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Per i giovani laureati toscani in aumento disoccupazione e lavori precari Società

Resa pubblica in questi giorni, su dati 2010, l’indagine annuale di Alma Laurea mostra gli esiti occupazionali dei laureati dopo il conseguimento del titolo. Ha coinvolto a livello nazionale quasi 400.000 laureati dei 54 atenei che aderiscono al Consorzio con interviste a laureati pre e post-riforma ed altri  di secondo livello.
Abbiamo estrapolato i dati degli atenei toscani. Lo studio prende in considerazione, a Firenze e a Siena, i laureati di tutti i tipi di corso ad un anno dal conseguimento del diploma sulla base di 10680 interviste su 12902 laureati.
In entrambe le città le donne sono molto più numerose, il 60,1% a Firenze ed il 59,8% a Siena, mentre l’età media del conseguimento del diploma si attesta per tutti intorno a 26,6 anni. A Firenze nel 2010 hanno trovato un’occupazione solo il 54,1% degli intervistati,  ancor meno a Siena dove lavora il 45,5.
I segnali di crisi sono trasversali a tutti i tipi facoltà, anche se medici, ingegneri ed economisti hanno sorte migliore di coloro che hanno frequentato corsi di area giuridica o geo-biologica, agli ultimi posti nella graduatoria di occupazione
L’indagine evidenzia anche i guadagni di quella per altro bassa percentuale che ha un lavoro. I dati sono in flessione rispetto agli anni precedenti: a Firenze il guadagno mensile netto è di 1114 euro per gli uomini che scende a 892 per le donne, a Siena invece è di 1187 per gli uomini e di 942 per le donne, con una riduzione media del 13% circa rispetto a quattro anni fa. 
Un altro campanello di allarme è la tipologia di lavoro svolto. In diminuzione rispetto al 2009 il lavoro stabile, si consolida quello atipico, mentre cresce il numero di coloro che, pur lavorando, non hanno alcun tipo di contratto, ossia lavorano al nero.
Ma c’è un aspetto ancor più preoccupante evidenziato dal Rapporto: nell’ambito dell’Unione Europea l’Italia è l’unico paese in cui si è avuta una diminuzione dell’incidenza delle professioni più qualificate. Fenomeno che, a detta dei tecnici di Alma Laurea, è peggiorato con la crisi, ma ha antefatti ben precedenti a causa degli scarsi investimenti effettuati in Italia. “Sarebbe un errore imperdonabile – hanno detto gli esperti del Consorzio – sottovalutare o tardare nell’affrontare in modo deciso le questioni della condizione giovanile e del capitale umano.”
Questo è particolarmente vero per territorio toscano, dove l’indagine rileva chiari segni di sfiducia nei confronti della laurea come strumento per una possibile occupazione, ma sfiducia anche verso il compimento stesso degli studi. Segnali di generale depotenziamento delle giovani generazioni. Degli intervistati, il 26,9% a Firenze ed il 28,3% a Siena non lavora e non cerca occupazione (solo una parte di questi è impegnata in tirocini o praticantati), mentre gli occupati ritengono che il valore della laurea nell’attuale lavoro sia abbastanza scarso. Al contrario solo per il 42%, la laurea è molto efficace nell’ambito del lavoro.
Situazione inequivocabile: abbandono dei corsi universitari, rinuncia a cercare lavoro, lavoro nero dopo la laurea, sono sintomi che la società in generale ma anche quella toscana debbono urgentemente curare.

 

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