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PD e democrazia interna: il caso Pozzallo Opinion leader

Pistoia – Una denuncia forte e chiara quella di Paoletta Susino, membro della direzione regionale PD Sicilia e portavoce del costituendo circolo “Pozzallo Democratica”. Una voce dal timbro forte e deciso che arriva direttamente agli organismi dirigenziali del Partito, come lei dice, con la ” P ” maiuscola, perché possano prendere atto della situazione di immobilismo in cui vertono il PD di Pozzallo e il PD provinciale.

Nessuna iniziativa, nessun contatto con tesserati ed elettori, solo riunioni di caminetto alle quali si aggiungono una serie di mancati adempimenti e la scarsa attenzione a voler riconoscere il lavoro della dirigente regionale che dopo aver cercato di costituire un Circolo proprio per incrementare la politica nel territorio, si è vista respingere l’istanza di ben 74 componenti il comitato promotore di “Pozzallo Democratica”, che è il secondo Circolo della città.

Questo quanto è accaduto nella Federazione provinciale di Ragusa in merito alla suddetta vicenda. Nonostante siano intercorse diverse comunicazioni ufficiali provanti la richiesta di riconoscimento e di ratifica del Circolo, chiedendo, da ultimo, di porre all’ODG della direzione provinciale del 4 agosto scorso, la questione, non veniva degnata della benché minima attenzione. Ed è di indubbia gravità da parte del segretario Giovanni Denaro e del segretario regionale Fausto Raciti, ai quali veniva fatta esplicita richiesta di rinvio, da parte di un gran numero dei componenti dell’organismo stesso, di figure dirigenziali e istituzionali del partito, in quanto non venivano inseriti una serie di punti, come il completamento degli organismi provinciali, il reintegro di componenti del partito, la ratifica del tesseramento e il riconoscimento del secondo circolo di Pozzallo, non averlo accettato.

Ad oggi appare chiaro che il pluralismo fa paura e che a Pozzallo, come altrove in provincia di Ragusa, un nuovo circolo del Pd non è ben accetto. Questo traspare dalla decisione della direzione provinciale del Partito Democratico, nella sua seconda convocazione in tutta la reggenza Denaro, che ha proprio respinto l’istanza di apertura del nuovo circolo, trattando ugualmente un punto non oggetto della discussione, revocando il secondo circolo a Vittoria ed annunciando un processo di razionalizzazione ed unificazione dei circoli già approvati. “Riteniamo – dice Paoletta Susino – che si tratti, ancora una volta, del tentativo di gestire in modo autoritario il partito, senza avere alla base un minimo di legittimazione.Ci sembra evidente che l’attuale assetto direttivo, che nasceva su presupposti che non esistono più, continui a voler esercitare una sorta di potere, fondato sulla chiusura, sulla esclusione e sulla forza, che non ha più motivo di esistere, e che sicuramente non fa bene a nessuno. Il comitato promotore del secondo circolo di Pozzallo, «Pozzallo Democratica», attivo da anni nel territorio, non solo sulla carta, ma con azioni concrete e “reali”, con i suoi 74 tesserati, i suoi simpatizzanti e sostenitori – prosegue –  non intende lasciarsi intimidire e respinge con determinazione l´ennesima prevaricazione di una segreteria delegittimata, arrogante ed inesistente, nei confronti di chi si spende da anni, nell´esclusivo interesse del proprio territorio, lavorando per il rilancio del Partito Democratico in città ed in provincia di Ragusa.

Ciò che la promotrice del Circolo , nonchè la dirigente regionale, chiede al segretario regionale Fausto Raciti, presente alla direzione del 4 agosto, è esplicita ed urgente richiesta di ascolto del territorio e delle sue molteplici voci che occorre, oggi ancor di più, in vista delle tappe importanti da raggiungere. ” Importante ascoltare e  sopratutto rispondere alle innumerevoli richieste di chi vuole includere e costuire”, conclude Susino rendendo noto che sono state inviate comunicazionidell’accaduto, chiedendo delucidazioni ed intervento degli organismi nazionali.

Il PD nasce per unire forze politiche e non per dividerle. Oggi si rende importante più che mai dare segni di presenza e di azioni nei territori che possano ricondurre al consenso e non alla fuga come in altre realtà abbiamo vissuto. Non è accentrando con autoreferenzialità che si portano avanti politiche inclusive ma sarà solo ed unicamente distruzione. Insomma, Pozzallo chiede aiuto forte e chiaro al nazionale. Ed i tanti firmatari uniti a Paoletta Susino attendono risposte.

 

 

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