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Pd fiorentino, Piccioli si dimette: “Resto nel partito con Base Riformista” Breaking news, Politica

Firenze – Le voci, dopo un periodo convulso,  diventano realtà, con tanto di comunicato in cui l’ormai ex-segretario cittadino del Pd, Massimiliano Piccioli, rassegna le sue dimissioni. Un gesto che fa scattare l’immediata, fatidica domanda, alimentata da ciò che non è un mistero per nessuno, ovvero la definizione di “renzianissimo” che in molti attribuiscono a Piccioli: se ne andrà con l’enfant terrible, il nuovo nato Italia Viva? Una possibilità che almeno ad oggi, e almeno a breve giro, non sembra essere contemplata dall’ex segretario.

“Rimango convintamente nel Pd – conferma Piccioli – lavorando per la coesione del partito insieme all’area che mi rappresenta che è Base Riformista (la corrente di Lorenzo Guerini e Luca Lotti, ndr). Riparto da dove sono partito nel 2009, quindi dai circoli, cercando in tutto per tutto di contrastare questa modalità nazionale di far politica a suon di veti e contrapposizioni di potere senza ideologia”.

L’elemento principale che avrebbe determinato il passo indietro di Massimiliano Piccioli non è di poco conto. Infatti, pur valutando positivamente i 4 anni trascorsi a capo della segreteria cittadina e dichiarandosi convinto che, ad onta della “sberla” tirata da Matteo Renzi al partito proprio alla Leopolda e proprio a Firenze, il partito fiorentino sia in salute come hanno dimostrato, fra l’altro, il “referendum del 2016 o le elezioni 2018,” e anche “la straordinaria conferma a Sindaco di Dario Nardella”, Piccioli non nasconde amarezza e sconforto, e anche un certo calo di entusiasmo. Anzi. il problema è che, con ogni probabilità, e sentendo gli umori generali, questi sentimenti sono diffusi in una larga fetta dell’elettorato fiorentino.

Del resto, non ne fa mistero lo stesso Piccioli. “Ho trovato – dice – in questi ultimi mesi, un clima di generale sfiducia e scarso entusiasmo, che è percepibile in molti di noi e contraddistingue anche me. I molti attriti nazionali e le ultime scelte repentine sul governo hanno in molti prodotto inquietudine e risentimento, al netto che restiamo una grande forza con enormi possibilità di crescere”.

Amarezza, dunque, che lo conduce a credere che “sia giusto” che venga individuata “una figura al mio posto che sappia ricreare quell’entusiasmo e quella adesione intorno ad un’agenda politica forte anche in vista delle regionali. Son certo che il Partito saprà costruire, in vista della prossima Assemblea, una nuova Segreteria unitaria guidata da chi può svolgere con grande determinazione il ruolo di Segretario”.

“Vorrei solo, e mi batterò per questo, che il Pd fiorentino restasse fuori dalle attuali logiche di divisione presenti a livello nazionale. In questi anni, siam stati forti, proprio perché abbiamo sempre ricercato una nostra coesione, lontana dalle dinamiche romane. Son certo che continueremo, tutti, a lavorare in questo senso”.

Foto: Massimiliano Piccioli con Simona Bonafè sul palco della festa dell’unità

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