energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Pdl addio, ora tocca a Galli Politica

 Nessuno dei suoi candidati a sindaco è infatti rimasto alla guida per tutta la durata del mandato amministrativo. Giovanni Galli, ex portiere della Nazionale, del Milan e  della Fiorentina, sfidante di Matteo Renzi alle elezioni vinte dal 'rottamatore' del Pd e fino ad oggi capogruppo del Pdl nel consiglio comunale di Firenze, ha lasciato il Popolo della Libertà per dare vita al gruppo civico ed autonomo “Lista Galli – Cittadini per Firenze. A seguire Galli anche i consiglieri fuoriusciti dal gruppo del  Pdl Alberto Locchi, Antonio Giambanco, Massimo Sabatini. "Nessuna  polemica con il Popolo delle Libertà – ha spiegato Galli – ma semplicemente la doppia esigenza di tornare a parlare alla città, facendo da raccordo tra tutti quei comitati nati in questi anni dall'insoddisfazione per le scelte amministrative compiute, al di fuori dalla logica di uno scontro ideologico tra centrosinistra e centrodestra nel quale troppo spesso è rimasto ingabbiato il dibattito in consiglio comunale”.
In realtà l’ex portiere già in passato aveva manifestato malumori verso le posizioni politiche del Pdl, come ad esempio sulla realizzazione del tunnel dell’Alta velocità  sotto Firenze, alla quale si è detto sempre assolutamente contrario  Galli ha comunque fatto sapere che alla base della sua scelta vi è stata anche la decisione del Pdl nazionale di imporre il vincolo del tesseramento. "La tessera non l'ho mai avuta – ha chiosato Galli – e non ho intenzione di prenderla adesso”.
Un invito a ripensarci è arrivato dal coordinatore fiorentino del Pdl, Gabriele Toccafondi e dal vice Achille Totaro:   “Siamo dispiaciuti dell'annuncio perché crediamo nel progetto iniziato nel 2009 con la scelta del Pdl di sostenere Giovanni Galli. Il centrodestra e il Pdl in testa rappresentano l'unica vera alternativa a un sindaco che ha già deciso di non voler fare più il primo cittadino di Firenze: per questo però occorre l'unità di coloro che sono veramente alternativi al centrosinistra".
Ma non tutti la pensano così. Una bordata è arrivata invece dal deputato del Pdl Guglielmo Picchi: "Quella di Giovanni Galli sindaco fu una scelta disastrosa dell'ultimo momento ed anche il Pdl dovrebbe fare un mea culpa in quanto la sua candidatura non era adeguata alla sfida per Firenze”. Per Picchi anzi, “Galli si dovrebbe dimettere dall'assemblea consiliare e permettere al primo dei non eletti della lista del centrodestra, Jacopo Bianchi, di subentrare nelle fila del Pdl in Palazzo Vecchio”. “Se Giovanni Galli fosse coerente con ciò che ha detto in campagna elettorale ed agli elettori – taglia corto Picchi – si dimetterebbe immediatamente da consigliere comunale".
Alle amministrative del 2009 Galli si era candidato alla guida di due liste civiche, che in totale ottennero circa il 10% dei voti complessivi, pari a 20.000 preferenze. Gli eletti delle due liste erano poi confluiti nel gruppo consiliare del Pdl. Gruppo che nel corso degli ultimi mesi aveva già perso dei pezzi: tre dei suoi componenti, vicini alle posizioni di Fini,  l'avevano lasciato per formare il gruppo di Futuro e Libertà. Con l’addio di Galli e dei suoi, dunque, dei 13 componenti iniziali ne rimangono soltanto 6.
Ciò che fa più effetto rimane comunque la scelta del centrodestra dei candidati a sindaco degli ultimi tre mandati amministrativi. Tutti, seppur con motivazioni diverse, hanno lasciato poi la guida dell’opposizione. Franco Scaramuzzi abbandonò quasi subito il consiglio comunale rassegnando le dimissioni. L’ex soprintendente Domenico Valentino cambiò addirittura gruppo consiliare entrando a far parte dei Verdi. Adesso Giovanni Galli, che rimane sì nel centrodestra, ma che dal principale gruppo d’opposizione prende le distanze.
Per il Pdl anche questa volta è ancora tutto da rifare.
Andrea Rossi
 

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »