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Pensionati, Scotti: “Garantire un accesso tempestivo ai servizi” Breaking news, Cronaca

Firenze – I  pensionati   sono sempre in apprensione.   Si sente dire che l’aumento dell’età media  porterà in un prossimo futuro problemi di risorse  per le politiche sociali. Si sente dire che per trovare  fondi nella manovra economica potrebbe esserci un nuovo blocco della rivalutazione delle pensioni. E  si sente anche parlare anche di aumenti delle imposte locali che si tradurrebbero in una diminuzione degli assegni pensionistici.   Per capire meglio quale sia la situazione delle molte problematiche che riguardano  la popolazione anziana, abbiamo intervistato Mauro Scotti Segretario regionale della  FNP Toscana, la Federazione pensionati della CISL.

D: Grazie all’aumento dell’aspettativa di vita  crescerà la popolazione anziana.  E  cresceranno i problemi per il sistema di welfare …. quali risposte si  dovranno dare?

R: “Le speranze di vita alla nascita in Toscana – secondo i dati Istat 2018  – risultano essere più alte della media italiana di uno 0.5% per il genere femminile e di 0.6 per il genere maschile, ecco perché le attenzioni verso le persone più anziane e più deboli non possono arrestarsi, ecco perché la responsabilità delle politiche sociosanitarie e del sistema dei servizi non deve ricadere soltanto nelle istituzioni e negli enti locali ma coinvolge anche le organizzazioni sindacali e il terzo settore. La futura stagione della programmazione sociosanitaria regionale e locale può e deve assumere una prospettiva orientata a misurare la propria capacità di risposta e di accoglienza della domanda sociale, valorizzando i profili della effettiva accessibilità dei servizi territoriali e la tempestiva presa in carico della domanda di assistenza degli anziani non autosufficienti e delle loro famiglie, in un’ottica di condivisione delle responsabilità tra i diversi centri di cura che, possono avere grandi potenzialità ma richiedono ancora molto investimento a livello operativo, professionale, comunicativo. A livello nazionale come espressamente richiesto unitariamente dai sindacati dei pensionati, sarebbe opportuno garantire un accesso tempestivo, equo e appropriato alle prestazioni sanitarie in tutte le Regioni e prevedere un piano nazionale di finanziamento per la messa in sicurezza e l’ammodernamento delle strutture e la riorganizzazione della rete dei servizi socio sanitari. Infine, ma non di certo per importanza è da diversi anni che ci battiamo per l’approvazione di una legge quadro sulla non autosufficienza”.

D: Buone notizie per l’aumento delle pensioni minime  a 780 euro.. Ma se  si tornasse al blocco delle pensioni  medie sarebbero queste a pagarne il costo… sarebbe  insomma  una sorta di taglio delle pensioni  specie se l’inflazione dovesse aumentare

R: “Quando si tratta di aumentare le pensioni minime sono sempre buone notizie tuttavia, in questo caso, sussiste il rischio piuttosto verosimile di avvantaggiare coloro che durante il proprio periodo lavorativo non hanno versato in toto o in parte i contributi spettanti evadendo di fatto il sistema fiscale e contributivo. In merito alla possibilità di nuovo blocco del potere d’acquisto delle pensioni che, di fatto, annullerebbe l’accordo di Cgil, Cisl e Uil del 2016, crediamo necessaria una risposta forte da parte del sindacato in difesa dei pensionati, che non possono continuare a coprire le difficoltà della politica e del Paese”.

D: Anche per la revisione della Fornero  con la quota 100 le notizie non sono tutte  positive…

R: “Quota 100 potrebbe essere una base di discussione e confronto sul tema pensioni con le OO.SS. tuttavia, non determina un cambiamento strutturale del sistema previdenziale, lascia aperte questioni fondamentali inerenti le donne, i giovani, i lavoratori saltuari. Di seguito le richieste di CGIL, CISL e UIL: flessibilità in uscita a 62 anni; 41 anni di contribuzione per andare in pensione a prescindere dall’età; tutelare le categorie che rientrano nell’Ape sociale; realizzare una pensione contributiva di garanzia per i giovani; sostenere le donne con misure adeguate, come il riconoscimento di 12 mesi di anticipo per ciascun figlio e la proroga di opzione donna; riconoscere pienamente il lavoro di cura ai fini pensionistici; eliminare l’automatismo del meccanismo di adeguamento per aspettativa di vita; risolvere i problemi degli esodati e dare risposte concrete a chi svolge lavori gravosi e usuranti; rilanciare la previdenza complementare; confermare, dal 1 gennaio 2019, il ripristino della piena rivalutazione delle pensioni e sostenere le pensioni in essere con l’estensione della 14°; trattare in modo uguale Tfs e Tfr di dipendenti pubblici e privati; riformare la Governance degli enti previdenziali ed assistenziali e separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale”.

D: La  FNP  – CISL  ha tenuto a  Firenze  il Festival delle generazioni.  Siete soddisfatti del suo svolgimento?

R: “Siamo molto soddisfatti della grande presenza e partecipazione non solo da parte degli addetti ai lavori, ma anche di persone non necessariamente iscritte alla FNP e alla CISL e di tutte le età, confermando concretamente l’importanza del dialogo intergenerazionale specie nella società odierna. Il tema che quest’anno si è scelto è un tema di grande attualità Rappresentanza è Democrazia e, rappresentando oltre dieci  milioni di iscritti come sindacati confederali (di cui come CISL quattro milioni tra lavoratori e pensionati), siamo ben consapevoli dell’importanza di quei percorsi democratici che partono dal basso”.

D: Si dice  che se l’ Italia uscisse  dall’ euro i  pensionati sarebbero  tra i più penalizzati. Perché?

R: “Innanzi tutto perché la loro fonte di reddito è fissa, poi perché troppe volte, purtroppo, l’esperienza ha confermato che sulle pensioni si può “pescare con grande facilità” , effettuando in caso di necessità un prelievo strutturale a monte e diretto”.

 

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