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Pd-M5S, web scatenato, guerra di petizioni Politica

E' fiorentina, ha 24 anni, si chiama Viola Tesi. La sua petizione lanciata sul web ha acquisito in poche ore più di 50mila firme. E' una giovane elettrice del Movimento 5 Stelle e si rivolge direttamente a Grillo. Per cosa? Per chiedere al portavoce del M5S di non negare la fiducia a Bersani. E scatena, non solo le firme, ma anche la discussione sul web. Botta e risposta: da poche ore, stamattina, un'altra petizione uguale e contraria lanciata sempre su www.change.org.

Si rivolge a Grillo e ai nuovi parlamentari del M5S con molta gentilezza, Viola, ma anche con molta decisione. "Ho votato e l’ho fatto con molta speranza  e ho scelto il M5S. Sono tra quei milioni di giovani che credono in una rivoluzione gentile: in un Paese solidale, più pulito e giusto, capace di tutelare i cittadini, il loro lavoro, l’ambiente in cui vivono. Io vorrei un’Italia in cui le persone tornino a essere cittadini e smettano di essere sudditi, un’Italia che rispetti i nostri sogni e li sostenga. Vi ho votati con queste speranze nel cuore". Le speranze di questa giovane donna fiorentina sono le stesse di tutti quei giovani e meno giovani che si sono recati ancora una volta alle urne credendo che il cambiamento sia possibile. E Viola incalza: "Ti scrivo, e spero saranno in tanti a sottoscrivere questo mio appello, perché gli eletti del M5S hanno un’occasione storica. Da ciò che decideranno dipenderà un pezzetto di storia della Repubblica che può aprirci al futuro o consegnarci per sempre al passato. Dobbiamo scongiurare qualsiasi ipotesi di alleanza PD-PdL, e non permettere alla minoranza di Monti di condizionare gli equilibri parlamentari. Possiamo respingere il ritorno di Berlusconi e costringere Bersani ad accettare le sfide che i suoi stessi elettori vorrebbero raccogliesse". E fra le poche, pochissime cose che la giovane elettrice elenca fra quelle che si possono fare in poco tempo, prima del ritorno alle urne, si ritrovano tutte le chiavi del cambiamento possibile per questa smarrita Repubblica: "una nuova legge elettorale; una legge contro la precarietà e l’istituzione del reddito di cittadinanza; la riforma del Parlamento, l’eliminazione dei loro privilegi, l’ineleggibilità dei condannati; la cancellazione dei rimborsi elettorali; l’abolizione della legge Gasparri e una norma sul conflitto d’interessi; una legge anticorruzione che colpisca anche il voto di scambio e l’istituzione di uno strumento di controllo sulla ricchezza dei rappresentanti del popolo (il “politometro”); il ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola; l’istituzione del referendum propositivo senza quorum; l’accesso gratuito alla Rete; la non pignorabilità della prima casa".

Una sorta di accorato appello che si conclude: "Queste elezioni sono costate quasi 400 milioni di euro. Non è difficile capire ciò che gli elettori chiedono.A voi, che siete i nostri dipendenti, è stato dato un mandato.Raccogliete questa sfida e cominciamo subito a cambiare l’Italia, per il bene di tutti". E la breccia che hanno creato le parole di questa giovane elettrice è stata subito seguita da migliaia di persone che firmano e continuano a firmare.
Dunque, il vero problema a questo punto per Grillo è se procedere, come sembrerebbe avere in animo, sulla china imboccata ("il morto che cammina" riferito a Bersani non è piaciuto al Pd, è naturale, ma quel che è peggio neppure a parte della base) oppure se fermarsi ed ascoltare. Ciò che chiedono i tanti, tantissimi ragazzi che un voto al Movimento 5 Stelle lo hanno dato. Come dice Viola, "con la testa e col cuore".

E c'è anche chi non ci crede, non crede più al sistema partiti, non crede più nella possibilità concreta di far qualcosa di positivo per il Paese, se entrano in mezzo loro, non importa chi, Berlusconi Bersani pari sono, loro, i partiti. Dopo la petizione lanciata dalla giovane fiorentina Viola Tesi a favore di un accordo col Pd per cambiare velocemente alcuni dei pilastri su cui si regge il paese (legge elettorale e conflitto di iinteressi, tanto per cominciare) spunta la petizione uguale e contraria. La lancia, sempre su www.change.org Fabio Martina, quarantenne, elettore del M5S, el a sua proposta è uguale a quella di Viola perchè la copia nella forma, ma contraria perchè si appella a Grillo per non dare mai e poi mai il proprio appoggio a un'eventuale soluzione Pd-M5S. E mentre quella della giovane elettrice fiorentina (24 anni) sfiora le oltre 90mila adesioni, la petizione di Martina è stata sottoscritta, dopo il lancio che risale a poche ore fa, da 1.738 sostenitori.

Le motivazioni che adduce Fabio Martina sono ben sintetizzate in un passaggio della petizione stessa: "Il M5S ha ottenuto una vittoria alla quale in pochi credevano. Ma un sistema elettorale malato, a causa delle leggi fatte dal Pdl e mai cambiate dal Pd, ha prodotto il risultato che ci aspettavamo: i partiti, coloro che hanno causato il problema, ora pretendono che il Movimento 5 stelle glielo "risolva" appoggiando e sostenendo una classe politica bocciata dal voto degli italiani che infatti chiedono a gran voce cambiamento".

E prosegue: "Si possono fare poche cose, prima di tornare alle urne, in poco tempo: una nuova legge elettorale; una legge contro la precarietà e l’istituzione del reddito di cittadinanza; la riforma del Parlamento, l’eliminazione dei loro privilegi, l’ineleggibilità dei condannati; la cancellazione dei rimborsi elettorali; l’abolizione della legge Gasparri e una norma sul conflitto d’interessi; una legge anticorruzione che colpisca anche il voto di scambio; e l’istituzione di uno strumento di controllo sulla ricchezza dei rappresentanti del popolo (il “politometro”); il ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola; l’istituzione del referendum propositivo senza quorum; l’accesso gratuito alla Rete; la non pignorabilità della prima casa". Insomma, ciò che aveva richiesto anche la giovane grillina di Firenze. Perchè un dato è certo: i ragazzi del M5S non sono indecisi su cosa fare, ma con chi. E se è possibile trovare qualcuno, nella vecchia pletora partitica, di cui potersi fidare.  Naturalmente, un approccio di questo genere ha solo un vizio, ma mortale: quello di non considerare che per fare queste leggi serve una maggioranza. Forse Grillo preferisce tenerne le mani fuori e favorire il rientro del cavaliere con un "Governissimo", Pd-Pdl, ma sarà difficile che la sua base comprenda perchè nel momento della debacle il centrodestra debba tornare a governare. A meno che non prevalga la logica del tanto peggio, tanto meglio e Grillo e i suoi non siano convinti che in questo caso il ritrono alle urne li favotrisca in maniera esponenziale. Anche se i conti li faranno, anche nelle urne,  con chi ritiene che lo sparigliamento di cui sono stati portatori abbia aperto un'occasione storica per fare finalmente le leggi fondamentali per cambiare la faccia del Paese in senso democratico.

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