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Per Fossi l’esperienza è d’oro, aspettando e tifando per Marcaccini Sport

Undicesimo. Come debutto olimpico può anche andare bene. Francesco Fossi ha chiuso al quinto posto questa mattina, 3 agosto,  la finale B che ha dato al suo quattro di coppia (capovoga Simone Raineri, secondo carrello Pierpaolo Frattini, prodiere Matteo Stefanini) l’undicesimo posto ai Giochi Olimpici di Londra.
Un risultato forse amaro: il terzo posto a Monaco in Coppa del Mondo poco prima della spedizione sul Dorney Lake a Eton aveva acceso speranze incredibili nei quattro moschettieri azzurri, che purtroppo si sono dovuti ricredere. Il quattro di coppia italiano non è mai riuscito, a eccezione a tratti del recupero post-batteria, a riproporre l’armonioso andamento della gara di Monaco, e alla fine è finito fuori dalla lotta per la finalissima.
Tuttavia non è scritto da nessuna parte che alla prima esperienza a cinque cerchi si debba tornare a casa con al collo un metallo pesante o anche solo con una finale. Francesco ha lottato, dato tutto, e questo è ciò che doveva raccogliere a Londra alla sua prima Olimpiade. Tra quattro anni, con questa esperienza alle spalle, nella testa e nel cuore, potrà solo andare meglio, e quel giorno come in questa settimana di Giochi, la Società Canottieri “Firenze” sarà stretta attorno al suo gigante biondo che porta sempre i colori biancorossi nel cuore anche oggi che gareggia per le Fiamme Gialle.
Il clima olimpico, passato Francesco, alla Canottieri non si esaurisce: a fine agosto ci sarà da tifare per Andrea Marcaccini, ventenne biancorosso in gara ai Giochi Paralimpici come capovoga del quattro con Adaptive.


Nella foto FISA in barca, Fossi al terzo carrello del quattro di coppia; nell'altra con Marcaccini durante la cerimonia pre-Olimpiadi a Firenze.

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