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Pelletteria, nei primi 9 mesi del 2022 export toscano a 4,1 miliardi Economia

Firenze – Il tanto atteso salto c’è stato. Anche se di un soffio, la Toscana della pelle è tornata sopra i livelli di export pre Covid. Lo confermano i dati elaborati dal Centro Studi Confindustria Moda per Assopellettieri: con riferimento al settore pelletteria e concia (Codice Ateco CB151) nei primi 9 mesi del 2022 la Toscana ha fatto meglio di gennaio-settembre 2019, segnando un +0,4% e un totale di quasi 4,1 miliardi di export in valore. Un distacco quasi impercettibile ma tanto basta per poter parlare di inversione di tendenza, anche se in tutto il comparto la guardia resta alta.

«Siamo ottimisti: i numeri ci hanno dato ragione e hanno premiato la tenacia dimostrata nei periodi più critici – commenta Andrea Calistri vicepresidente di Assopellettieri con delega al distretto toscano -. Il sistema toscano continua ad andare fortissimo, gli investimenti sul territorio crescono ma restiamo sempre molto vigili perché il quadro, gli eventi lo hanno dimostrato, rimane variabile. Ad ogni modo gli indicatori continuano a restituire un’immagine positiva. E il post Covid degli americani, complice la svalutazione dell’euro, si è tradotto in una vera e propria esplosione di consumi che sta compensando la scomparsa dal mercato di Russia e Cina».

La prova del nove saranno le fiere di settore, in arrivo a febbraio a Fieramilano Rho: Mipel dal 19 al 22 febbraio, con le nuove collezioni autunno/inverno 2023–24 e l’ampio spazio dedicato al made in Italy, e Mipel Lab dal 21 al 23 febbraio, il format fieristico B2B ideato da Assopellettieri in collaborazione con Lineapelle con l’obiettivo di ampliare le opportunità di contatto tra i brand e le realtà uniche del savoir faire della pelletteria italiana. «Anche sul fronte delle fiere i numeri stanno tornando al pre Covid – aggiunge Calistri -: ci sono segnali di grande ripresa, grazie all’aumento sia delle aree espositive che di espositori e visitatori».

Foto. Andrea Calistri

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