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Pd, l’armistizio di fine anno Politica

“D'Alema reagisci, rispondi, dì qualcosa! Reagisci! D'Alema, dì una cosa di sinistra”.  Questa frase è un pezzo di storia del cinema italiano. Nanni Moretti nel suo “Aprile” esortava Massimo D’Alema a battere un colpo di fronte agli attacchi mediatici di Berlusconi.  Qualcosa di molto simile, anche se non davanti alla macchina da presa ma dalle colonne dell’Espresso, lo ha fatto anche il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che ha chiesto al suo partito, il Pd, un po’ più di sinistra. “Bersani avrebbe potuto resistere e spuntarla sulla richiesta di andare alle elezioni – ha detto Rossi – Il voto gli avrebbe permesso di giocare la sua partita di premiership con una probabile vittoria del centrosinistra. Ha scelto di non farlo. Questo è sotto gli occhi di tutti e gli va riconosciuto: ha avuto la statura di optare per quello che era più utile per il Paese. Questo non è certo un governo della sinistra, né una manovra che avrebbe fatto la sinistra – dice ancora il Governatore – Il modello di società corporativa e parcellizzata ha pesato nelle scelte del governo e credo abbia impedito una manovra più incisiva sia sul piano del rigore che su quello dell'equità”. Per Rossi e per il Pd si chiude un anno lungo, anche sul fronte toscano, un anno caratterizzato dal continuo testa a testa con l’altro big della politica di casa nostra, il Sindaco di Firenze Matteo Renzi. I motivi di scontro tra i due non sono mancati e i temi scottanti approderanno anche nel 2012.  Si va dalla nuova pista dell’aeroporto di Firenze alla gara per il trasporto pubblico locale fino alla visione molto diversa del ruolo che ognuno deve avere all’interno del partito. Per Rossi tutti sono giocatori della stessa squadra, Renzi invece ha un’idea più individualista. Dopo mesi di discussioni, di prese di posizione sui giornali e di incontri più o meno segreti tra i due, negli ultimi giorni dell’anno alcune posizioni sembrano essersi riavvicinate. Sulla nuova pista di Peretola Adf ha lanciato un’ipotesi alternativa sia al tracciato parallelo all’autostrada caldeggiato da Renzi che a quello obliquo caldeggiato da Rossi. Una terza via che potrebbe mettere d’accordo sia gli interessi di sviluppo portati avanti dal Comune che quelli ambientali richiesti dai primi cittadini dell’hinterland. La partita si giocherà nelle prime settimane del nuovo anno. Sulla gara per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico, invece, le posizioni tra i due si sono riavvicinate solo nelle ultime ore. Renzi non voleva che Firenze fosse considerata alla stregua delle altre città: troppe le specificità del capoluogo per paragonarla alle altre realtà regionale. Dopo un testa a testa infinito in extremis pare che il ghiaccio si sia sciolto, che parte delle richieste del Sindaco verranno esaudite e che la gara possa finalmente partire. Anche in questo caso, però, ancora non è detta la parola “fine”. 

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