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Pdl, si dice primarie si legge rottamazione Politica

Pdl come il Pd? Primarie anche per gli azzurri? Renzi docet? Sembra proprio sia questa, la direzione che gli elettori del popolo delle libertà indicano a gran numeri e voce, almeno in Toscana, ai propri rappresentanti di fronte alla possibilità di scegliere con tanto di primarie i propri “campioni”.
Per ora, si tratta della raccolta di firme che il consigliere comunale Francesco Torselli e altri promotori hanno avviato per chiedere le primarie per la scelta dei candidati del partito alle elezioni politiche. Iniziata in sordina la scorsa settiamana, l’iniziativa ha riscosso un successo al di là delle aspettative. Un chiaro segnale rivolto anche al partito nazionale, da dove però, per ora, è giunto solo silenzio.
Le ragioni di questa iniziativa sono molto chiare: rinnovamento, facce nuove, volontà degli elettori di farsi sentire e intervenire di più. E dalle dichiarazioni sembra proprio che anche il Pdl, perlomeno toscano, pensi sia giunta l’ora di fare i conti con i propri “vecchi”. Inevitabile pensare all’establishment toscano, Verdini e dintorni.
Il bilancio della prima settimana di raccolta firme lo fa lo stesso Torselli: “In poco più di un giorno lo scorso weekend ad Arezzo e Grosseto sono state raccolte 500 firme, diventate 800 nel corso della settimana – ha spiegato  – a questo si aggiunge la disponibilità arrivata da eletti e dirigenti a farsi promotori della raccolta sul territorio: dai quattro iniziali siamo già a 30 persone impegnate per questa iniziativa in varie province della Toscana”.
L’idea è quella di utilizzare le primarie non solo per la scelta dei candidati ai seggi del Parlamento, ma anche di estenderle a tutte le cariche elettive  fino a quella di sindaco.
Trasparente presa di posizione di Torselli contro “la politica dei nominati” che “ha fallito: ha prodotto l’antipolitica, allontanando elettori e cittadini. L’unica risposta a questo fallimento deve essere la politica fatta per passione (e non per professione) e legittimata dagli elettori. Si tratta di un sentimento trasversale che riguarda tutti i partiti e il PdL non può far finta di niente”.
Torselli lancia anche un monito di sapore un po’ epocale al suo stesso partito: “Il PdL è di fronte a un bivio. Può scegliere di rinnovare la classe dirigente e gli eletti coinvolgendo i giovani, intesi sia anagraficamente che politicamente, nella vita del partito. E cercare di riavvicinarsi alla base, agli elettori e ai simpatizzanti, restituendo loro il diritto sancito dalla Costituzione di scegliere davvero i propri rappresentanti. Come? Cambiando la legge elettorale o altrimenti istituzionalizzando le primarie per la scelta dei candidati. Oppure può lasciare le cose come stanno che vuol dire un governo di tecnici e banchieri fino al 2013 per poi consegnare le chiavi di Palazzo Chigi a chi nel centrosinistra ha avuto il coraggio di porre le questioni di rinnovamento che oggi poniamo noi: il sindaco Matteo Renzi”.
Insomma, se non è un invito a guardare al centrosinistra o meglio “a chi nel centrosinistra ha avuto il coraggio di porre le questioni di rinnovamento che oggi poniamo noi” poco ci manca.
Dunque, le primarie, nel Pdl sembrano destinate a prendere l’aspetto di un tentativo di rottamazione di stampo renziano. Magari appoggiato e legittimato dal popolo, come farebbe supporre il commento di Torselli sulla “reazione entusiastica delle persone a fronte della nostra iniziativa”.

Sulla stessa linea i commenti degli altri esponenti del partito intervenuti da Grosseto e Siena: Pierfrancesco Angelini e Fabrizio Rossi consiglieri comunali a Grosseto, Chiara Frontini dirigente toscana di “Giovane Italia” in rappresentanza di Enrico Tucci consigliere comunale di Siena, oltre a Carlotta Andrea Buracchi coordinatrice dei comitati per le primarie. “A Grosseto le ultime elezioni in consiglio comunale hanno registrato una netta discontinuità rispetto al passato tra le file del PdL – ha spiegato Angelini – e questo testimonia la voglia degli elettori di vedere facce nuove. Una voglia che si allarga anche al rinnovamento degli altri rappresentanti del nostro territorio in Parlamento. Soltanto premiando chi è attivo sul territorio si può colmare lo scollamento tra cittadini e la politica”. Ricorda Fabrizio Rossi: “Otto eletti su dieci non sono stati riconfermati, compreso il capogruppo. Se gli elettori hanno l’occasione per esprimersi lo fanno, optando per il cambiamento. Vista l’attuale legge elettorale, le primarie rappresentano l’unico modo per il popolo del PdL di far sentire la propria voce scegliendo dal basso dirigenti e rappresentanti. E al tempo stesso sono l’occasione per il partito di radicarsi maggiormente sul territorio”.
Chiara Frontini da parte sua ha sottolineato il sostegno del movimento di Giovane Italia, organizzazione giovanile del PdL, alla raccolta di firme per le primarie. “Nell’ultimo esecutivo regionale la proposta è stata approvata all’unanimità per due ragioni: prima di tutto perché si inserisce nella nostra battaglia per il riconoscimento del principio del merito; in secondo luogo perché ha un grande potenziale di rinnovamento. Servono nuove facce e soprattutto nuove idee non solo nel partito ma anche nel movimento giovanile”. Parlando dell’accoglienza “entusiastica” ricevuta dai gazebo, Carlotta Andrea Buracchi responsabile organizzativa dei comitati per la raccolta delle firme commenta: “Questo consenso dimostra che, indipendentemente da cosa pensano i vertici del partito, il popolo del PdL le primarie le vuole. E vuole anche contare di più ed essere ascoltato”.
A questo punto, visto che l’obiettivo di 5.000 firme entro fine anno appare ormai a portata di mano, i promotori spostano l’asticella su un risultato ambizioso: 30.000 adesioni in Toscana entro febbraio. L’establisment è avvisato.
 

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