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Per essere rimossa la Costa Concordia potrebbe essere tagliata a pezzi Cronaca

Grazie al bel tempo di ieri, 7 marzo, i tecnici della Smit e della Neri hanno proseguito le operazioni preliminari alla nuova fase del defueling della Costa Concordia. Il pontone Meloria è stato avvicinato accanto alla parte centrale dello scafo della nave semisommersa ed è stata portata a termine l’installazione dello speciale ponteggio che permetterà agli operatori di lavorare nella sala macchine per aspirare il carburante in galeggiamento che ancora vi rimane. Parallelamente alle operazioni di svuotamento del carburante, sono proseguite quelle di ricerca dei dispersi. I palombari della Marina Militare ed i sommozzatori dei Vigli del Fuoco hanno esplorato atrio ed ascensoridela zona di poappa e raggiunto i ponti 3, 4 e 5 della stessa. Per il momento nessuna novità sui 7 corpi che ancora mancano all’appello. Nessuna novità, per fortuna, nemmeno sul fronte dell’inquinamento. L’acqua del Giglio continua a non risentire della presenza della nave da crociera naufragata il 13 gennaio. Le analisi delle campionature del 5 marzo, infatti, mostrano che idrocarburi e tensioattivi sono inferiori alle soglie di rilevabilità analitica, mentre sono lievemente incrementati i solventi aromatici e si sono sensibilmente innalzati i parametri di azoto. Su fronte dei movimenti del relitto, il monitoraggio degli esperti del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze non ha fatto rilevare variazioni preoccupanti.

Il padre di uno dei due fidanzati francesi smentisce l’identificazione
Il padre di Mickael Litzler, uno dei due fidanzati francesi che sarebbero stati identificati nella giornata di ieri, ha smentito ieri, 7 marzo, che i due corpi ritrovati all’interno della Costa Concordia appartengano a suo figlio ed alla fidanzata Mylene. Alain Litzler ha dichiarato al quotidiano parigino “Le Figaro” che la notizia dell’identificazione è falsa e che le famiglie dei due francesi attendono di saperne di più prima di pronunciarsi. Secondo quanto appreso ieri, l’idetificazione dei due corpi ritrovati all’interno del relitto il 22 gennaio, lo stesso giorno del ritrovamento di quelli di Dayana Arlotti e del padre, saebbe avvenuta da un tatuaggio e dai documenti di identità trovati addosso alle vittime. Il padre del giovane francese, però, ha smentito la notizia ed ha chiesto di attendere la conferma degli esami del Dna prima di pronunciarsi in merito alla morte dei due fidanzati transalpini. L’ultimo loro messaggio alle famiglie fu un sms inviato da uno dei loro cellulari intorno alle 23:15. In esso spiegavano di aver indossato i giubbotti di salvataggio e di essere in procinto di salire a bordo di una delle scialuppe.

Le varie ipotesi per la rimozione del relitto della Costa Concordia
Prende sempre più corpo l’ipotesi che la Costa Concordia, per essere rimossa dalle acque dell’isola del Giglio, venga sezionata. Secondo gli esperti della rivista Scientific American, infatti, le 10 compagnie che, in tutto il mondo, sono in grado di recuperare il relitto, avrebbero proposto 4 ipotesi fondamentali, tutte da mettere in atto dopo la completa rimozione del carburante dai serbatoi della Costa Concordia. La prima strada percorribile sarebbe quella di porre sotto la nave dei giganteschi palloni da gonfiare. Tuttavia non esistono ancora palloni così grandi da sorreggere il peso della Concordia, e questa operazione dovrebbe essere affiancata da qualche altro stratagemma tecnico. Una seconda possibilità sarebbe quella di utilizzare delle gru per raddrizzare la nave semisommersa e svuotarla poi dall’acqua per riparare le falle. Anche in questo caso, però, servirebbero delle gru di dimensioni attualmente non disponibili e non è detto che il peso della nave renda effettivamente praticabile questa soluzione. La terza possibilità sarebbe quella di riempire il relitto con milioni di palline di polistirene piene d’aria per tentare di farla riemergere. Questa soluzione è già stata messa in pratica in Kuwait ed Islanda, ma c’è il rischio che le palline (di difficile smaltimento) possano disperdersi in mare. La quarta e meglio attuabile soluzione, dunque, sarebbe quella di affettare la Concordia in pezzi da 200-300 tonnellate ed aspirare i detriti prodotti dalle operazioni di taglio con dei magneti di 3 metri di diametro. In questo caso, secondo gli esperti, il relitto potrebbe essere rimosso in circa 6 mesi.

Foto: www.arpat.toscana.it
 

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