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Per le feste natalizie 1 toscano su 5 in vacanza Notizie dalla toscana

Nonostante il clima economico non positivo, torna a salire la quota di italiani che farà un viaggio durante le feste di fine anno. Tra il 22 dicembre e il 6 gennaio 2013 il 21% degli italiani si prenderà una vacanza. Una quota che cresce di 4 punti percentuali rispetto al 2011. In totale, dunque, saranno quasi 10.000.000 gli italiani adulti in viaggio durate le feste, 2 milioni in più rispetto al 2011, per una spesa complessiva di circa 7,5 miliardi. Budget personale preventivato, 760 euro contro i 666 del 2011, il 79% degli italiani stima di non superare i 1000 euro di spesa complessiva. Secondo Confcommercio Toscana solo 1 toscano su 5 però si prenderà una vacanza durante il periodo natalizio, trascorrendo almeno una notte fuori casa.

Il dato viene fuori attraverso i rilevamenti effettuati dalle sue strutture provinciali e le agenzie di viaggio associate a FIAVET. Una percentuale di poco superiore al 20% dei toscani, dunque, lascerà la propria abitazione nel periodo tra Natale e Capodanno e tra coloro che non faranno alcuna vacanza la maggior parte dichiara di non potersi muovere per motivi economici (60%). Ma non per tutti è così. Se da un lato infatti aumenta la tendenza a rinunciare alla vacanza o comunque a scegliere un momento diverso da quello delle feste di fine anno, dall’altro si registra una discreta richiesta per i viaggi soprattutto verso l’estero e le località esotiche, come il mar dei Caraibi, ma anche le Canarie e Sharm El Sheik, della durata anche di 7/8 giorni, contro i 2/3 di chi si sposterà in Italia.

“Segno di una forbice che si va allargando tra chi ha ancora un buon potere d’acquisto e la gran parte dei toscani, che invece passerà questa fine anno a cercare di far fronte ai vari pagamenti in scadenza, come l’Imu”, commenta il direttore di Confcommercio Toscana, Andrea Nardin.

“La differenza fondamentale è tra chi si adatta cercando un prezzo basso – spiega Jacopo De Ria, presidente FIAVET Toscana – e chi, invece, compie scelte di qualità. Stanno, infatti, emergendo due tendenze opposte fra loro: una parte di persone, la maggioranza, cerca viaggi low cost con un target di spesa intorno ai 500-600 euro a testa; una nicchia ristretta, invece, cerca viaggi più complessi, orientandosi su un livello di spesa che va oltre i 3.000 euro a testa. Devo rilevare che va sparendo la fascia media, quella che cerca viaggi per un costo di circa 2.000 a persona. Chi è interessato a viaggi complessi sempre più fa riferimento alle agenzie meglio organizzate, che offrono maggiore sicurezza ai clienti. Quanto alle mete preferite, si va dalle capitali europee all'Africa, dal Sud America all'Asia”.

Tra le destinazioni più gettonate da chi resterà in Italia ci sono le città d’arte (41%) e la montagna, dove la stagione sciistica è partita bene (25%), anche se la necessità di contenere le spese porta a cercare di ridurre anche i costi relativi al trasferimento. E così aumenta il numero di quanti per recarsi in una città diversa dalla propria ricorrerà al treno, mentre chi sceglie la montagna riscopre il vantaggio del pullman, anche se l’auto propria resta ovviamente il mezzo preferito. Chi spera di usufruire della voglia di montagna sono le strutture turistiche dell’appennino toscano, dove la neve non si è fatta attendere e gli impianti sono generalmente tutti in funzione.

Per quanto riguarda invece le strutture dove alloggiare, il 33% del campione dichiara l’intenzione di prenotare un albergo, mentre il 25% andrà a casa di parenti o amici. Strutture alberghiere che si preparano a vivere un periodo di intensa attività, soprattutto nelle città d’arte come Firenze, dove per la fine d’anno si va verso il tutto esaurito. Siena conferma le presenze dello scorso anno. Leggera flessione a Lucca e Pisa, dove si conta però sul last minute, ormai sempre più gettonato come forma di risparmio.

“Importante è segnalare anche come la Toscana rimanga una delle destinazioni preferite dai turisti sia italiani che stranieri per le vacanze natalizie, grazie soprattutto alle città d’arte. Turismo che dunque per noi si conferma una voce importante nel prodotto interno lordo e per questo – dice ancora Nardin – ha bisogno di essere sostenuto.

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