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Pecci, benvenuti al museo regionale Cultura

 E’ ripartita con tre mostre, la stagione espositiva del Pecci di Prato, tuttora cantiere aperto, che prosegue anche se con brusche interruzioni. Il direttore artistico. Marco Bazzini dice che i problemi sono risolti, per ora, e che “ci sono i presupposti perché i lavori di ampiamento ripartano e si concludano entro il 2012”.  Serve ricordare che il Pecci si è dato un nuovo assetto, piuttosto costoso, che si sta procedendo all’aggiunta di un'ala tutta nuova, disegnata da Maurice Nio, e che l’onere se lo sono assunti il Comune di Prato e la Regione Toscana. Le tre mostre appena inaugurate sono: la personale di Athos Ongaro, curata da marco Senaldi e dall’artista – che è bene avvertire, è digeribile ma da stomaci forti – che è stata allestita in una parte delle sale principali; la personale, curata da Stefano Pezzato, del geniale Mario Mariotti, stipata a piano terreno dove si affastellano opere densissime di significati e sollecitazioni, troppi per essere goduti e capiti, se non lo si è seguito quando era in vita; Superstudio Backstage, mostra di documenti in parte inediti – prodotti dagli architetti radicali fiorentini tra il 1966 e il 1978 – i quali provengono dall’archivio di Cristiano Toraldo di Francia. Bazzini sostiene la scelta di Ongaro, scultore e poi pittore “irregolare”, caro al presidente Valdemaro Beccaglia, perché “negli anni ottanta è stato importante col suo citazionismo originale e ironico, quando a New York frequentava le gallerie della Nosei e di Sperone”. Le sue sculture e i bassorilievi sono in marmo, il bronzo e  legno ed è vero che citano tanta della cultura antica che ha preceduto la nostra, ma a che serve oggi l’esposizione di organi genitali, è uno sberleffo a chi, dato che siamo obbligati a vivere ogni giorno in diretta l’esibizionismo sessuale di chi ci governa? “Ongaro non vuole provocare, diciamo che la materia che usa è pesante quanto il pensiero che la modella. E’ un artista che si è voluto emarginare, rifiutando di appartenere ad un movimento, per questo oggi lo si vuole riproporre, presentando anche la sua recente pittura a olio, che tecnicamente è molto elaborata”. Passiamo a Mario Mariotti e a Superstudio. Quali propositi dietro a queste mostre? “Per quanto riguarda Mariotti, esposto per la prima volta in un museo, abbiamo voluto rendere omaggio a una personalità unica ed eccentrica, che è stata espressione diretta della città di Firenze, sempre al centro delle sue spettacolari manifestazioni collettive. Il Pecci è il museo della Toscana, quindi si è assunto il compito di formare una collezione che racconterà quanto è successo di notevole e quanto vogliamo promuovere”. Quindi anche la storia di Superstudio rientra nel progetto? “Certo, stiamo proseguendo l’azione di recupero e archiviazione della storica esperienza del movimento radicale fiorentino”. E il sostegno economico al Centro continua ad arrivare? “Siamo coperti per tutto l’anno, niente tagli, anzi, le istituzioni ci confermano la loro fiducia, però procediamo con cautela, in attesa che l’economia riparta”. E la sede di Milano continua a fare da eco alla programmazione pratese? “Il 20 di ottobre alle 18, siete tutti invitati alla collettiva Cambio di stagione e la personale di Carlo fei, nella sede distaccata di via Ripa Ticinese. Come in precedenza metteremo a disposizione dei pullman per chi vuole seguirci, gratuitamente, con partenza im mattinata dal Pecci”. Anticipazioni? “Il 10 dicembre si inaugurerà una bella mostra di Nicola De Maria, uno dei campioni emersi con la Transavanguardia”.
www.centropecci.it


 

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