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Pensionati sempre più disagiati nelle aree rurali Società

Così l’Anp, Associazione nazionale pensionati della Cia-Confederazione italiana agricoltori, commenta i dati divulgati oggi dall’Istat sui trattamenti pensionistici in Italia: quasi la metà dei pensionati, 7,6 milioni, il 45,4 per cento del totale, riceve pensioni (una o più prestazioni) per un importo medio totale mensile inferiore a 1.000 euro. Per 2,4 milioni (14,4 per cento) dei pensionati, invece, la soglia si abbassa: le prestazioni non superano i 500 euro. Nelle campagne i pensionati vivono una situazione sempre più difficile, perchè oltre al calo netto del potere d’acquisto, spiega l'associazione, soffrono un profondo disagio a causa della drastica riduzione dei servizi socio-sanitari e per i tagli apportati al Fondo per la non autosufficienza.  "Occorre al più presto porre riparo – avverte l'Anp Cia – a questa situazione per evitare che la situazione si aggravi. La necessaria contrazione, razionalizzazione e qualificazione della spesa pubblica non può prescindere – conclude l’Anp-Cia – da un riequilibrio territoriale e sociale, dai bisogni dei pensionati delle aree e dei borghi rurali, ove più avvertiti sono i tagli e le carenze di servizi pubblici, sanitari, socio-assistenziali e più insopportabile l’isolamento dell’anziano.

Queste le proposte che l’Anp-Cia lancia a fronte della fotografia scattata da Istat sulle pensioni: il recupero del “fiscal drag” sulle pensioni; incrementare il Fondo per la non autosufficienza; qualificare i presidi socio-sanitari e i servizi nelle aree e nei centri rurali. Al mancato recupero del “fiscal-drag”, che negli ultimi 15 anni ha ridotto il potere d’acquisto delle pensioni del 30%, il precedente governo, ricorda l’Anp-Cia, ha aggiunto lo smantellamento dello stato sociale, l’azzeramento del Fondo per la non autosufficienza, una sanità sempre più costosa e meno efficiente, l’abbandono e la dequalificazione dei presidi sanitari nei centri rurali, il taglio di detrazioni fiscali. I pensionati Cia chiedono, quindi, che siano adottate misure tese a tutelare il potere di acquisto degli anziani e a dare risposte forti per la non autosufficienza e per l’assistenza socio-sanitaria.

 

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