energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Pd e amministrative, la base si lamenta: “Silenzio fragoroso” Breaking news, Politica

Firenze – Firenze, centro nevralgico e  simbolo, capo simbolico e sede del potere. almeno locale, del Pd. Ma, giurano una buona parte degli iscritti fiorentini, dopo i segnali senz’altro allarmanti delle amministrative (brucia la perdita di Pistoia, indigna la vicenda lucchese, amareggia l’affaire carrarino) nel partito non si parla di analisi, considerazioni, studi. anzi. Le poche volte, ci viene confidato a mezza voce, che gli incontri sono stati convocati, sembra che i problemi del rapporto col territorio non siano all’ordine del giorno. “Sembra – dice un militante a cavallo fra vecchio e nuovo, generazione di mezzo che ha tentato di fare il salto ma è rimasta a metà del guado-che l’unica cosa che prema alla dirigenza sia in questo momento preparare il ritorno di Renzi”.

Il ritorno da dove? Infatti, il segretario non è andato proprio da nessuna parte, anzi, di fronte alle sollecitazioni sembra dare un solo segnale: “Non è successo niente, si tira dritto”. Sulla stessa linea, i “pasdaran” del partito, e del partito fiorentino in particolare. Tant’è vero che la tesi che andrebbe per l maggiore fra i fedelissimi è che il segretario non può aver colpa dei risultati negativi che si sono visti alle amministrative. No, perché è appena reinsediato.

E tutto il resto? Intanto, due linee del partito emergono con evidenza anche a Firenze: i pasdaran, appunto, e coloro che, seguendo Franceschini, chiedono una “riflessione”, senza porre neppure un’ombra di dubbio sulla segreteria di Matteo Renzi, Insomma, Renzi è il capo, ma magari qualche riflessione occorre. Nella lista, secondo alcuni, anche il fedelissimo Nardella, che invece per altri se ne sta ancora a meditare.

Di fatto, ci sono alcuni punti su cui la città interroga il partito, e il partito è silenzioso. come dicono alcuni militanti, “assente”. Si parte dalla questione della sanità, delle Asl, in particolare dell’Asl del lungarno di Santa Rosa.  Seconda questione, la vendita delle case comunali finora utilizzate come edilizia residenziale pubblica, terza la questione scuola dell’infanzia comunale, dove risulta che quasi tutti gli istituti siano almeno parzialmente appaltati, nonostante le mobilitazioni di genitori e insegnanti prima ancora che dell’opposizione politica. Tutti punti, lamentano gli iscritti,  su cui l’assenza di risposte ufficiali sembrano sottolineare un “vuoto” del partito.

Un’altra questione maldigerita a tutt’oggi, come confermano i militanti, è che, se risposta c’è, riguarda esclusivamente la “comunicazione”, tant’è vero che è previsto, per il 6 luglio, un incontro specifico sul tema che si terrà, con la partecipazione del “romano” Cardone, al Torrino di Santa Rosa alle 21. Dovrebbero essere comunicate delle novità sul tema, ed è prevista anche la presenza del sindaco, Dario Nardella. Questione comunque delicata, vista anche la nuova avventura di Democratica, il giornale on line che “potrebbe” (“non abbiamo ricevuto risposte in merito, nonostante una nostra esplicita richiesta”, dicono un gruppetto di militanti)  prendere il posto dell’Unità. E che ha provocato le esternazioni indignate di Staino.

Infine, la sensazione di molti militanti di base è che le disfatte di Pistoia, Carrara e le novità lucchesi siano tutte da ascrivere  a un’unica causa: le lotte intestine del Pd. Nessuno avrebbe potuto abbattere il Pd, dicono, almeno qui in Toscana, se non il Pd stesso. Ed elencano: a Pistoia il sindaco, oltre a non essere capace di mettesi in contatto con la gente nonostante abbia lavorato benissimo, ha subito anche il fuoco amico; a Carrara il candidato è stato calato dall’alto e non aveva consenso; a Lucca poi, sarebbe emerso evidente che la vecchia lotta interna al Pd fra la fazione Marcucci e i “lucchesi” di Tambellini ha reso “complesso” il ballottaggio. E proprio da Lucca osservano che sia l’assessore regionale Remaschi, autore della “scherzosa” telefonata di incoraggiamento al candidato di centrodestra Remo Santini, sia il piddino Lucio Pagliaro sarebbero vicini al deputato di origini garfagnine.  Insomma, come dice un vecchio adagio, dai nemici mi guardo io, dagli amici ….

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »