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Pcc della provincia Xinjiang musulmana accusato di terrorismo Cronaca

Pechino  – Alcuni membri del Partito comunista cinese (Pcc) avrebbero preso parte ad attività “terroristiche” nel Xinjiang. A sostenerlo è un rapporto reso pubblico oggi, nel quale vengono evocate divergenze in seno al partito rispetto alla “linea dura” nella provincia cinese Xinjiang, abitata dagli uiguri, turcofoni e di religione musulmana. Il 18 novembre scorso è stato ucciso il primo ostaggio dell’Isis di nazionalità cinese, il freelance Fan Jinghui.

Nessun dettaglio è stato però fornito dal rapporto sul tipo di “attività terroristiche”.  Il rapporto è pubblicato sul sito dell’organo di controllo disciplinare del partito. “Certi quadri del partito comunista – il Pcc – hanno sostenuto e anche partecipato ad attività terroristiche – ha affermato Xu Hairong  capo dell’organo disciplinare nel Xinjiang, sottolineando che “alcuni  hanno una doppia lingua quando si tratta di questioni essenziali come l’anti-separatismo, l’unità etnica e l’unificazione nazionale”.

Pechino non è immune dal terrore dell’Isis. Fan Jinghui, 50enne nato a Pechino, catturato a settembre dal Califfato, è stato il primo ostaggio-vittima dell’Isis che lo ha messo all’asta con la frase “Detenuto cinese in vendita” pubblicando la foto nella rivista del sedicente Stato Islamico, Dabiq.  L’Isis ha annunciato il 18 novembre di averlo ucciso insieme all’altro priogioniero norvegese di 48 anni, Ole Johan Grimsgaard-Ofstad. Per la liberazione di entrambi l’Isis aveva chiesto un riscatto.

Fan, non era un militare, sembra che abbia lavorato come insegnante di liceo prima di intraprendere una carriera di freelance pubblicitario. Pochissime le notizie su di lui sono, ma la sua morte porta la Cina ad interrogarsi su come contribuire ad arginare la minaccia del Califfo.
Il presidente Xi Jinping, ha condanna l’omicidio, sottolineando che punirà i responsabili, senza dire come.

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