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Peggiora il clima al Giglio: tutte ferme le operazioni sulla Concordia Cronaca

Le condizioni meteorologiche sono peggiorate all’isola del Giglio e, di conseguenza, i tecnici di Smit Savage e Neri hanno dovuto interrompere le operazioni di recupero del carburante dal relitto della Costa Concordia. Il pontone Meloria è tornato a porto Giglio. Il  forte vento e le onde non hanno però impedito di completare, nella mattinata ieri, 5 marzo, l’aspirazione del carburante in galleggiamento nella sala macchine della nave da crociera adagiata sulle secche della Gabbianara. Iniziate il 12 febbraio, le operazioni di defueling hanno sinora condotto al recupero, fra svuotamento dei serbatoi e skimmering, di 1.675 metri cubi di idrocarburi. Quando le condizioni meteo-marine miglioreranno, si procederà alla rimozione del carburante dai tank della sala macchine. Non vi sarà bisogno, per questa operazione, della flangiatura preliminare al defueling. Si procederà, quindi, al collegamento diretto della pompa di aspirazione ai serbatoi della sala macchine. Sempre nella mattinata di ieri il motopontone Marzocco ha lasciato l’isola del Giglio alla volta di Talamone e con un carico di materiali galleggianti ed ingombranti provenienti dalla nave (come arredi e suppellettili) per il trasferimento provvisorio nel sito di stoccaggio individuato dalla Protezione Civile. Si sono dovute fermare anche le ricerche dei 7 corpi ancora non rintracciati all’interno della Costa Concordia invasa dalle acque del mare. Il personale dei Vigili del Fuoco ha trasferito il materiale utilizzato nelle ricerche nella zona di poppa, dove nei prossimi giorni si concentreranno le operazioni di ricerca da parte dei palombari della Marina Militare. Nonostante i controlli degli esperti del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze non abbiano fatto rilevare variazioni significative nei movimenti dello scafo, le panne di contenimento sono state riposizionate ed i marker di monitoraggio sono stati risistemati dai tecnici della Capitaneria di Porto.

Il corpo di Dayana Arlotti a breve tornerà a casa
Sul fronte delle indagini, il procuratore grossetano Francesco Verusio ha annunciato ieri, 5 marzo, che verranno ascoltati altri membri dell’equipaggio che la sera dei naufragio salirono in plancia di comando. Secondo quanto emerso da alcune testimonianze, infatti, diverse persone ebbero accesso alla plancia mentre la Costa Concordia iniziava ad inclinarsi. «L'attività – ha spiegato Verusio – prosegue a 360 gradi e non si ferma. Siamo a buon punto con le indagini. Ho intenzione di chiudere questa inchiesta il prima possibile, spero immediatamente dopo l'estate, anche per dare, se possibile, un segnale di efficienza della giustizia e del Paese». La Procura di Grosseto ha anche sbloccato ieri la situazione dei corpi delle ultime 8 vittime trovare all’interno del relitto. L’autopsia sulle salme non era stata effettuata in quanto il legale di uno degli indagati aveva chiesto che questa venisse effettuata alla presenza di un contraddittorio fra le parti in incidente probatorio. L’opposizione è però stata ritirata nella giornata di ieri ed il medico legale e la polizia scientifica potranno effettuare le autopsie sui corpi già identificati sulla base delle prove del Dna. I familiari delle vittime potranno riavere dunque almeno le salme dei loro cari. Fra di loro la madre di Dayana Arlotti, la bambina di 5 anni che ha perso la vita nel naufragio del 13 gennaio.

Foto: www.farevela.net

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