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Pensionati, il maltempo non ferma la protesta Cronaca

I pensionati dicono basta. “Il tempo è scaduto e vogliamo interventi concreti e urgenti su pensioni, fisco e welfare”. Con queste parole sono scesi in piazza in tutta Italia, organizzando presidi sotto le Prefetture e i Comuni di tutte le principali città. A Firenze, nonostante il freddo e il nevischio, si sono dati appuntamento in via Cavour, dove una delegazione dei sindacati dei pensionati è stata ricevuta in Prefettura. “L'obiettivo di questa mobilitazione è di riportare l'attenzione del Governo sulla condizione degli anziani e dei pensionati colpiti dalla crisi” spiega Daniela Cappelli, segretaria Spi Cgil Toscana. Con una media regionale di 750 euro a pensione, è facile immaginare la rabbia e, in certi casi, la disperazione di molti pensionati, ritrovatesi oggi a gridare lo slogan “Il tempo è scaduto”. “Milioni di anziani e pensionati stanno pagando un prezzo altissimo, colpiti duramente dagli effetti della crisi e dalle misure di rigore adottate dal Governo- hanno sottolineato i sindacalisti di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil- come il blocco della rivalutazione delle pensioni, introduzione dell'Imu sulla prima casa, tagli al welfare, e l'aumento dei prezzi dei beni e servizi. Per questo- continuano- chiediamo un intervento sui redditi dei pensionati, penalizzati dalla mancata rivalutazione delle pensioni; una nuova politica fiscale che contrasti l'evasione e riduca la tassazione sui redditi da pensione e da lavoro; e infine, chiediamo una soluzione al problema degli incapienti, ovvero di quelle persone che hanno redditi talmente bassi da non poter usufruire delle agevolazioni”.

I pensionati, con i loro sindacalisti, però tengono a precisare che le loro non sono richieste corporative, ma fondamentali per la vita di tutti i cittadini, che aiuterebbero infatti la ripresa dei consumi, lo sviluppo e la crescita, oltre a salvaguardare e incrementare la rete dei servizi sociali, la giustizia e la coesione sociale. Al termine dell'incontro hanno consegnato una lettera, indirizzata al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio, che la Prefettura si è impegnata a far giungere a Napolitano e Monti.

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