energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Pd, oggi Prodi Politica

Dopo la fumata nera (la seconda) e lo stallo, dopo la "rivolta" della Toscana rossa (come l'hanno chiamata i media, ma l'Emilia-Romagna aveva animato la "fronda" dei suoi parlamentari, che, tranne qualche eccezione, non avevano votato Marini), dopo la candidatura di Chiamparino, dopo che qualcuno ha detto "Ma Marini l'è sempre lì? O non gliel'ha raccontato nessuno icch'è successo?" dopo, insomma, una giornata di passione e rabbia (le tessere bruciate dai militanti del Pd fuori del Parlamento sono la prova più tangibile) oggi, stamattina, alle 8 i grandi elettori del Pd si sono incontrati all'ormai famoso Teatro Capranica. Roba da grande prova finale, una sorta di ultimo appello, o ora o mai più. E i tam tam, esaurito il fiato della corsa di Chiamparino, sono quelli per Prodi: insomma, dopo tutto il darsi da fare per evitare Romano intenti a non "indispettire" il "Grande Elettore" Berlusconi, alla fin fine, ecco che rispunta fuori il nome di chi lo ha battuto due volte, impresa mai riuscita prima nè dopo al centrosinistra. Bersani, in un'assemblea infuocata lo pone sul tavolo, e l'applauso parte spontaneo, la standing ovation pure. Allora, viva Prodi.

 Renziani scatenati, nel pomeriggio, con la candidatura Chiamparino ( "non l'abbiamo fatta per far perdere Marini" dice Renzi …. e allora per cosa?) , nella sera alla cena con il "capo" (Renzi giunge a spron battuto da Firenze e raduna i suoi attorno al desco) crudeli e determinati ("Il cavallo ferito va abbattuto per non farlo soffrire" dice uno in attesa del Matteo fiorentino "E chi sarebbe il cavallo?" chiede un altro che non ama le metafore "Bersani" risponde senza giri di parole il primo) ringalluzziti e all'attacco, Chiamparino grande prescelto, ma poi, se lo stesso ex- sindaco di Torino declina l'offerta, allora Prodi. Qualche passo avanti, pur nel tormentato percorso di ieri, potrebbe sembrare compiuto.

Ma non è tutto come sembra. Infatti, dalla "rossa" Toscana ieri era giunto un gran tumultuar di popolo. Occupazioni di 3 sedi del Pd da parte degli stessi militanti, per lo più giovani (c'è chi ha titolato "la rivolta dei quarantenni), sinistra in piazza a Firenze convocata da Alba (le radici girotondine del paese) e movimenti, con partecipazione di esponenti di Sel. E, come dalla piazza romana, un nome viene spesso scandito, che sembra però non far breccia, non abbattere il muro del suono all'interno del Pd: Stefano Rodotà. E chiedono i militanti smarriti, perché non prenderlo neppure in considerazione, magari per scartarlo.

Intanto, il M5S prende le distanze: "Rodotà fino alla quarta votazione". E dopo, però? Prodi? E Sel? Gennaro Migliore, a caldo, dice che l'opzione Rodotà è la preferita, ma  a una candidatura come quella di Prodi, se condivisa ...  Intanto, appello per il voto a Rodotà da una lista agguerrita di personaggi simbolici della cultura italiana, da Dario Fo, Carlo Petrini, Remo Bodei, Sandra Bonsanti, Roberta De Monticelli, Paolo Flores d'Arcais, Tomaso Montanari, Antonio Padoa Schioppa, Michele Serra, Salvatore Settis e Barbara Spinelli.

Imbufalito il centrodestra, partono i primi attacchi: la "punta di diamante" Maurizio Gasparri già sulle barricate: ''Quella di Prodi è una scelta che divide. Il contrario di quello che serve all'Italia''. Annullata la conferenza congiunta dei capigruppo di Camera e Senato preannunciata per stamattina alle 9,40. Alle 10 dovrebbe partire la nuova votazione. Chissà se oggi ci saranno abbracci e pacche sulle spalle con Angelino (Alfano). I renziani esultano: "Siamo noi ad aver cambiato la linea del partito" … forse anche qualcuno che ha gridato "traditori" ai suoi rappresentanti, qualche riflessione, all'interno del partito, l'ha portata.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »