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Perché vorremmo anche Diego in tribuna Sport

Forse il nostro è soltanto un sogno difficilissimo da trasformarsi in realtà, ma saremmo felici se domani Diego Della Valle tornasse ad occupare il suo posto in tribuna d’onore, dopo un’assenza che dura da tempo immemorabile. Il perché è presto detto: la presenza del “patron” darebbe una carica notevolissima alla squadra viola impegnata a riscattare le tre sconfitte consecutive dopo la ripresa dell’attività e, nello stesso tempo, rappresentebbe un’autentica sfida a Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, dopo quello che è accaduto in Lega per la nomina (o meglio la conferma) di Maurizio Beretta alla presidenza.La famiglia Della Valle e De Laurentiis si sono trovati su sponde opposte e la Fiorentina (che sperava che finalmente potessero essere prese in considerazione le tante proposte fatte da anni da Diego) ha perso la battaglia, anche se si è trovata in compagnia di altre tre grandi società: Juventus, Inter e Roma. E’ stata un’altra vittoria dell’immobilismo che regna nel calcio italiano contro chi cerca il rinnovamento. Se ne riparlerà tra molto tempo,a nche se pensiamo che Agnelli, Moratti, i Della Valle e i dirigenti americani della Roma non si arrenderanno tanto facilmente.
Anche se Diego non ci sarà la partita tra Fiorentina e Napoli conserva intatti i suoi motivi d’interesse che  s’identificano in questo immaginario titolo di giornale: il Napoli per lo scudetto, la Fiorentina per il riscatto. Il Napoli, dopo la restituzione dei due punti di penalizzazione per la vicenda del calcioscommesse, si avvicina pericolosamente alla Juventus e un risultato favorevole al Franchi sarebbe la conferma delle ambizioni di Mazzarri e della sua truppa.  La Fiorentina ha perso in campionato con Pescara e Udinese ed è stata eliminata dalla Roma nei quarti di finale di Coppa Italia, dopo un’autentica battaglia durata 120 minuti. Proprio questa sconfitta è la più pesante sia dal punto di vista fisico, sia sotto il profilo morale. A Firenze eravamo in tanti a pensare che ai viola si presentava la grande occasione per tornare ad alzare un trofeo, ma la Roma ha negato questa possibilità, benchè fosse priva di alcuni dei titolari più importanti, a cominciare da Totti. Ecco perché la partita col Napoli può (e deve) rappresentare il riscatto. Sarebbe anche una rivincita contro quel manipolo di eterni contestatori, che hanno rialzato la testa e hanno ricominciato a criticare Montella e i Della Valle, come se nel girone d’andata (concluso col favoloso bilancio di 35 punti) non fosse accaduto nulla di positivo.
L’impresa è di una difficoltà enorme. Per portarla a buon fine la Fiorentina deve sperare sia nel recupero di Pizarro (il suo giocatore chiave), sia nel ritorno alle condizioni di forma di poche settimane fa di altri giocatori determinanti, primo di tutti Jovetic. Proprio il duello a distanza tra Jovetic e Cavani è uno dei tanti eccezionali motivi d’interesse, ma non possiamo trascurare i confronti ravvicinati tra Borja Valero e Behrami, tra Maggio e Pasqual, tra Roncaglia e Hamsik, tra Savic e Pandev. Non c’è dubbio: nonostante le incognite dell’insolita ora d’inizio(le 12,30) sarà un grande spettacolo, il cui risultato che inciderà in maniera decisiva sul futuro di tutte e due le squadre.  
Raffaello Paloscia

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