, per uno dei nostri centrocampisti in esubero. Per le sue caratteristiche e nonostante l’età sarebbe il centrale ideale per dare i tempi e le posizioni a un centrocampo a tre. Ma torno a dire che, lavorandoci, Callejon può benissimo essere provato in quel ruolo. E qui ovviamente ho solo fatto proposte a basso costo. Meglio sarebbe se si investisse su un centrale di acclarato valore, magari sacrificando sul mercato Pulgar, e si ridesse così anche fiducia alla squadra….

Perché questo credo sia il vero problema ora. La squadra sembra svuotata come nel dopo-Pioli. “Sente” aria di crisi e di un’ennesima rifondazione. Sente sfiducia e soprattutto, era prevedibile, capisce che il contratto a tempo al buonista Prandelli (cosa più sbagliata non si poteva fare) è stato come mettere tutti alla prova, o addirittura come allestire una vetrina per i saldi di fine stagione, dove ognuno comincerà a pensare a cosa gli conviene per un futuro che non dà nessuna certezza.

Questo è il momento in cui, se la società c’è, si deve assumere le responsabilità morali di quello che non può non accadere se si lascia la nave in mezzo al mare senza una rotta e senza nessuno (o con solo sagome) al timone.

 

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